Il Gloster Gladiator nelle altre aviazioni – V. De Santis

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Il Gloster Gladiator nelle altre aviazioni – V. De Santis

[b][size=x-large][color=000099][font=Arial]IL GLADIATOR NELLE ALTRE AVIAZIONI[/font][/color][/size][/b]

[i][b][size=x-large][color=000099][font=Arial]Autore: V. De Santis[/font][/color][/size][/b][/i]


Nella puntata precedente si è illustrato lo sviluppo del Gladiator e il suo impiego nella RAF e nella Royal Navy. Il Gladiator però venne impiegato anche da molte altre Forze Aeree. In alcuni casi i velivoli erano gli stessi che fino a poco tempo prima erano stati utilizzati dalla RAF, in altri casi invece furono ordinati direttamente alla Gloster dal Paese che li avrebbe poi utilizzati.

Quella che segue è la lista dei paesi che utilizzarono questo velivolo con alcune mimetizzazioni (fonte articolo Gialanella – vedi bibliografia):

Belgio:

Il Belgio aveva ordinato 22 Gladiators, che vennero consegnati tra il settembre del 1937 e il maggio del 1938. Questi velivoli erano essenzialmente simili ai Mk. I della RAF. Venne anche presa in considerazione la possibilità di avviare la produzione su licenza presso la ditta Avions Fairey, ma alla fine non se ne fece nulla. Tutti i Gladiator belgi furono coinvolti nella lotta contro l’invasione tedesca del maggio 1940 e andarono perduti durante questa campagna.

Cina:

Nell’ottobre del 1937 le autorità cinesi ordinarono 36 esemplari di Gladiator Mk. I. Inizialmente era stato previsto di inviare per mare i velivoli smontati. Una volta giunti ad Honk Kong sarebbero stati riassemblati sull’aeroporto di Kai Tak. A questo punto i velivoli si sarebbero diretti verso Canton e da lì avrebbero raggiunto le diverse basi alle quali erano stati assegnati. Invece i Gladiator furono consegnati, parte alla fine del 1937 e parte alla fine del 1938, direttamente sull’aeroporto di Canton Tien Ho dove furono riassemblati. Furono usati principalmente in piccoli distaccamenti destinati alla difesa delle città cinesi sud-occidentali. Livrea Verde scuro (FS 34092). Insegne di nazionalità poste sotto la semiala inferiore destra e sulla semiala superiore sinistra. Le insegne erano tutte senza fondo, ma riportavano solo il simbolo (stella a 12 punte in bianco) utilizzato all’epoca dai velivoli cinesi.

Irlanda:

Furono quattro i Gladiator consegnati nel 1938 all’ Irish Army Air Corps. Restarono in servizio presso l’aeroporto di Baldonnel fino al 1941. La colorazione si riferisce al 1938: Verde Chiaro (FS 24138) per la fusoliera; Alluminio per le ali , lo stabilizzatore, i montanti alari, le gambe del carrello e i cerchioni delle ruote. La capotta motore e l0ogiva elica erano in metallo lucido. I codici erano applicati sotto le semiali, con lo stesso sistema usato dai velivoli inglesi dell’epoca, ed erano in nero. Inoltre in quattro posizioni alari erano applicate delle strisce Verde/Bianco/Arancio.

Grecia:

Due Gladiator Mk. I furono acquistati nel 1938 da un uomo d’affari greco che li presentò alla Forza Aerea. Fino al 1040 rimasero i soli Gladiator in servizio presso questa Forza Aerea quando, a seguito dell’invasione italiana, la Grecia richiese alla Gran Bretagna altri Gladiator. Ne furono consegnati 17 tra Gladiator Mk. I e MK. II che andarono perduti nei combattimenti.

Lettonia:

La Lettonia ordinò nel marzo 1937 26 Gladiator che furono consegnati tra l’agosto e il novembre dello stesso anno. I Gladiator lettoni erano essenzialmente degli MK. I armati però con quattro Lewis Mk. VM da 7,7 mm. Sembra che, dopo l’annessione sovietica della Repubblica lettone, i velivoli che erano sopravvissuti ricevettero i contrassegni sovietici. Livrea Verde Oliva semilucido (FS 24097) e alluminio. La svastica (utilizzata quale insegna di nazionalità nelle posizioni alari e in fusoliera) era in Rosso (ca. FS 31136). Sulle sole superfici inferiori era priva del fondo bianco. Sulle altre superfici era inserita in un cerchio bianco.

Lituania:

La Lituania ordinò nel marzo del 1937 36 Gladiator che vennero consegnati tra ottobre e il novembre dello stesso anno . Come per i velivoli lettoni l’unica differenza era costituita dall’armamento, composto anche in questo caso da quattro Lewis M.K VM da 7,7 mm. Il destino di questi velivoli dopo l’annessione della Repubblica del 1940 rimane incerto anche se potrebbero aver ricevuto i contrassegni sovietici.

Norvegia:

Nell’aprile del 1937 la Forza Aerea Norvegese era intenzionata ad acquistare 6 Gladiator MK. I e intendeva iniziarne la produzione su licenza del velivolo. Alla fine furono 12 i Gladiator acquistati, 6 Mk. I e 6 MK. II. L’unica differenza tra questi velivoli e quelli della RAF era costituita ancora una volta dall’armamento. Vennero installate quattro mitragliatrici Colt-Browning da 7,62 mm. Questi velivoli furono impiegati nella difesa del paese durante l’invasione tedesca. Ai Gladiator norvegesi furono accreditate quattro vittorie prima che venissero distrutti in volo o in aria. Due Gladiator andarono persi in una maniera abbastanza originale. Infatti furono inghiottiti dalle acque di un lago ghiacciato, che serviva loro da base, quando la superficie gelata si ruppe.

Portogallo:

Il Portogallo acquistò nel febbraio del 1939 15 Gladiator Mk. II, che vennero tratti dagli ordini posti dalla RAF. Successivamente venne preso in considerazione l’acquisto di altri 30 velivoli, ma non venne mai concluso.

Svezia:

Nel 1937 la Svezia acquistò 55 Gladiator dei quali 37 Mk. I e 18 Mk. II. Le consegne degli Mk. I cominciarono nel giugno del 1937. Il Gladiator Mk. I ricevette la designazione locale di J-8. I velivoli svedesi montavano il motore Mercury radiale da 640 hp ed erano dotati di elica bipala in legno a passo fisso Watts. I Gladiator Mk. II ricevettero invece la designazione J-8A. Come per i precedenti J-8 questi differivano nel tipo di motore montato, un Mercury VII radiale da 740 hp prodotto in Svezia su licenza, mentre l’elica era una tripala Fairey-Reed in metallo a passo fisso. I Gladiator svedesi furono utilizzati dalle tre squadriglie della 8ª Flygflottilj (equivalente ad uno stormo), tranne 10 che furono destinati all’addestramento o che funsero da rimpiazzi per le perdite. Alcuni velivoli, nonostante la neutralità della Svezia, furono utilizzati dalla Forza Volontaria Svedese che combatté a fianco della Finlandia durante l’invasione sovietica. Molti di questi velivoli montarono sci di costruzione svedese e un rack subalare che permetteva il trasporto di otto piccole bombe. I Gladiator restarono in Finlandia fino alla fine della guerra d’inverno. Tre velivoli andarono persi nei combattimenti. La Svezia ritirò i Gladiator dalla prima linea nella primavera del 1941.

Egitto:

Anche l’Egitto utilizzò un certo numero di Gladiator, sia MK. I che MK.II. In alcuni casi erano dei MK. I portati allo standard MK. II ma che mantenevano l’elica bipala in legno in luogo di quella metallica. La livrea dei velivoli egiziani, che non parteciparono al conflitto nordafricano, era a due toni Verde Scuro (FS 34092)/Marrone (FS 30118) sulle superfici superiori delle ali e sulle parte superiore e mediana della fusoliera. Le superfici inferiori erano dipinte in Azzurro (FS 34670). Le insegne alari erano portate solo sull’ala superiore. Su questi velivoli, dato l’ambiente nel quale operavano, erano montati i filtri antisabbia ai motori.

Bibliografia:

AA.VV.: From Korea to Vietnam, Maris Multimedia, Discovery Communication Inc. 1995, CD-ROM
Gialanella, A.: Il Gladiatore d’oltre Manica, in JP4 – Mensile di Aeronautica, Gennaio, pp.74-77 (1987)

[url=http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Gloster_Gladiator_Mk.1.F19_H.jpg]L’immagine è tratta dal sito Wikimedia Commons[/url]