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Riprodurre l’acqua in modo realistico di Jeff Herne

Per coloro che costruiscono modelli waterline, realizzare l’acqua in maniera realistica è sempre stato un serio problema. Il vecchio metodo di usare la resina epossidica era un macello e generava, durante il processo di solidificazione, molto calore. In seguito una resina in gel trasparente eliminò molto del calore ma era difficile da lavorare. Era anche difficile da scolpire se si voleva ottenere un mare mosso o increspato. Recentemente è uscito un nuovo prodotto che viene venduto in buste di plastica sotto forma di perle trasparenti e che richiede di essere messo in forno e quindi versato sulla base. I suoi difetti sono evidenti …. Conosco diversi modellisti che hanno usato metodi differenti, alcuni dei quali funzionano molto bene, altri per niente. Poi è arrivato il gel acrilico …

Il gel acrilico è disponibile presso qualsiasi negozio di belle arti. Preferisco quello trasparente ma potete provare con colori differenti. Prediligo quelli della Liquitex che vengono venduti in tubetti simili a quelli del dentifricio. Anche il gel stesso ha la consistenza del dentifricio. Il metodo di applicazione è lo stesso se volete ottenere una superficie liscia, increspata o del mare mosso.

Di solito costruisco navi waterline in scala 1/700. Inizio dipingendo l’intera base con un blu-verde opaco e quindi incollo lo scafo della nave alla base e costruisco il modello. Una volta che il modello è completato, ritocco ogni area della base con il blu-verde di base. Spremo quindi una piccola quantità di gel sulla base. Ne metto a sufficienza per poter ricoprire l’intera base. Lavoro il gel verso lo scafo della nave e attorno alla prua. Un poco di calore da un asciugacapelli renderà più veloce il processo. Il gel diventerà bianco opaco, dello stesso colore della colla quasi asciutta. A questo punto ricomincio e applico di nuovo il gel su tutte le aree dove vanno realizzate le onde di prua e la scia della nave. Armatevi di nuovo del phon e utilizzatelo fin quando il gel sarà diventato opaco. Se desiderate un mare increspato o mosso scolpite il gel con un pennello piatto. NOTA: se vi finisce del gel sullo scafo potete pulirlo con un cotton fioc e dell’alcol denaturato. Per mari più semplici dovete solo ricominciare e ripetere i vari passaggi fino a quando il risultato non vi soddisfa. Il gel può essere steso tutte le volte che vi sono necessarie. Ho visto un esempio estremo di un incrociatore statunitense che in pratica arava le onde di un mare in tempesta. La sua prua era praticamente ‘’sott’acqua’’. Con ripetute applicazioni di gel si possono ottenere degli effetti drammatici.

Una volta che il gel è asciutto ed è stato lavorato a vostro piacimento è tempo di iniziare a dipingere e a trattare a pennello secco l’acqua. Applicate una leggera mano di blu-verde della base alla superficie del gel quindi passate a pennello secco un blu più chiaro sulla superficie della copertura di base. Poi, sempre a pennello secco, passate un bianco-azzurro o un bianco-verde (dipende da quale oceano volete riprodurre) lungo la superficie delle onde, dell’onda di prua, lungo lo scafo e sulla scia. La quantità di bianco che aggiungete è ovviamente proporzionale alla velocità che la nave sta tenendo. Molto bianco significa chela nave è a tutta forza mentre poco o nessun bianco significa che è a lento moto o all’ancora. Vi consiglio di sperimentare con questo metodo e di sviluppare delle vostre preferenze.

Il gel acrilico è facile da usare, asciugando diventa solido come una roccia, non genera calore mentre asciuga ed è relativamente economico. Con un tubo si possono realizzare 5- 8 navi in 1/700 con una base di grandezza media. Molto dipende da come decidete di realizzare le onde e tutto il resto. Non ho usato il gel per scale più grandi, ma sono certo che ne dovrete usare molto di più per simulare le onde in scala 1/350. Ma quanto di noi fanno navi waterline in scala 1/350 ?

Fonti: L’articolo originale si trova alla pagina http://steelnavy.com/water.htm del sito http://steelnavy.com/. Si è provato a contattare l’autore per mail ma senza successo.