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L’Assedio di Zara 1813 – G. Centanni

L’OCCUPAZIONE FRANCESE DI ZARA E L’ASSEDIO AUSTRIACO
25 ottobre – 8 dicembre 1813

Dopo la capitolazione della Repubblica di Venezia, anche Zara, che per quattro secoli era rimasta sotto la Signoria della Serenissima, viene occupata dalla truppe francesi comandata del Generale Dumas.
Con il successivo trattato di Campoformio del 17 ottobre 1797 la città di Zara, unitamente alla città di Cattaro, all’Istria e alla Dalmazia, passano sotto la dominazione austriaca.
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L’Austria però era interessata alle province Illiriche  e nel 1805 cede di nuovo la città di Zara ai francesi in cambio di queste.
Nel gennaio 1806 Venezia è nuovamente occupata dalle truppe napoleoniche in quanto ritenuta sbocco strategico sul mare Adriatico.  La pace di Presburgo del dicembre 1806 vede passare l’intera Dalmazia, Zara compresa, sotto il dominio di Napoleone.
Ulteriore modifica avviene nel 1809 quando dal Regno d’Italia vengono distaccate l’Istria, la Dalmazia incluse le città di Cattaro e Zara, Gorizia e Trieste per formare le Provincie Illiriche sotto il controllo francese e con capitale Lubiana.
Dopo la pesante sconfitta di Napoleone a Lipsia (la battaglia delle Nazioni) tra il 16 ed il 19 ottobre 1813, le armate austriache riprendono il controllo della Dalmazia ma alcune città, molto fortificate, presidiate da piccoli contingenti francesi vengono strenuamente difese. E’ il caso delle città di Cattaro, Palmanova e Zara.
Il 25 ottobre 1813 le truppe austriache, con l’appoggio della flotta inglese, cingono d’assedio la città di Zara difesa da un contingente di appena 2.000 soldati supportati però dalla quasi totalità della popolazione.
I zaratini collaborano attivamente per non cedere agli austriaci  anche quando all’interno della città si sfiora il dramma con un ammutinamento molto violento del battaglione croato forte di 900 unità.
Gli ammutinati vengono arrestati, disarmati e gettati fuori dalle mura dagli stessi zaratini sia nel tentativo di ridurre il rischio di nuovi ammutinamenti ma soprattutto per ridurre notevolmente il numero delle bocche da sfamare e prepararsi ad un lungo assedio.  La città resiste anche con una guarnigione ridotta alla metà grazie all’aiuto dei cittadini e alle possenti mura di cinta che difendono la piazzaforte.
La precisione, poi, dei cannonieri franco-italiani  intimidisce il nemico alle porte il quale comprende subito che la caduta della città sarà lunga e sanguinosa.
Si avviano così le trattative per offrire una resa onorevole alla guarnigione e per garantire la sopravvivenza a tutti i cittadini.
Raggiunto l’accordo il 4 dicembre 1813 viene innalzata la bandiera bianca sulla Torre del Buovo D’Antona che domina Zara. Tutti gli onori vengono resi alla residua guarnigione forte di ormai solo 840 soldati. Ai 200 mariani illiri venne concesso il rientro a casa mentre gli italiani, 73 gendarmi e 45 eroici cannonieri, vengono scortati via terra per ricongiungersi con il contingente italiano di stanza sul fiume Adige. Anche i francesi rientrano nelle loro linee. La città di Zara non fu mai espugnata.

Durante l’assedio vennero battute le monete ossidionali con i seguenti tre tagli:
18,40 Franchi
9,20   Franchi
4,60   Franchi

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