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Il Rgt. Siciliano di Sua Maestà Britannica – N. di Maio

[b][size=x-large][color=000099][font=Arial]IL REGGIMENTO SICILIANO DI SUA MAESTA' BRITANNICA[/font][/color][/size][/b]

[i][b][size=large][color=000099][font=Arial]Autore: N. di Maio[/font][/color][/size][/b][/i]


Per più di un decennio, tra il 1803 e il 1815, confluirono nell’ Esercito Inglese da tutta Europa, ed particolarmente anche dal Mediterraneo, migliaia di rifugiati (emigrè). Gli ufficiali e i soldati che si arruolavano erano spesso patrioti che mal sopportavano il dominio delle truppe francesi di Napoleone e confidavano nell’aiuto degli Inglesi per scacciare il dominatore dalla loro terra. Queste unità straniere mantenevano le caratteristiche nazionali o addirittura regionali ben distinte.

Fra i Reggimenti stranieri che fecero parte dell’ Esercito Inglese durante le guerre napoleoniche, c’era il “Sicilian Regiment of foot” poi denominato “Sicilian Light Infantry Regiment” e noto in italiano come “ Reggimento Siciliano di Fanteria Leggiera”. Questa unità è una delle meno conosciute dell’esercito Inglese dell’epoca e pur avendo combattuto e servito, per quasi un decennio, sotto la Jack Union il suo destino si concluderà misteriosamente tra il 1815 e il 1816. Da buon siciliano, appassionato di storia militare, non potevo non interessarmi, attingendo a numerose ed autorevoli fonti, di un argomento così stimolante e particolare, condividendolo con chi mi leggerà. Analizzerò dunque la storia del Reggimento Siciliano dalla sua costituzione al suo scioglimento, soffermandomi anche sulla descrizione delle uniformi, sulla disciplina, su episodi della vita quotidiana e sul resoconto di una delle cerimonie più importanti della storia di questo Reggimento quale la consegna dei “ Colours” (Bandiere).
E’ utile ricordare che la Sicilia ha da sempre goduto, nel bacino mediterraneo, di una posizione altamente strategica sia militarmente che commercialmente. Alla fine del 18° sec., e più precisamente nel 1805, la Sicilia fa parte del Regno di Napoli e delle Due Sicilie sotto il Re Ferdinando IV dei Borbone alleato di Sua Maestà Britannica e della coalizione anti napoleonica. Dopo la battaglia di Trafalgar, gli Inglesi acquistarono un indiscusso predominio sui mari e mostrarono per la Sicilia, un notevole interesse per via dei suoi numerosi porti ben attrezzati e per l’innegabile posizione strategica al centro del Mar Mediterraneo, interesse che tradusse anche reclutando uomini per la formazione del “ The Sicilian Regiment” . Nel 1805 erano sbarcati a Napoli 13.000 Russi, 7.000 Inglesi, 1.500 Montenegrini e Ferdinando IV mise a disposizione degli Alleati 40.000 soldati del Regno delle Due Sicilie. Ma, in seguito alla disastrosa sconfitta degli Alleati ad Austerlitz, i Russi furono richiamati in patria, togliendo così il loro sostegno a Ferdinando di Borbone. Poco dopo, la capitale del Regno, Napoli, fu occupata da Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone e una grande forza di truppe scelte francesi al comando del Generale Reynier, cominciò a spingersi ancora più a Sud raggiungendo Reggio. Ferdinando IV, costretto a rifugiarsi precipitosamente in Sicilia ed ad insediare il trono nel Palazzo Reale di Palermo, fu ben lieto di ricevere l’appoggio degli Inglesi e approvò la costituzione di un nuovo Reggimento di soli soldati siciliani al servizio di Sua Maestà Britannica., da sempre, non disinteressatamente, ottima alleata del Regno delle Due Sicilie.
Pertanto, come precedentemente accennato, nella primavera del 1806 per volere del Maggior Generale Sir John Stuart, comandante delle truppe inglesi nell’ Italia meridionale, fu costituito “ The Sicilian Regiment”. il 10 Maggio, con il placet del Re Ferdinando IV, fu dato incarico al Maggiore Rivarola di aprire, nella città di Messina, le liste di reclutamento per la formazione di un corpo di volontari siciliani al servizio della Corona Britannica. Come primo ingaggio ad ogni soldato venne data una lira e una razione consistente in un “rotolo” di pane e di carne. Già nel mese di Agosto erano stati arruolati 487 uomini e ben presto furono raggiunte circa 700 unità. Gli ufficiali erano Inglesi o Siciliani (ma in seguito anche svizzeri, francesi avversi a Napoleone e corsi), e tutti dovevano parlare l’ italiano,lingua di servizio.
Fu anche grazie al “Reggimento Siciliano”, di fresca formazione, che, nella città di Messina, il Maggior Generale inglese Sir John Stuart, al comando dei suoi Reggimenti, potè fronteggiare risolutamente l’avanzata francese e invece di subire un attacco e di accettare lo scontro in terra di Sicilia, decise di tornare a sbarcare le sue truppe in Calabria e precisamente a Maida (l’attuale Santa Eufemia) il 4 Luglio del 1806 riportò una magnifica vittoria sul suo nemico francese Generale Reynier che perse più di 3000 uomini contro i 315 dei suoi soldati. Il battesimo del fuoco del “Sicilian Regiment” non potè essere dei migliori, infatti il coraggioso comportamento sul campo fu molto lodato da Sir Stuart. In seguito fu occupata Reggio e il Forte di Scilla. . All’inizio del 1807 il Reggimento lasciò la Sicilia e si imbarcò con altre truppe inglesi, tutte al comando del Generale Sir Mc Kenzie-Fraser alla volta dell’Egitto, dove sbarcò dirigendosi ad Alessandria, che fu rapidamente occupata, travolgendo la guarnigione turca che la difendeva. L’avanzata delle truppe inglesi in Egitto dovette fermarsi in quanto, a causa di errate informazioni e di errori logistici, l’intera armata cadde in un’imboscata subendo pesantissime perdite e dovette ritirarsi ad Alessandria che fu prontamente assediata dai Turchi che godevano di una forza largamente superiore. La reputazione del Generale Mc Kenzie-Fraser fu in parte salvata dal coraggio e dalla tenacia delle sue truppe ed, anche in questa occasione, i Siciliani si distinsero lodevolmente.
I Turchi acconsentirono ad una Conferenza di pace a Costantinopoli e gli Inglesi furono costretti ad abbandonare l’avventura in Egitto e obbligati a ritirarsi. Il contingente Britannico, compreso l’ ormai rodato Reggimento Siciliano prese guarnigione in Sicilia. A quel tempo il Reggimento divenne il “Sicilian Regiment of Foot” agli ordini del Colonnello Comandante John Sherbroke. In Sicilia il Reggimento aprì un’altra volta le liste di reclutamento per rinforzare i ranghi e fu inviato, agli ordini del nuovo Comandante Colonnello Ronald C. Ferguson, nella vicina isola di Malta dove operò per qualche anno. Secondo l’Army List del 1810 quasi la metà degli ufficiali subalterni erano siciliani; il solo ufficiale superiore non inglese era il Maggiore Rivarola, promosso Tenente Colonnello nel 1812.
Nello stesso anno il Reggimento Siciliano fu sbarcato ad Alicante in Spagna dove combatte e tenne testa alle truppe francesi del Generale Suchet fino al 1813.
Nel 1814 il Reggimento riprese l’isola di Ponza e successivamente l’isola di Corfù, poi nel 1815 sbarcò a Napoli, dopo la disfatta di J. Murat a Tolentino, dove i Borbone vennero reinsediati sul trono del Regno delle due Sicilie.
Nel 1816 Il Reggimento Siciliano al servizio di Sua Maestà Britannica rientrò a Malta dove alla fine dello stesso anno fu sciolto dopo aver servito, con onore e fedeltà, per più di un decennio la Corona d’ Inghilterra.

Il Reggimento Siciliano fu organizzato come una tipica unità inglese di fanteria leggera dell’epoca e già nel 1807 aveva 10 compagnie ognuna composta da quasi 100 elementi e quindi il Reggimento Siciliano poteva contare su un effettivo di circa 1000 uomini.
Ma vediamo in dettaglio come era composta una compagnia a quel tempo.

Compagnia:
1 Capitano
1 Tenente
1 Alfiere
1 Sergente d’affari
4 Sergente
1 Caporale vice- sergente
4 Caporali
1 Vice- caporale
4 Caporali temporanei
2 Cornette
1 Furiere
1 Guastatore
10 Carabinieri (tiratori scelti)
68 Fucilieri

Il Reggimento, inoltre, godeva di uno Stato Maggiore e uno Stato Minore così composti:

Stato Maggiore (Piana Maggiore)
1 Colonnello Comandante
2 Tenente Colonnello
2 Maggiore
1 Aiutante
1 Ufficiale Pagatore
1 Quartiermastro
1 Chirurgo
2 Assistente Chirurgo
1 Cappellano

Stato Minore (Piana Minore)
1 Sergente Maggiore
1 Sergente Quartiermastro
1 Maestro di banda
1 Tamburo Maggiore
1 Sergente pagatore
1 Sergente armaiolo
1 Maestro di scuola

Uniforme
Le notizie sull’ uniforme di questo Reggimento sono rarissime. Grazie alla profonda ricerca effettuata dagli autori degli articoli menzionati più avanti, ad una uniforme originale, messa a disposizione da un collezionista privato, alla custodia di un piffero al National Army Museum di Londra e ad una placca per cinturone in una collezione privata, si sono potute stabilire con esattezza le caratteristiche di questa eccezionale uniforme.
Ovviamente gli elementi costitutivi dell’ uniforme furono dati dagli Inglesi secondo i loro regolamenti uniformologici (vedi Tavola uniformi allegata raffigurante un Ufficiale e due subalterni). Pertanto le giubbe (habit-veste) erano rosse con mostreggiature verdi ( verde scuro) come meglio mostrato dalle foto allegate (vedi foto dal n° 1 al n° 9) mentre i risvolti della giubba erano bianchi con fregio (vedi foto n° 5) e le filettature delle tasche erano in verde scuro (vedi foto n° 6 e n°9), gli Ufficiali avevano le gallonature in filo d’argento (come anche alcuni sottufficiali di alto grado) , mentre gli altri sottoufficiali e i soldati gallonature bianche, dieci brandeburghi bianchi a coppie di due e sempre per gli ufficiali in argento (foto n° 1) e il gallone reggimentale aveva una riga blù (più avanti si descrivono dettagliatamente i vari distintivi di grado) .
Gli Ufficiali avevano come copricapo,verosimilmente, uno shakò cilindrico con piumetto verde e fregio d’argento consistente in una cornetta sormontata da una corona e sotto v’era un cartiglio recante la dicitura “Sicilian Regiment” (vedi Tavola uniformi). Per il copricapo nel regolamento si fa espressa menzione ad un “casco” (termine italiano per intendere un elmetto) modello “Tarleton”, portato dai dragoni leggeri inglesi fino al 1812 (vedi Tavola uniformi). Il “casco” Tarleton si componeva di un corpo in cuoio bollito avvolto da un turbante di stoffa e con la visiera di cuoio tutti questi elementi di colore nero , così come la spessa ciniglia che sormontava l’elmo a guisa di cresta; il piumetto e coccarda verde venivano posti sul lato sinistro del “Tarleton”; solo per i chirurghi il piumetto e la coccarda erano neri. Pantaloni grigio chiaro in inverno e bianchi con la tenuta estiva.
Gli Ufficiali e il solo Sergente Maggiore portavano la giacca a doppio petto, mentre per tutti gli altri era a monopetto.
La bandoliera era di cuoio bianco con placca rettangolare, d’argento per gli Ufficiali e d’ottone per sottoufficiali e truppa; questa placca recava al centro una cornetta al centro sormontata da una corona e con sotto l’iscrizione in rilievo “Sicilian Regiment” il tutto racchiuso in un serto d’alloro. I bottoni, bombati, erano in metallo bianco portanti la corona circondata dalla medesima dicitura della placca (vedi foto n° 8).
I suonatori della Banda Reggimentale indossavano una giubba bianca con le mostreggiature del colore del Reggimento (verde). Mentre le sole cornette indossavano la giacca di colore verde con mostreggiature, galloni, ecc. di colore rosso.
C’è da riferire che il Tamburo Maggiore era equiparato ad un Sergente anziano di Stato Maggiore, era incaricato a custodire gli strumenti musicali del Reggimento e, al suo comando, le cornette eseguivano le sentenze (come, per esempio, la fustigazione che era molto diffusa nell’Esercito inglese dell’ epoca). Non si hanno precise indicazioni circa la sua uniforme ma, per analogia, con i regolamenti del 1802 è verosimile che essa fosse verde con con paramani rossi. E’ curioso anche sapere che il Tamburo Maggiore aveva l’incarico di Postino Reggimentale.
La tenuta da fatica per i soldati era una giubba grigia con mostreggiature verdi.

Distintivi di Grado
(il colore distintivo per gli Ufficiali è l’ argento, mentre per la bassa truppa il bianco)
Il Colonnello porta sulle due spalline e su ognuna, poggiate su nidi di rondine (dette ali), una corona, una stella, e un corno da caccia.
Il Tenente Colonnello come sopra ma senza la stella.
Il Maggiore come sopra ma senza la corona.
Il Capitano, Tenente, Alfiere, Quartiermastro portano le spalline con i nidi di rondine e il corno da caccia e le fascette del grado.
L’Ufficiale pagatore come il Capitano ma senza fascia alla vita.
L’Aiutante porta una spallina sulla destra con nidi di rondine e frangia, sulla sinistra spallina semplice, senza nessun distintivo.
Il Chirurgo porta un habit-veste doppiopetto semplice, non porta né bandoliera né sciarpa alla vita, e il piumetto dell’ elmo Tarleton è nero (anziché verde).
Il Sergente Maggiore e il Sergente Furiere portano vesti con alamari al petto d’ argento,quattro galloni più una sottile gallonatura con frangia sulla manica destra sempre d’argento.
Il Sergente di Stato Maggiore ha sulla manica destra tre galloni d’argento e alla vita una fascia a strisce verdi e rosse.
Il Sergente d’Affari ha distintivi come il Sergente di Stato Maggiore ma con in più una piccola cornetta d’argento sopra i galloni.
Il Sergente d’ Affari Assistente porta solo una piccola cornetta d’argento.
Il Sergente di Compagnia ha tre galloni in lana bianca e la sciarpa verde e rossa.
Il Caporale capo (o vice sergente) due galloni bianchi sempre sulla manica destra e la fascia rossa e verde.
Il Caporale ha due galloni di lana bianca sulla manica destra.
Il Vice Caporale (o soldato scelto) un solo gallone.
Il Guastatore porta sulla manica destra le classiche due asce incrociate e in più sulla parte alta della manica una sega.
I Tiratori Scelti (o Carabinieri) portano anche la daga-baionetta e un distintivo particolare (forse una cornetta) sulla coccarda del “Tarleton”.
I Soldati migliori di ogni Compagnia portano sulla manica sinistra ,quattro dita sopra il gomito, un distintivo di merito in lana bianca a forma d’anello.
I Veterani hanno un gallone bianco picchiettato di verde e rosso sulla manica sinistra. Un gallone si otteneva dopo sette anni di servizio.
Le Reclute portavano un distintivo blù sul lato destro della giubba che veniva rimosso dopo l’adeguato addestramento.
I Puniti portavano una grande lettera “ C ” sul lato sinistro del petto della giacca che non poteva essere rimossa senza l’ autorizzazione speciale dell’ Ufficiale superiore.
La disciplina di questo Reggimento era molto severa (come d’altronde in tutti i reggimenti britannici) e tutti gli ordini venivano impartiti esclusivamente in italiano con qualche rara parola in inglese come per esempio il termine inglese “drill” che letteralmente significa “esercizio, addestramento, istruzione”.
Il regolamento reggimentale prescriveva che ogni sottufficiale e soldato aveva l’obbligo di lavarsi completamente ogni mattina, di ravviare i capelli prima di indossare l’uniforme, di radersi almeno quattro volte a settimana e tagliare i capelli una volta al mese.
La camicia andava cambiata la domenica ed il giovedì e ad ogni cerimonia o parata.
Il Colonnello Comandante faceva esibire, in permanenza, nell’Ufficio Reggimentale un manichino impeccabilmente vestito con l’uniforme prescritta dal Regolamento cosicché ogni soldato aveva modo di attenersi a quanto esibito; pertanto ogni trascuratezza veniva severamente punita e non venivano fatte eccezioni né accettate scuse. L’ Ufficiale di giornata, di solito un Capitano, provvedeva a far rispettare ai soldati e sottoufficiali il regolamento circa la pulizia personale, la cura dell’ uniforme, l’ efficienza delle armi e il corretto comportamento.Al Maggiore anziano veniva data la responsabilità della tenuta dell’uniforme e del comportamento degli Ufficiali, mentre i Tenenti Colonnello avevano il compito di far rispettare a tutti gli Ufficiali la disciplina interna, l’eleganza del vestiario e il “bon ton” in società.
Ogni mese veniva selezionato un soldato per l’ingrato servizio alla polveriera, e veniva posto sotto gli ordini del sergente quartiermastro o del guastatore-artificiere e per quel mese prendeva il titolo di guastatore temporaneo.
Il Sergente d’ affari d’ogni Compagnia era responsabile del registro d’ordine dove venivano segnati gli uomini in sevizio, i malati, gli assenti, i puniti, le corvèè,ecc.. Alla fine della giornata veniva tracciata una riga e sotto d’essa veniva apposta la firma del Sergente. Tale registro d’ordine era in qualsiasi momento a disposizione del Capitano d’ispezione.
Mi soffermerò adesso sulla cerimonia della “consegna dei colori”.
Nell’esercito Inglese ogni Reggimento ha due bandiere: la “King’s Colours” o “Great Union” e la “Regimental colours” . Quella del Reggimento Siciliano era bianca con al centro l’aquila di Sicilia.
Orbene per la lealtà e i servigi resi alla Corona il Reggimento ricevette i “colori” nel 1809. Vale la pena descrivere la cerimonia della consegna delle Bandiere Reggimentali secondo quanto riportato fedelmente dal “Rapporto della Cerimonia fatta in Malta per la consacrazione delle Bandiere del Reggimento Siciliano” La cerimonia si svolse a Malta,dove il Reggimento era di stanza, sul campo di manovra di Floriana. La cerimonia prese subito un taglio solenne e grandioso: i colori furono consegnati dal Maggior Generale Sir Hildebrand Oakes, Comandante di tutte le forze di Malta, nonché anche Governatore, ai due giovani Alfieri, che le portarono solennemente lungo i ranghi del Reggimento e tutti gli uomini toccarono le bandiere al loro passaggio. Tutti i soldati gridarono tre volte “Viva il Re” in onore di Giorgio III d’ Inghilterra..Poi, tutto il Reggimento,al suono della Banda reggimentale, sfilò in parata al comando del fedele Maggiore Rivarola per l’occasione promosso Tenente Colonnello. I soldati si ritirarono marciando in caserma dove, riporta la cronaca, fu sevito un eccellente e lauto pranzo. La sera, con gli ufficiali in tenuta di gala, si tenne un fastoso ballo nel Palazzo della Conservatoria, illuminato a giorno per l’occasione, a cui parteciparono oltre 500 persone. All’ingresso del Palazzo sotto le Bandiere, i trofei del Reggimento e le Armi Reali d’Inghilterra, erano state poste alcune lapidi; in una si leggeva: “Il Reggimento Siciliano promette solennemente di proteggere e difendere i suoi colori fino all’ultima goccia del suo sangue. Malta, 2 Gennaio 1809” e in un’altra: “Al Cavaliere Maggior Generale Sir Stuart, eroe di Maida, da parte del Reggimento Siciliano, con gratitudine” e altre in onore di vari Colonnelli Comandanti.

Non si hanno altre notizie, ma, si spera, in un prossimo futuro e progredendo con le ricerche, di poter arricchire ulteriormente la storia di questo particolare, interessante quanto misconosciuto “ Sicilian Regiment”.

Bibliografia, fonti di consultazione, materiale fotografico ed iconografico tratti da:

D. Fosten e B. Marrion :” The Sicilian Regiment” – Military Modelling – Novembre 1990
A. Pigeard : “ Le Regiment Sicilien” – Tradition Magazine n° 170 – Settembre 2001
R. Chartrand e P. Courcelle : “Emigré & Foreign Troops in British Service”- Men at Arms n° 335