Uniformi Napoleoniche – Art. 1 – Introduzione – Giulio Centanni

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4 Luglio 2023
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Uniformi Napoleoniche – Art. 1 – Introduzione – Giulio Centanni

Parte con questo articolo una nuova rubrica dedicata alle uniformi napoleoniche. In effetti le uniformi dell’epoca napoleonica sono, oltre che moltissime e ricchissime, anche notevolmente complesse ed articolate e spesso si differenziano l’una dall’altra per dei piccolissimi dettagli.

In commercio si trovano tantissimi figurini francesi che raffigurano soggetti che vanno dalla Rivoluzione, alla Repubblica e poi ancora al Consolato per finire con l’Impero e con i cento giorni.

Con riferimento all’Italia si trovano pezzi che vanno dalle Repubbliche Sorelle, Cispadana e Transpadana, fuse poi nella Cisalpina alla quale succedette la Repubblica Italiana con Napoleone Presidente ed infine il Regno Italico. Naturalmente nel territorio che noi consideriamo italiano c’erano anche altri stati che qui tralasciamo per non appesantire troppo la lettura ma che potrebbero essere oggetto di altri futuri articoli.

Prima di iniziare la trattazione delle uniformi vera e propria mi sembra però necessario dover introdurre una tavola esplicativa con la nomenclatura uniformologica di base nonché un breve accenno sull’organizzazione dell’esercito affinchè all’atto della realizzazione di un figurino sappiate esattamente quale uniforme state dipingendo e quale era l’inquadramento esatto del vostro personaggio.

 

Qui riprodotti trovarte due disegni che elencano tutte le parti delle uniformi e che sono poi i termini che ritrovate solitamente nelle box art esplicative dei figurini. Non ritengo necessario tradurre i singoli elementi dal francese all’italiano in quanto molto simili e di facile intuizione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Passando poi all’introduzione dell’organizzazione dell’esercito possimo sintetizzare dividendo l’esercito in Fanteria, di linea e leggera, Cavalleria, Artiglieria e poi tutte le altre specialità che chiameremo Servizi (Genio, Sanità, Treno Trasporti, Geografi ecc.). Napoleone riorganizzò con grande successo la struttura delle Armate che durante la Rivoluzione e la Repubblica erano monotematiche, ossia solo fanteria, o cavalleria e via dicendo. Egli invece intuì che un’armata per essere efficace e sempre pronta al combattimento doveva essere anche autonoma ed avere quindi al suo interno tutte le specialità necessarie. Una armata era quindi un piccolo esercito in movimento.

L’unita di base per la Fanteria di Linea era il Battaglione composto da un numero variabile nel tempo da 7 a 9 Compagnie di cui una di Granatieri (Berrettone di pelo d’orso e poi Shako, spalline rosse frangiate e piumetto rosso composta da uomini alti e robusti), una di Volteggiatori (Shako, spalline frangiate gialle o verdi e ponpon o piumetto giallo o verde composta da uomini particolarmente esili ma agili e tenaci) e le restanti Compagnie di fucilieri (Shako, spalline senza frangia bordate del colore distintivo del reggimento e ponpon o piumetto di vari colori ad individuare la Compagnia composte dalla generalità dei soldati di media statura).

Identica organizzazione era prevista per la Fanteria Leggera. Cambiava ovviamente l’unifome come anche la denominazione della Compagnia Granatieri, che nella Leggera diventava Carabinieri e delle Compagnie di Fucilieri che nella Leggera diventavano Cacciatori. Per i segni distintivi era invece tutto identico come si può vedere dal raffronto delle due uniformi di Granatiere e Carabiniere allegate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La cavalleria era suddivisa in Cavalleria Pesante composta dai Reggimenti di Corazzieri e Carabinieri, Cavalleria Media composta dai Reggimenti di Dragoni ed infine Cavalleria Leggera composta dai Reggimenti di Ussari, Lanceri e Cacciatori.

L’unità di base della Cavalleria era lo Squadrone composto da due sole compagnie.

L’artiglieria invece aveva un’organizzazione simile alla fanteria ma del tutto autonoma e sarà oggetto di un altro articolo.

Adesso siamo pronti a costruire il nostro esercito.

Tre o più Battaglioni o Squadroni costituiscono un Reggimento;

Due o più Reggimenti costituiscono una Brigata;

Due o più Brigate costituiscono una Divisione;

Due o tre Divisioni costituiscono una Armata;

Due o più Armate costituiscono un Corpo d’Armata.

Solo per darvi un’idea della forza dell’esercito napoleonico consideriamo che un Reggimento poteva arrivare ad avere fino a 6000 soldati. Un Corpo d’armata poteva arrivare ad avere una forza che oscillava tra i 70.000 ed i 90.000 soldati e nel 1812, momento di massima estensione dell’esercito erano stati creati 7 Corpi d’Armata, un Copro della Riserva e poi vi era la Guardia Imperiale. La Guardia era un esercito all’interno dell’esercito con identica composizione ed identiche regole ma costituiva un corpo d’elite in quanto potevano accedere nei suoi ranghi solo veterani e decorati.

Per concludere, vale la pena spendere due parole anche sulla differenza tra Fanteria di Linea e Fanteria Leggera.

La Fanteria di linea, come si intuisce dal nome, era la fanteria che avanzava a ranghi serrati in linea predisposta su varie linee e rappresentava la maggiore forza d’urto negli scontri, ma per manovrare aveva bisogno di spazi aperti molto ampi. Era questa l’unica organizzazione che tutti gli eserciti d’Europa avevano fino ad allora. Napoleone invece intuì, creando i reggimenti della fanteria leggera, che avere dei reparti che potessero muoversi in ordine sparso, riuscendo a colpire anche dalle boscaglie o dalle rocce e da tutti i terreni accidentati, indebolendo il nemico ai fianchi o coprendo le ritirate, sarebbe stata un’innovazione strategica sorprendente per i suoi nemici. E così fu fin quando anche gli eserciti nemici non adottarono anch’essi questo tipo di unità. Napoleone forse non immaginava che questa sua idea innovativa di cambattere avrebbe dato nel tempo origine a tutti gli eserciti moderni.

 

Aggiungo alcune immagini di figurini che rappresentano esempi di fanteria della linea e di fanteria leggere.