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Il Kawanishi H8K – V. De Santis

1. Sviluppo

Le origini del velivolo risalgono all’estate del 1938, pochi mesi dopo l’entrata in servizio del Kawanishi H6K ”Mavis” quale principale ricognitore marittimo della Marina Imperiale. In quel periodo i più importanti velivoli di questa tipologia posseduti dagli alleati erano il Sikorsky PBS-1 della US Navy e lo Short Sunderland per la RAF. La Marina Imperiale intendeva acquisire un successore dell’H6K che offrisse caratteristiche superiori a quelle dei due velivoli alleati. Si rivolse quindi alla Kawanishi richiedendo la realizzazione di un velivolo da pattugliamento dalle caratteristiche avanzate. Il nuovo idrovolante doveva avere una velocità superiore del 30 % ed una autonomia del 50 % più elevata dell’H6K.
Si rese necessario prevedere delle prestazioni che dovevano essere nell’ordine di 455 km/h, per quanto riguardava la velocità, ed un raggio di azione di 4.500 miglia nautiche (8.334 km). La ditta pose a capo del progetto l’ing. Kikuhara che iniziò a lavorare sul progetto del nuovo velivolo nel settembre del 1938. Per poter soddisfare la richiesta, il velivolo doveva essere dotato di motori potenti, grande capacità di carico di carburante e di una aerodinamica molto pulita. Dal punto di vista operativo per la protezione dell’equipaggio venne inserita una corazzatura mentre vennero utilizzati i serbatoi autostagnanti. L’armamento difensivo doveva essere incentrato su torrette dotate di cannoni, per la difesa ad ampio raggio, e postazioni armate con mitragliatrici per la difesa ravvicinata. Venne anche presa in considerazione la possibilità di montare dei galleggianti stabilizzatori alari ripiegabili ma alla fine, per non aumentare la complessità del velivolo, fu scelto di montare dei galleggianti di tipo fisso.
Il velivolo era di costruzione completamente metallica. La fusoliera era a sezione rettangolare con un alto rapporto altezza/lunghezza ed era dotata di una superficie planante a doppio gradino. Su questa era montata un’ala alta, alla quale venne dato un leggero angolo di diedro, e con gli alettoni montati nella parte esterna ed i flaps in quella interna. I motori furono montati su gondole posizionate sul bordo di entrata alare. Alle estremità dell’ala erano montati i galleggianti stabilizzatori dotati di tiranti che ne rinforzavano la struttura.
Come motori furono scelti i Mitsubishi MK4 Kasei stellari ai quali venne accoppiata un’elica quadripala a passo fisso. Il velivolo poteva imbarcare 17.040 litri di carburante, che veniva stivato in otto serbatoi alari e in sei serbatoi posti nella fusoliera. Solo questi ultimi erano dotati di estintori ad anidride carbonica. Il circuito del carburante disponeva di pompe che permettevano di trasferirlo tra i diversi serbatoi.
Come detto l’equipaggio di disponeva di ampie corazzature per la sua protezione mentre l’armamento difensivo era composto da cinque cannoni ”Tipo 99” da 20 mm e da cinque mitragliatrici ”Tipo 92” da 7,7 mm. Tre dei cannoni erano montati in torrette motorizzate montate sul muso, sul dorso e in coda. Altri due cannoni erano montati in postazioni laterali. Una mitragliatrice era posta su un portello rimovibile posto nella parte ventrale del velivolo mentre le altre quattro erano montate, sempre su portelli, in postazioni laterali.
L’unico prototipo realizzato, designato H8K1, effettuò il suo primo volo il 31 dicembre 1940. I motori utilizzati erano quattro Mitsubishi MK4A Kasei 11 che fornivano ognuno 1530 hp al decollo e 1.340 a 4.000 metri. I primi test però non furono completamente soddisfacenti. Il velivolo era di difficile controllo in acqua a causa del notevole peso e della chiglia che si rivelò di dimensioni insufficienti. Inoltre, nel momento del decollo, la chiglia aveva la tendenza ad indirizzare l’acqua verso i motori e l’ala. Il prototipo venne quindi riportato in fabbrica per le modifiche. Per risolvere il problema la superficie planante venne abbassata di 50 cm e venne aggiunto un gradino longitudinale sotto la parte anteriore dello scafo tra la chiglia e il muso. Vennero aggiunti anche una coppia di flaps di tipo ”Flower” e un grande tubo di pitot davanti all’abitacolo. Il nuovo idrovolante venne accettato dalla Marina con la designazione di ”Idrovolante Tipo 2 Modello 11” alla fine del 1941 e la sua produzione sarebbe avvenuta nello stabilimento di Kohnan. Nel frattempo erano stati già consegnati due velivoli di preproduzione e sul secondo esemplare era stato montato un timone di coda rivisto e pensato per essere montato sui velivoli di produzione.

Il primo esemplare di produzione, H8K1, montava ancora i motori Kasei 11 mentre sui successivi velivoli furono utilizzati gli MK4B Kasei 12 da 1530 hp al decollo e 1.380 a 4.000 m. L’armamento difensivo venne rivisto e ridotto. Il cannone era ora montato solo nella torretta dorsale e in quella caudale, mentre la torretta anteriore venne armata con una sola mitragliatrice da 7,7 mm. Altre mitragliatrici furono sistemate in portelli ubicati nell’abitacolo, nella zona ventrale e in due postazioni laterali del muso. La produzione iniziale fu di 14 esemplari prodotti tra la fine del 1941 e gli inizi del 1942. Questi velivoli avevano una velocità di crociera di 296 km/h mentre la velocità massima era di 433 km/h. Il loro raggio di azione era di 3.888 miglia nautiche (7.200 km). Il peso massimo al decollo era di 31.000 kg mentre quello normale era di 24.500 kg. A vuoto il velivolo pesava 15.502 kg.
La versione successiva, H8K2, differiva dalla precedente per i più potenti motori MK4Q Kasei 22 dotati di un sistema di iniezione di acqua. Con questi nuovi propulsori la velocità aumentava di 34 km/h. La nuova versione venne designata dalla Marina Modello 12 ed esternamente era uguale alla H8K1. L’unica differenza era data dal disegno del timone di coda che era stato nuovamente rivisto. La grande potenza dei motori permetteva ora di effettuare decolli anche in condizioni di mare non ottimali e di imbarcare un carico di carburante maggiore oltre a permettere di installare altre due mitragliatrici da 7,7 mm in postazioni laterali realizzate nella fusoliera. Questa nuova versione venne prodotta in 112 esemplari tra il 1943 e il 1944. Gli ultimi esemplari prodotti furono dotati di un radar di ricerca aria-superficie.
Dalla H8K2 venne sviluppata anche una versione per il trasporto designata H8K2-L Seiku (cielo limpido). Come prototipo di questa nuova versione venne utilizzato il prototipo dell’H8K1 che era già stato impiegato quale prototipo della versione -K2 dell’idrovolante.

La trasformazione del velivolo comportò la realizzazione di due ponti all’interno della fusoliera. Il ponte inferiore si estendeva dal muso fino al bordo posteriore della superficie planante mentre quello superiore iniziava dalla parte centrale dell’ala e arrivava fino alla parte posteriore della fusoliera. Per poter costruire il ponte inferiore furono rimossi alcuni dei serbatoi di carburante montati nella fusoliera e pertanto la capacità di imbarcare carburante del velivolo scese a 13.414 litri. Anche l’armamento difensivo venne rivisto e ridotto ad un solo cannone montato nella torretta di coda e una mitragliatrice Tipo 2 da 13 mm nella torretta anteriore. L’equipaggio scese a 9 elementi mentre ora il velivolo poteva trasportare 29 passeggeri o 64 soldati. Dopo avere completato con successo le prove queste velivolo venne utilizzato dalla stato maggiore delle attività navali di Yokosuka e utilizzati per il trasporto degli ufficiali.
La Marina autorizzò la produzione dell’H8K2-L Seiku con la designazione di ”Idrovolante da Trasporto Seiku”. Rispetto alla versione da ricognizione il Seiku aveva un peso a vuoto di 16.900 kg mentre al decollo pesava 26.683 kg anche se poteva arrivare ad un peso massimo di 30.000 kg. La velocità di crociera a 4.000 m era di 295 km/h mentre quella massima alla stessa quota era di 420 km/h. L’autonomia era di 4.440 km. Tra il 1943 e il 1945 ne verranno prodotti 36 utilizzati dalle sole unità della Marina.
Nel 1943 venne ripresa l’idea di montare dei galleggianti ripiegabili che avrebbero diminuito la resistenza aerodinamica, in quanto era ora necessario incrementare la velocità del velivolo. Il prototipo di una nuova versione dell’idrovolante, H8K3, venne costruito nel 1944. Oltre ai galleggianti ripiegabili il velivolo era ora dotato di un radar, di una torretta dorsale che poteva essere ritirata e di portelli laterali a filo con la fusoliera e non più a goccia come sulle versioni precedenti. Ne verranno prodotti due prototipi dotati di motori Kasei 22. Nel 1945 verrà realizzata anche una nuova versione: la H8K4 o Modello 23. Su questa versione dovevano essere montati i motori MK4T-B Kasei 25b da 1.825 hp al decollo. La situazione bellica però rese necessario assegnare la massima priorità alla produzione dei caccia e non ai ricognitori marittimi. Alla Kawanishi venne quindi ordinato di concentrarsi sulla produzione del caccia M1K2-J Shiden e la produzione dei velivoli a lungo raggio venne interrotta. La produzione totale non è certa e il numero degli esemplari varia, a seconda delle fonti, tra i 167 e i 217 esemplari.

2. Impiego

Il velivolo verrà utilizzato principalmente per la ricognizione, attività per la quale era stato pensato, anche se con l’H8K verranno effettuate delle missioni di bombardamento. Tra queste va ricordata quella effettuata, senza successo, nel mese di marzo del 1942 che prevedeva il bombardamento di Oahu nelle Hawaii. Per poter raggiungere il suo obiettivo, che però era coperto da dense nubi, si rese necessario effettuare un rifornimento intermedio in pieno oceano utilizzando un sottomarino.

3. Caratteristiche:

Apertura alare: 38 m
Lunghezza: 28,1 m
Altezza:9,15 m
Peso a vuoto: 15.440 kg (H8K1) – 18.380 kg (H8K2)
Peso massimo: 31.000 kg (H8K1) – 32.500 kg (H8K2)
Velocità massima: 433 km/h (H8K1) – 454 km/h (H8K2)
Tangenza: 8.770 m
Autonomia: 4.800 km oppure 7.300 km se sovraccarico e per missioni di sola ricognizione.

Bibliografia
AA.VV., 1997, Aerei civili e militari di tutto il mondo, Istituto Geografico DeAgostini: Novara
AA.VV., 1995, CD-ROM: From Midway to Hiroshima, Maris Multimedia, Discovery Communication Inc.
AA.VV., 1979, Enciclopedia Mach 1, Edipem, Roma
Gunston, B., 1990, The Illustrated Encyclopedia of Combat Aircraft of WWII, Tiger Books International: London

Fonti fotografiche

Foto tratte da http://commons.wikimedia.org/wiki/Main_Page