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P-47 1/32 Hasegawa – R. De Cinti

[b][size=xx-large][color=000099][font=Arial]P-47 1/32 HASEGAWA[/font][/color][/size][/b]

[i][b][size=x-large][color=000099][font=Arial]Autore: R. de Cinti[/font][/color][/size][/b][/i]


Mentre i costruttori aeronautici americani si stavano affidando sempre più all’utilizzo del nuovo Allison V-1710 raffreddato a glicol per la costruzione dei loro caccia “slim and slick”, Alex “Shasha” Kartveli vinceva la sua scommessa puntando sul motore stellare per la costruzione del suo nuovo XP-47.

Con il potente Pratt & Whitney Double Wasp R-2800-11 che tanta meraviglia aveva suscitato anche in Richard Vogt, ingegnere capo della Blohm und Voss, il P-47 (P-47C-2) sbarca nel teatro inglese il 20 dicembre 1942 equipaggiando tre gruppi per missioni di scorta diurna ai bombardieri B-17: Il 4° il 78° ed il 56° Fighter Group.

Il kit Hasegawa ben rappresenta due P-47, differenti per piccoli ma significativi dettagli. Il primo è l’arcinoto P-47D-25-RE dell’allora Lieutenant Colonel Francis “Gabby” Gabreski, Commanding Officer del 61st Fighter Squadron dal giugno 1943, che ha concluso la guerra il 20 luglio del 1944 con 28 vittorie quando, dopo un attacco a bassa quota, ha impattato il terreno nei pressi di Bassinheim distruggendo l’aereo e finendo prigioniero.

Il secondo è l’altrettanto noto P-47D-30-RE del maggiore Glenn Eagleston, il cui stemma personale era un’aquila riportata sul lato sinistro dell’aereo. CO del 353rd Fighter Sqd. del 354th Fighter Gr., Eagleston finisce la guerra con 18,5 abbattimenti tutti ottenuti però sul P-51 Mustang.

La scatola si presenta con due buste in cui troviamo le quattro stampate principali più altre 14 per piccoli dettagli ed i trasparenti. Di colore grigio chiaro ad un primo esame le linee e le proporzioni sembrano essere ben rappresentate: fini le pannellature su cui (fortunatamente) mancano secondo lo stile Hasegawa le rivettature, nota dolente di altre case costruttrici. Il foglio istruzioni è largo e di facile lettura; inizia con l’assemblaggio del cockpit, facilmente migliorabile anche senza il ricorso a costosi kit di dettaglio che sicuramente arriveranno, e della fusoliera il cui incastro avviene senza particolari problemi.

Stessa cosa per le ali, i cui flap possono essere posizionati estesi. Forse l’unica nota dolente (oltre il prezzo) è nella mancata possibilità di fornire le superfici mobili anche per i piani di coda, risolvibile però con qualche minuto di pazienza e qualche piccolo utensile.
Anche il motore, che si incolla direttamente sulla parte anteriore della fusoliera, è una buona base per il dettaglio di chi vorrà cimentarsi anche se, e sto esagerando, il motore rappresentato assomiglia più al P&W R-2800-21 dell’Hellcat per via della scatola magneti e dei due riduttori dell’albero motore, troppo lunghi anche per il R-2800-57-C che equipaggiava gli ultimi P-47M ed N.

Degna di nota è poi l’elica, giustamente fornita nel tipo sia Hamilton-Standard che Curtiss a seconda della versione del kit da rappresentare.

Le ultime pagine sono per la colorazione.
Concludendo: sicuramente un bel modello ed una ottima base per i futuri set di dettaglio tra i quali, per puro gusto personale, aspetto qualche foglio decals essendo, a mio parere, il P-47 uno dei precursori della “Air art” con alcuni tra stemmi e colorazioni tra i più belli della Seconda Guerra Mondiale.

Buon divertimento.