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I soldati staunitensi in Vietnam di David Brubaker – Parte 3/3

I soldati staunitensi in Vietnam - Parte 3/3


Autore:David Brubaker



(traduzione di Vittorio De Santis)

Armi da taglio

Baionetta M7

La M7 è una baionetta realizzata in acciaio brunito ed affilata nella parte inferiore e, parzialmente, in quella superiore. Aveva un grande anello per forzarla sulla volata della canna del fucile. Il manico era in plastica e l’attacco al fucile era alla estremità della baionetta.

Fodero M8A1

Fodero autoaffilante con un aggancio per fissarlo alla buffetteria. Questo ha un laccio per fissarlo alla gamba e legarlo attorno al corpo.

Coltello da sopravvivenza per i piloti con fodero

Utilizzato non solo dai piloti questi coltelli si possono vedere, in Vietnam, in molti posti. Non è raro vederlo al cinturone o sugli spallacci dei soldati

Machete M1942

Fodero precedente non autoaffilante. Realizzato in plastica semi flessibile. L’aggancio alla buffetterie è fisso e non ha l’accessorio con il quale affilare la lama. La produzione di questo modello sembra sia terminata intorno al 1966.

Vecchio fodero non-autoaffilante

Fodero autoaffilante M1967

Realizzato in plastica semi rigida con aggancio girevole alla buffetteria e dotato di accessorio per affilare la lama.

Armi da fuoco

M14

Fucile standard dal calibro da 7,62 mm adottato nel 1957. Aveva l’otturatore a rotazione e il suo funzionamento era a recupero di gas. Il raffreddamento era ad aria e veniva alimentato con un caricatore. Come fu adottato l’M14 era lungo 112 cm e pesava 3,9 kg mentre con il caricatore pieno il peso raggiungeva i 4,9 kg. A partire dalla metà degli anni ’60 cominciò a venire sostituito, come fucile standard dell’U.S. Army, dall’M16

M16

La prima serie dell’M16, prodotto dalla Colt, non aveva la leva anteriore per lo sgancio dell’otturatore (Forward Assist) ed il rompifiamma era realizzato con tre incisioni che venivano effettuate dopo la sua costruzione. Le prime munizioni causarono molti problemi con l’otturatore e con il sistema del recupero di gas tanto che l’otturatore non sempre si bloccava in posizione. La parte finale aperta del rompifiamma si impigliava nel fogliame della giungla. Divenne fondamentale mantenere il fucile sempre molto pulito per farlo funzionare correttamente.

M16A1

Molto simile all’M16 questa versione del fucile presentava dei piccoli miglioramenti, in particolare l’aggiunta di un sistema che permetteva di sbolccare l’otturatore – il foward assist – e del rompifiamma a ”gabbia” al contrario di quello a ”tre punte” precedente. Questa leva era un componente con il quale si poteva contrastare l’inceppamento dell’otturatore. Era formato da un pistone che si innestava nell’incavo corrispondente posto sull’otturatore permettendo di tirarlo indietro se il fucile si inceppava. Il rompifiamma a ”gabbia” era una soluzione semplice ai problemi dati dai modello precedente che si impigliava nella vegetazione.

XM177E2

Modello di M16 a canna corta per il resto il meccanismo restava lo stesso. Il fucile disponeva di un calcio telescopico e di un rompifiamma più lungo. Il fucile è stata utilizzato con caricatori da 20 e da 30 colpi. Non era un’arma comune sul campo di battaglia. Era riservata alle unità K9 o alle truppe delle forze speciali quali i Berretti Verdi o i SEAL della Marina.

Lanciagranate M79

Conosciuto anche come ”Thumper” o ”Blooper” quest’arma iniziò a fare la sua comparsa durante la guerra del Vietnam ed assomigliava, da vicino, ad un fucile a pompa dalla corta canna singola di grande calibro. Il primo M79 venne consegnato all’U.S. Army nel 1961. L’arma era a colpo singolo e si sparava da spalla. Veniva caricata aprendo la canna dalla parte posteriore per caricarvi una granata da 40 mm e dalla forma sferica. Aveva un tampone in gomma fissato al calcio che permetteva di assorbire parte del rinculo. L’M79 aveva anche un alzo di grandi dimensioni che poteva essere sollevato a metà canna mentre il mirino era fissato alla volata. L’alzo era regolata fino a 375 metri con intervalli di 25 metri. Nelle mani di un granatiere esperto l’M79 aveva una elevata accuratezza fino a 200 metri. Venne in seguito sostituito dall’M203.

M203

L’M203 era la fusione tra la tecnologia dell’M16 con quella dell’M79. Veniva fissato sotto la canna del fucile ed il lanciagranate utilizzava le stesse munizioni dell’M79. La canna si apriva scorrendo avanti e indietro per permettere di caricare le granate. Raggio d’azione ed efficacia erano su per giù gli stessi.

Pistola M1911A1

Pistola automatica dal calibro .45 la Colt M1911 è conosciuta a livello mondiale. Era l’arma da fianco preferita dai soldati in Vietnam. Il caricatore aveva sette colpi.

Mitragliatrice M60

La M60 era una mitragliatrice ad uso generale dal calibro di 7,62 mm che dava il vantaggio della potenza di fuoco nei combattimenti ravvicinati alle unità di fanteria. Soprannominata ‘’The Pig’‘ pesava 10,8 kg. Le munizioni erano di solito distribuite tra la squadra, ognuno trasportava dei nastri da 100 colpi di solito sistemati a bandoliera o in speciali contenitori per munizioni in tessuto. Veniva utilizzata come arma leggera con il bipede (con raggio effettivo di 500 metri) o come arma media montata su un treppiede (con raggio effettivo di 1.100 metri). Veniva utilizzata come armamento difensivo sui veicoli o sugli elicotteri. Funzionava a recupero di gas ed era raffreddata ad aria mentre l’alimentazione era a nastro. Aveva la canna a cambio rapido per contrastare il suo riscaldamento durante il fuoco sostenuto. In Vietnam era la principale fonte di fuoco di una sezione di soldati di fanteria.

M3A1

Introdotto durante la seconda guerra mondiale come M3, poi migliorato allo standard M3A1, venne impiegato anche in Vietnam. Utilizzava le stesse munizioni da .45 della pistola M1911. Era un arma a corto raggio dalla scarsa precisione. Poteva però sparare una certa quantità di piombo ed aveva i suoi vantaggi. Quest’arma era in dotazione agli equipaggi dei veicoli corazzati per tutto il conflitto e anche dopo di questo.

M72 LAW (Light Anti-Tank Weapon)

Pesante 2,3 kg il LAW era progettato come razzo lanciabile monouso da usare principalmente come arma anticarro. In Vietnam comunque era usato per distruggere i bunker o per attaccare le trincee nemiche. In azione la protezione finale veniva aperta rimuovendo il fermo di sicurezza e il tubo interno veniva aperto facendolo scorrere fuori. Il LAW lanciava un missile da 1 kg con un raggio massimo effettivo di 300 metri. Una volta sparato il tubo veniva gettato via. C’è una principale differenza nella costruzione dell’M72 e dell’M72A1, come si vede sotto. La struttura che bloccava il meccanismo di sparo ed il tubo estensibile erano completamente differenti. Anche la carica della testata del missile venne migliorata.

Granate

Granata fumogena M18

La granata pesava 510 grammi e conteneva 326 grammi di una miscela fumogena colorata. Era dotata di un detonatore a fuso che aveva un ritardo di due secondi ed emetteva un fumo colorato per 50-90 secondi. Il corpo della granata era in Olive Drab con un striscia orizzontale bianca. Aveva delle scritte sui lati sempre in bianco. La granata era pensata per produrre uno dei seguenti quattro colori: rosso, verde, giallo e violetto. La M18 era utilizzata per aiutare i piloti di elicottero ad individuare la direzione del vento così come ad individuare le posizioni delle truppe amiche o nemiche. Spesso veniva portata dall’ RTO, l’operatore radio.

Bombe a mano

Granata a frammentazione M61 (conosciuta anche come M26A1)

Era la bomba a mano a frammentazione standard. Aveva il corpo in metallo liscio ed una forma simile ad un limone. Pesava 453 grammi ed aveva una carica di 156 grammi di esplosivo. Il detonatore era del tipo a fuso. La granata era in Olive Drab con simboli in giallo. Prima della riclassificazione era conosciuta come granata M26A1

Granata a frammentazione M67

Granata a frammentazione usata dalle forze armate statunitensi. Sostituì la M61 usata durante la guerra del Vietnam e la vecchia Mk. 2 ”Ananas” usata fin dalla seconda guerra mondiale e anche durante la guerra del Vietnam.

Granata a frammentazione Mk. 2

Usata durante la seconda guerra mondiale, la guerra di Corea e del Vietnam. Aveva il corpo fuso in ferro inciso profondamente in una configurazione incrociata. Il suo peso era di 595 grammi, aveva il detonatore a fuso che accendeva 57 grammi di scaglie di TNT. Era in Olive Drab con simboli in giallo.

Razzi di segnalazione lanciabili a mano

Questi razzi di segnalazione eliminarono la necessità, per effettuare delle segnalazioni, di un lanciatore per fucile o granate. Questi segnali contenevano un proprio meccanismo di lancio ed erano progettati per raggiungere i 200 metri. La gamma di segnali da terra comprendeva razzi illuminanti singoli con paracadute, razzi illuminanti a cinque stelle, fumogeni con paracadute, fumogeni colorati e in aggiunta segnali luminosi dotati di paracadute. Erano forniti in contenitori stagni di metallo di colore grigio. Avevano dei simboli in nero che ne identificavano il tipo e, in aggiunta, avevano delle lettere incise sulla parte finale del contenitore che aiutavano l’identificazione del tipo di razzo nella notte.

Ogni segnale era composto da tre componenti. Il primo era il tubo di lancio del razzo. La canna del lanciatore era in alluminio non dipinto e conteneva sia la carica di lancio che il segnale vero e proprio. I diversi segnali erano identificati da una etichetta incollata su un lato. Questa etichetta riportava informazioni sul tipo di segnale, il numero di lotto, la data di produzione e le istruzioni per il lancio. Una banda stretta, coperta con smalto rosso, era posizionata proprio sopra la base, l’estremità principale, della canna del lanciatore. Sulla volata della canna c’era il meccanismo di sparo che diventava visibile quando si rimuoveva, prima dell’utilizzo, un CORK colorato. Questo colore corrispondeva con quello del segnale.

Il vettore del segnale: era contenuto all’interno della canna del lanciatore e conteneva il materiale del segnale e il motore a razzo. Aveva quattro piccole alette in acciaio flessibili che si aprivano e stabilizzavano il razzo durante il volo. Il composto del segnale: Era di materiale chimico che bruciando produceva luce o fumo. In base al tipo di segnale poteva avere un paracadute. Con l’aiuto del paracadute il segnale poteva scendere verso terra al rateo di due metri al secondo.

Questi erano i diversi tipi di razzo da segnalazione:

  1. M125E1 Green Star Star Cluster Signal Grenade
  2. M126E1 Red Star Parachute Signal Grenade
  3. M127 White Star Parachute Signal Grenade
  4. M128 Green Star Parachute Signal Grenade
  5. M129 Red Star Parachute Signal Grenade
  6. M130 Yellow Streamer Signal Grenade
  7. T133 Red Star Cluster Signal Grenade
  8. T134 Red Streamer Signal Grenade
  9. T135 Green Streamer Signal Grenade
  10. T137 White Star Cluster Signal Grenade
  11. T138 Green Star Parachute Signal Grenade

Mina Claymore

La mina Claymore era una mina antiuomo terrestre. Molto usata in Vietnam la Claymore era progettata per produrre uno schermo di proiettili diretti verso una precisa direzione. La mina usata un blocco curvato di esplosivo C-4, la cui forma permetteva una esplosione verso l’esterno in una configurazione semicircolare. Un grande muro di pallettoni erano inserite nella superficie dell’esplosivo e creavano una devastante esplosione di schegge su una zona a semicerchio con un effetto simile a quello di un fucile a pompa di grande calibro. Per il fatto che l’esplosione poteva essere direzionata la Claymore si poteva usare efficacemente come arma per la difesa dei perimetri. Con il sistema elettronico di sparo i difensori potevano sistemare la mina in modo tale da poter coprire ogni via d’accesso e, restando nei bunker, fare fuoco a volontà. La mina poteva anche essere comandata con un detonatore o con un filo ed usata come trappola esplosiva.

Fine

Fonte

L’articolo originale si trova alla pagina http://david.brubakers.us/Vietnam/index.html Si ringrazia l’autore per l’autorizzazione alla traduzione

Fonti Fotografiche

Le foto sono dell’autore, salvo diversa indicazione sulla versione originale, e sono parte dell’articolo. Si ringrazia l’autore per la concessione all’uso.