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Scegliere un figurino per un concorso

Autore: Claudio Sanchioli SCEGLIERE UN FIGURINO PER UN CONCORSO Il secco "no!" dato come risposta alla domanda di un amico che mi chiedeva, dopo aver visionato un figurino da me ultimato, se lo presentavo al prossimo concorso è lo spunto per una riflessione sulla scelta, spessissimo determinante, di quali pezzi spedire ad una gara.

Infatti non tutti i figurini, anche se dipinti magistralmente, possono avere delle possibilità di successo in un concorso.
In esso, vi sono un discreto numero di elementi da tenere conto, elementi che ai più possono sembrare marginali, ma spesso invece si rivelano determinanti.
Iniziamo con il dire che il figurino va fatto mirato per un concorso e non “…visto che mi è venuto bene quasi quasi lo mando in gara…”.
La scelta del soggetto, la posizione, le rifiniture, l’ambientazione, la basetta tutto va studiato nei minimi particolari e il discorso vale sia per i figurini di serie, che per i modificati e ovviamente per gli autocostruiti.
Esaminiamo ora punto per punto questi elementi:
a) La scelta del soggetto – Evitare i soggetti insignificanti, cioè quei figurini che si presentano banali e di fattura approssimativa. Una buona scultura è già un punto di vantaggio sia per noi che la dobbiamo dipingere, sia per l’occhio di chi la deve giudicare. Cercate soggetti nuovi, non le solite cose viste e riviste, purché ad un soggetto già noto non date una interpretazione rivoluzionaria, ma non è facile.
b) La posizione – il soggetto deve avere un atteggiamento, gradevole, accattivante, naturale. Se il figurino è di serie cercate con alcuni ritocchi mirati di migliorare, se necessario, la gradevolezza del soggetto. Fate in modo che il volto del vostro figurino oltre che di buona qualità sia ben visibile, i suoi occhi devono guardare chi lo guarda; ricordatevi che il viso rappresenta il 70 % della qualità e quindi del successo del figurino. Evitate l’espressioni “ebeti”, l’espressione e i colori del viso devono essere coerenti con il movimento del corpo. Mi è capitato di vedere dei figurini di personaggi in piena battaglia in situazioni tragicissime che invece di avere dei colori contrastanti (segno di drammaticità) ed espressioni contratte (un misto tra paura ed eroismo) avere dei volti luminosi beati come se quello che accadeva intorno a loro non li riguardasse.
c) Le rifiniture – Il nostro pezzo va curato dalla cima del pennacchio al feltrino sotto la basetta. Scusate il paradosso, ma capita troppo spesso di vedere dei figurini dipinti a “metà”, cioè molto ben lavorasti nella parte superiore e fatti di corsa nella parte inferiore tanto per ultimarli. Non mi stancherò mai di ripeterlo che l’accuratezza in ogni particolare è fondamentale, se non si è soddisfatti di qualche cosa non esitate a rifarla, non accontentatevi della mediocrità, è molto importante. Come è importante far visionare il vostro pezzo da altre persone, questo non per vanità, ma perché a forza di avere il pezzo davanti agli occhi non ci accorgiamo degli eventuali svarioni, cosa che non accade con l’occhio “fresco”.
d) L’ambientazione – L’ambientazione e la basetta (per questo al punto successivo ne parleremo in modo particolare) ho notato che sono due cose molto trascurate. E’ un errore imperdonabile, primo perché nelle tabelle che i giudici hanno, esiste una voce specifica sull’ambientazione o presentazione e quindi essa va curata se non si vuol perdere punti, e secondo perché è importante nel contesto psicologico di chi deve giudicare il nostro figurino che lo vede così completo e accurato. Per essere più chiari l’ambientazione è la naturale cornice all’avvenimento che il personaggio da noi dipinto sta vivendo, privarla o sottovalutarla è un errore che compromette l’insieme dell’opera. Allo stesso tempo l’ambientazione può essere essere negativa se gli si da per esempio l’effetto “presepio”, oppure venir dipinta con colori innaturali ed eccessivamente contrastanti col cromatismo del figurino; anche l’eccessivo sovradimensionamento che soffoca il nostro figurino è negativo; non dimenticate che è lui il protagonista non ciò che lo circonda. Quindi creare un’ambientazione coerente con l’azione del personaggio o con il fatto storico che esso sta vivendo, particolareggiarla nella sua semplicità, non è detto che bisogna ricostruire chissà che cosa di grandioso per attirare l’attenzione, basta molto poco, ma quel poco deve sembrare vero e non artificioso.
e) La basetta – Parte integrante del figurino deve dare eleganza e sobrietà alla nostra opera e deve essere dimensionata al punto giusto: non deve essere troppo alta (effetto monumento), non deve essere troppo larga (effetto schiacciamento), deve slanciare il nostro pezzo ma nello stesso tempo non deve eccessivamente notarsi; non male l’aggiunta di qualche scritta sul titolo dell’opera, ma sempre in modo non eccessivo con caratteri semplici e facilmente leggibili, la dovete considerare come la cornice di un quadro, essa lo contorna elegantemente senza stonare, c’è ma non si nota e se manca si ha un senso di incompletezza fastidioso.

Spero che queste piccole riflessioni siano di aiuto e stimolo per una maggiore e più attenta partecipazione alle varie competizioni.