Invecchiare un mezzo militare – Vittorio De Santis

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Invecchiare un mezzo militare – Vittorio De Santis

-[b][size=xx-large][color=000099][font=Arial]Invecchiare un mezzo militare[/font][/color][/size][/b]

[i][b][size=x-large][color=000099][font=Arial]Autore: Vittorio De Santis[/font][/color][/size][/b][/i]


Ripropongo un mio scritto di qualche tempo fa e, visto l'emergere di pigmenti e simili, dal sapore quasi ''vintage''.

Le tecniche d’invecchiamento dei modelli sono sicuramente un tema molto dibattuto. Girovagando su internet ho trovato tre articoli, che mi sono sembrati interessanti e che illustrano tre punti di vista differenti su questo problema. Il primo articolo illustra quella che si può considerare la tecnica standard dell’invecchiamento. Il secondo invece riporta la tecnica, leggermente modificata, di Greenland, tratta dal volume ”Panzer Masterclass”. Infine il terzo articolo “approccia” l’invecchiamento con una filosofia totalmente differente. Vi avverto che non ho ancora provato sul campo le tecniche, quindi non so dirvi nulla sui risultati che danno, per cui provate prima su un vecchio modello la tecnica che più vi interessa.

Il primo articolo, di Michael Benolkin, come ho già detto affronta l’argomento dell’invecchiamento con le due tecniche standard: il lavaggio e il drybrush. In questo caso l’invecchiamento è applicato ad un modello, nello specifico un T-34 della Tamiya in scala 1/35, con una mimetica monocolore (verde), ma la tecnica si applica, con i dovuti adattamenti, anche a modelli dalle mimetiche più complesse. Bando alle ciancie e iniziamo la descrizione. L’autore inizia pitturando il modello di un colore verde, l’olive drab della Model Master. Il colore scelto non ha alcuna attinenza con il colore di base in quanto il colore alla fine sarà completamente diverso. I cingoli del carro vengono dipinti con una mistura di Rust, Steel e Flat Black della Model Master. Infine vengono applicate le decals. Sul modello passa poi una mano di una cera per pavimenti, cioè una copertura lucida, per dare la protezione alla vernice di base. Appena asciutta l’autore effettua il primo lavaggio di nero (percentuali vernice e diluente 1 a 10). In questo modo vengono esaltate le profondità presenti nel modello e anche le decals vengono invecchiate. Il passo successivo è quello di effettuare il drybrush con l’olive drab usato in precedenza. Utilizzando poi il grigio Dark Ghost Grey della Model Master evidenzia tutte parti in rilievo del modello e gli spigoli. L’autore non usa il colore argento perchè ritiene che sia un colore troppo evidente, oltre che sbagliato, per riprodurre il metallo. Appena questi passaggi sono terminati effettua il lavaggio di nero sui cingoli e, appena asciutto, effettua un passaggio di drybrush di grigio sempre sui cingoli.

Il secondo articolo, di Fred Schwarz, riporta invece una tecnica più complessa. In questo caso viene descritta la tecnica creata da Tony Greenland e riportata in Panzer Modelling Masterclass. Punto fondamentale di questa tecnica è data dal fatto che il modello viene lavorato, come se fosse diviso in due parti : Soprastruttura (tutto ciò che è sopra al treno di rotolamento) e Sottostruttura (tutto ciò che è sotto alla soprastruttura).

Vediamo come è strutturata la tecnica:

1. Costruire il modello, completo di tutte le sue parti ad esclusione dei carichi esterni. Non dipingere i cingoli e il treno di rotolamento;

2. Pulire il modello;

3. Passare un primer grigio sul mezzo;

4. Soprastruttura:

4.1 Pitturare l’intero modello con il colore base della mimetizzazione;

4.2 Pitturare la mimetizzazione richiesta;

4.3 Aggiungere le decals o pitturare i segni tattici. Attendere che siano asciutti e poi effettuare un passaggio con la vernice lucida;

4.4 Applicare il lavaggio con colori a olio usando un colore complementare con quello base della mimetizzazione. Per esempio un terra scuro per il dünkel gelb;

4.5 Effettuare un drybrush con il colore base leggermente schiarito su tutti gli spigoli e le asperità del modello.

5. Sottostruttura:

5.1 Pitturare l’intera sottostruttura con una miscela composta dal 70% di Dark earth (29 o 329 Humbrol) e il 30 % di flat black. In questa fase bisogna colorare anche la parte della sovrastruttura confinante con la sottostruttura. In questo modo si evita di creare uno stacco netto tra le due parti del modello;

5.2 Adesso effettuare un drybrush nell’interno delle ruote, sulle sospensioni e sulla parte bassa della sovrastruttura. Bisogna fare attenzione a non colorare con il drybrush la parte gommata delle ruote. Continuare il drybrush aumentando ad ogni passaggio la quantità di giallo scuro, anche se non è il colore base della mimetizzazione, aggiunto alla terra scura. Ad ogni passaggio bisogna concentrarsi sempre più sulle parti in evidenza, limitandolo sulle parti profonde. L’ultimo passaggio va effettuato con il solo giallo scuro. Controllare, ed eventualmente correggere con il drybrush, ogni stacco netto tra la colorazione della soprastruttura e quella della sottostruttura;

6. Finitura del modello:

6.1 Effettuare un drybrush su tutte le parti metalliche soggette ad usura con il colore ad olio Argento;

6.2 Pitturare tutti i dettagli;

6.3 Effettuare un leggerissimo drybrush con il colore Tamiya Chrome Silver su ogni parte recentemente danneggiata (parafanghi e altro) e sulla parte dei cingoli a contatto con il terreno;

6.4 Effettuare il passaggio finale usando i gessetti.

Infine arriviamo alla tecnica proposta da Paul A. Owen. Come già anticipato l’autore affronta l’argomento invecchiamento con un approccio totalmente differente. Secondo lui la tecnica del lavaggio e del pennello secco non riproduce l’aspetto reale del carro, e in ogni caso non è l’unica tecnica utilizzabile. L’autore quindi non parla di tecniche specifiche per invecchiare il modello, ma di eventi di invecchiamento (weatherings events). Ogni singolo evento si può considerare come un caso a sé. Il risultato finale del modello sarà dato dalla somma dei diversi eventi applicati in successione, coerentemente con l’ambientazione e il modello da rappresentare. Proprio a causa di questa applicazione per passi successivi l’autore raccomanda di utilizzare medium diversi per realizzare i diversi eventi. In questo modo l’evento successivo non si fonderà, o peggio rovinerà, l’evento precedentemente applicato. Passiamo quindi ad illustrare alcuni di questi eventi e come l’autore li realizza:

La tecnica si basa sul tentativo di riprodurre gli effetti reali che, giorno dopo giorno, si producono sui mezzi impiegati in azione.

Cominciamo a descrivere questi “eventi” e la loro realizzazione, così come li descrive l’autore:

A. Ombreggiatura

Al posto del lavaggio, si utilizza un primer più scuro del colore base (es. verde scuro per verde oliva) e poi si effettuano una serie di leggeri passaggi, ad aerografo, del colore base. Per raggiungere un buon risultato è necessaria molta pratica.

B. Vernice schiarita

In questo caso si vuole simulare l’effetto che ha su ogni vernice l’esposizione solare. Questo effetto può essere leggero o estremo. Nel primo caso si deve aggiungere un 10 % in volume di bianco al colore base che andrà poi spruzzato “a nebbia” sulle parti superiori del modello. Se si desidera invece un effetto più incisivo, come quello dei carri utilizzati nel deserto, si deve aggiungere una percentuale di polvere di gessetto bianco alla vernice. La vernice sarà composta miscelando, al colore base, un 20% di Tamiya Flat Base e un 10 % di Flat White Tamiya, diluito con l’aggiunta di un 20% di diluente. Spruzzare questa mistura “a nebbia” sul modello.

C. Mimetica bianca invernale

Per simulare la pittura effettuata a pennello o con mezzi diversi, da parte dell’equipaggio, l’autore consiglia di utilizzare il bianco ad olio diluito e passato con un pennello, la cui grandezza e “durezza” simuli il meglio possibile l’attrezzo utilizzato nella realtà. Nel caso invece di colorazione bianca effettuata, sul carro vero, a spruzzo si può simulare utilizzando il bianco spruzzato però con la più piccola apertura possibile dell’aeropenna. Il vero trucco per una realizzazione realistica risiede nella “costruzione” graduale della mimetizzazione bianca, lasciando intravedere alcune parti ancora del colore base. Infine si può usare il colore ad acqua bianco. In questo caso il processo di invecchiamento della mimetica sarà facilitato. Infatti per simulare le parti staccatisi o venute via per usura si potrà utilizzare, con molta attenzione e dopo numerose prove, uno spazzolino da denti, un pennello o un cotton fioc imbevuti d’acqua.

D. Mimetizzazione secondaria realizzata con colori ad acqua (tempere).

Per mimetizzazione secondaria si intende quella che sovrasta il colore base, per esempio il verde/rosso dei carri tedeschi su base giallo. Secondo l’autore è preferibile utilizzare questo tipo di colori per via delle loro qualità in quanto appaiono naturalmente traslucenti e “gessosi” quando asciutti. Un problema è però dato dal fatto che se vengono effettuati successivi passaggi con altri tipi di colore quali gli smalti distruggono gran parte dell’effetto ricercato.

E. Vernice scrostata

Per ottenere il giusto effetto dato dalla vernice scrostata bisogna giocare d’anticipo. Infatti questo effetto porta, sul mezzo reale, alla luce sia il metallo che il primer. Pertanto bisognerà pitturare la parte che verrà poi interessata con in metallo e simulare il primer. Bisognerà tenere presente che ogni reale scrostatura si presenta in questo modo (a partire dal centro):

– metallo naturale;

– metallo arrugginito;

– primer;

– vernice base.

Per riprodurre questo effetto si può utilizzare il metodo lento e il metodo veloce.

Per il metodo lento si dovranno effettuare i seguenti passaggi:

a. pitturare la parte del modello interessata con un qualsiasi colore che riproduca metallo. Mascherare la parte che rimarrà alla fine in metallo e solo quella;

b. Pitturare la parte adiacente che sarà in metallo arrugginito, senza rimuovere la mascheratura della parte in metallo naturale. Mascherare, come sopra, la parte che rimarrà in metallo arrugginito, un anello attorno al metallo naturale;

c. procedere come punto b per il primer. L’autore indica nel rosso ossido il primer utilizzato sui carri tedeschi della II GM:

d. Passare il colore base e, quando asciutto, rimuovere i tre strati di mascherature.

Il metodo veloce si basa sul drybrush per ottenere lo stesso effetto. Il primo passaggio va fatto con il colore del primer sul colore base. Poi si passa il colore metallo arrugginito e per finire con il colore metallo. L’importante è essere molto precisi e “discreti” nel riprodurre questo effetto.

F. Ruggine

Questo effetto va applicato con molta parsimonia. Infatti solo mezzi lasciati per molto tempo all’aperto e all’umido possono avere parti arrugginite.

Per un leggero effetto ruggine effettuare direttamente il drybrush con un colore ruggine a smalto. L’autore consiglia il Rust della Testors.

Per un effetto più pesante bisogna procedere per passi:

a. miscelare della colla bianca con un prodotto in polvere abrasivo quale Ajax e stendere la pasta ottenuta sul modello;

b. quando asciutta dipingerla con un colore marrone scuro;

c. effettuare dei passaggi di drybrush con un colore via via più chiaro fino a raggiungere l’effetto desiderato.

Infine si possono utilizzare i gessetti.

G. Morchia

Per morchia si intende quella mistura di grasso, olio e polvere che si accumula sui motori o sulle altre parti meccaniche quali, i cuscinetti delle ruote, dei rulli, etc. Per simulare la morchia l’autore consiglia di effettuare un lavaggio “pesante” di nero, al quale va aggiunta una punta di verde e di grigio.

H. Fango

Miscelare in parti uguali:

colore Tamiya (quale colore dipende dal tipo di fango da riprodurre);

un colore, per la tonalità vedi sopra, a base d’acqua in tubetto;

polvere di polyfilla (un tipo di stucco per muri), terriccio sottilissimo o quanto di simile avete a disposizione;

erba da modellismo (static grass) di colore coerente con quanto usato nella basetta o con il tipo di fango da riprodurre;

poche gocce di colla bianca;

aggiungere acqua alla mistura fino a raggiungere la consistenza desiderata.

Applicare questa mistura al modello facendo riferimento alla documentazione. Inoltre, una volta asciutta la mistura, se si vuole riprodurre:

Fango bagnato: passare sulla mistura qualche mano di colla bianca diluita;

Fango secco: effettuare qualche passaggio con polvere di gessetti, di colori coerenti con la mistura, sulle zone infangate.

In ogni caso l’autore consiglia di fare molta attenzione con questa tecnica e verificare sempre la documentazione perché applicare in maniera sbagliata questa mistura, potrebbe rovinare il modello.

I. Polvere

La polvere è il principale evento che fa sembrare un mezzo invecchiato e usato. Questi sono i metodi consigliati per riprodurre la polvere:

Polvere “vecchia” e pesante

Effettuare dei passaggi successivi con un colore terra diluito, consigliati Tamiya Flat Buff e Flat Earth, con l’aggiunta di un colore a tempera. Aggiungere anche una goccia di un medium ritardante. Questo mix va “drybrasciato” attorno ai rivetti, dadi, etc e nelle fessure, facendo l’esatto opposto di quello che di solito si fa con il drybrush. Dopo averlo passato far asciugare velocemente il modello utilizzando, al limite e con moltissima attenzione, il phon.

Polvere pesante recente

Passare con l’aeropenna la mistura sopra descritta, facendo sempre molta attenzione e non esagerando mai nell’applicazione.

Polvere leggera

Riprodurla con la polvere di gessetto da artista che va passata con un pennello grande rotondo (red sable), l’autore consiglia il n° 6. Questa tecnica non va utilizzata per mezzi operanti durante l’inverno, nella giungla e, in generale, nelle condizioni di estrema umidità.

L. Perdite di olio o carburante

Vanno riprodotte con dei lavaggi. Per il colore viene consigliato di aggiungere nei lavaggi tonalità verdi. Il vero segreto è quello di effettuare questo lavaggio dopo che si è “impolverato” il modello, quale tocco finale all’invecchiamento del mezzo. Così facendo si otterrà che la “polvere” sottostante verrà portata via dal lavaggio, come avviene nella realtà.

I tre articoli sono reperibili in lingua inglese sul sito: http://www.internetmodeler.com (articolo di Benolkin) e www.track-link.net (articoli di Schwarz e Owen)

Riferimenti:

Benolkin, M., Weathering Dark-Colored Tanks & AFVs.

Owen, P.A., “Weathering Heresies”.

Schwarz, F., Finishing the “Greeland” way.