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Il Bristol Bombay di Vittorio De Santis

Nel 1924 la Bristol iniziò a lavorare sul suo nuovo modello Type 95 Bagshot. Questo aereo doveva partecipare alla gara indetta, con la specifica 4/42, dal Ministero dell’Aria che intendeva acquisire un nuovo caccia biposto. A capo del progetto era stato posto il capitano Frank Barwall che realizzò un progetto, per l’epoca, ambizioso. Il nuovo velivolo doveva avere una struttura completamente metallica ed ala alta. Venne scelta la motorizzazione bimotore e dovevano essere montati sul velivolo due motori Jupiter VI che sarebbero stati ospitati in due gondole realizzate sul bordo di entrata alare. L’ala era unita alla fusoliera per mezzo di una struttura di rinforzo che si estendeva dalle gondole fino ai longheroni inferiori della fusoliera. Le porzioni esterne dell’ala non avrebbero avuto montanti di rinforzo.

Il prototipo del Type 95 effettuò il primo volo nel giugno 1937 e subito emersero dei problemi durante i voli ad alta velocità. Era quasi impossibile mantenere il controllo laterale del velivolo perché gli alettoni, quando utilizzati, innescavano una torsione dell’ala che aveva come effetto di far virare il velivolo verso la direzione opposta a quella desiderata. Proprio per questo suo difetto in seguito il Type 95 sarà impiegato come velivolo sperimentale sul quale verranno provate diverse strutture alari e gli effetti della torsione dell’ala. Come risultato di queste sperimentazioni venne realizzata una nuova struttura alare portante multicellulare con rivestimento lavorante.

Sarà questa struttura che diverrà il cuore del successivo Type 115. Il velivolo era stato progettato in risposta alla nuova specifica C.16/28 volta alla acquisizione
di un velivolo trimotore per il trasporto delle truppe dotato di struttura tensile in acciaio e rivestimento in tela. Il Type 155 però non vinse la competizione ma, dopo essere stato sottoposto a modiche originò il Type 130 che a sua volta venne presentato in risposta ad un’altra specifica appena emessa: la C. 26/31. Il Ministero intendeva ora sostituire il biplano Vickers Valentia – allora utilizzato in Egitto, India, Iraq come velivolo da trasporto e da bombardamento – con un nuovo bimotore monoplano. Le caratteristiche del velivolo ipotizzato nella specifica comprendevano la capacità di trasporto di 24 soldati o di un carico equivalente, compresi i grandi motori aeronautici. Il velivolo doveva essere dotato di armamento difensivo e il carico bellico sarebbe stato trasportato esternamente.

Come detto la Bristol propose il suo Type 130 che si basava su un ala di nuova concezione realizzata con sette ordinate a striscie in acciaio e Alclad L’ala era in configurazione alta ed era unita alla fusoliera da due montanti paralleli realizzati su tutti e due i lati della fusoliera. Il timone di coda, caratterizzato dalle sue superfici verticali, era unito alla fusoliera da montanti di rinforzo posizionati sui lati esterni. Questa configurazione lasciava spazio per una postazione difensiva caudale che inizialmente doveva essere aperta ma che in seguito venne dotata di protezione. In questa postazione venne installata una mitragliatrice Lewis da 7,7 mm. Tra le altre caratteristiche del velivolo c’erano l’abitacolo chiuso con un tettuccio, una postazione difensiva anteriore – anch’essa armata con una Lewis – e il carrello di atterraggio fisso con ruotino posteriore e ammortizzatori. Le ruote principali erano montate su una struttura che aveva forma a V e che si collegava, in alto, alla fusoliera e alla parte inferiore delle gondole motori. L’ala era realizzata in cinque sezioni. Nella parte centrale non presentava alcun angolo di diedro ed era a corda costante. Sul bordo di uscita erano stati realizzati i flaps mentre le gondole motori si trovavano su quello di entrata. Le sezioni esterne erano leggermente angolate e su queste vennero realizzato gli alettoni. Le ali erano completate dalle estremità che presentavano una forma arrotondata.

Il Ministero ordinò la produzione di un singolo prototipo del Type 130 che effettuò il suo primo volo nel giugno del 1935. I motori scelti per questo prototipo erano i Bristol Pegasus X che fornivano 750 hp (599 kW) su cui era montata un elica tripala in metallo della Fairey Reed a passo fisso. I test rivelarono la necessità di una serie di modifiche tra le quali l’adozione di motori più potenti. Quindi la versione definitiva del velivolo era motorizzata con i Bristol Pegasus XXII da 1.010 hp (753 kW) dotati di elica triplala Rotol. Le torrette erano diventate ad azionamento idraulico ed armate con una mitragliatrice Vickers 7,7 mm. In seguito furono aggiunte altre due mitragliatrici, sempre da 7,7 mm, in postazioni realizzate sui fianchi della fusoliera. Sugli otto punti di attacco alari esterni potevano essere caricati un totale di 907 chili di bombe.

Il Type 130, fu ufficialmente designato Bombay nel 1937, e la costruzione dei 50 esemplari ordinati venne effettuata, in un stabilimento ‘’ombra’’, realizzato a Belfast dalla Short Brother e dalla Harland Ltd ma finanziato dal governo. Fu scelta questa soluzione perché le capacità produttive della Bristol erano completamente saturate dalla produzione del più importante bombardiere Blenheim.

Il primo velivolo di produzione, il Bombay Mk. I, volò nel marzo del 1939 e venne assegnato allo Squadron 216, che aveva base in Egitto, che iniziò la transizione sul nuovo modello nel settembre successivo, proprio mentre iniziava il secondo conflitto mondiale. Nel periodo 1939 – 1940 entrarono in servizio solo pochi esemplari del Bombay che furono utilizzati soprattutto nel trasporto di uomini e materiali verso la Francia. I principali teatri operativi ai quali era destinato il velivolo restavano però il Medio Oriente e il Nord Africa. In questi settori venne impiegato dagli Squadron 117, 216, 217 che, oltre al Bombay, utilizzavano anche il Lockheed Lodestar. L’impiego principale restò quello di trasporto e in questo ruolo venne impiegato a supporto delle truppe alleate nelle campagna di Grecia, del Nord Africa e in Iraq. Lo Squadron 216, a partire dal settembre 1940, lo utilizzò anche come bombardiere notturno per colpire obiettivi in Libia nelle vicinanze di Bengasi. A partire dal 1943 il velivolo fu utilizzato nell’evacuazione dei feriti da Malta e dalla Sicilia con la 1st Australian Ambulance Air Unit.

Se la storia operativa del Bombay non è una delle più eclatanti il velivolo si rese protagonista, in negativo, di una svolta storica della seconda guerra mondiale. Su uno di questi aerei viaggiava il Generale Gott che era diretto a prendere il comando dell’Ottava Armata britannica sul fronte dell’Africa Settentrionale. Il suo aereo venne abbattuto, sembra con una operazione simile a quella che portò all’abbattimento del velivolo di Yamamoto, e non ci furono superstiti. Questo avvenimento segnò l’entrata in scena del Generale Montgomery che venne chiamato ad assumere questo comando.

Caratteristiche:

  1. Lunghezza: 21,11 m
  2. Apertura alare: 29,18 m
  3. Altezza: 5,94 m
  4. Superficie alare: 124,49 m2
  5. Velocità massima: in configurazione pulita 309 km/h, di crociera 257 km/h a 3.050 m
  6. Autonomia: 1.416 km con il solo carburante interno o 3.589 km con i serbatoi ausiliari
  7. Tangenza: 7.620 m

Bibliografia

  1. AAVV, (1997), Aerei civili e militari di tutto il mondo, IGDA: Novara
  2. AAVV, (1995), CD-Rom From Midway to Hiroshima,