Invecchiare i modelli di navi da guerra di Mike Czibovic

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Invecchiare i modelli di navi da guerra di Mike Czibovic

Invecchiare i modelli di navi da guerra di Mike Czibovic

Traduzione di Vittorio De Santis

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Per prima cosa dipingo la nave in modo che sembri che sia stata verniciata da poco. Quindi utilizzo diverse tonalità di colore, opportunamente schiarito e scurito, e macchio leggermente il colore di base. Uso i colori più chiari per le lumeggiature e quelli più scuri nelle zone in ombra e nelle cavità. Con questo aggiungo profondità. Effettuo quindi un lavaggio scuro per accentuare maggiormente i dettagli, seguito da un passaggio di colore chiaro applicato a pennello secco per le lumeggiature. Ho notato che gli scafi e gli scudi paraschegge delle navi che sono state in mare per lunghi periodi, nella parte inferiore sono chiari. Ho quindi concluso che questo è dovuto alla formazione dei depositi di sale dovuti agli spruzzi che colpiscono gli scudi e dalla evaporazione dell’acqua che, colando verso il basso, lascia dei depositi di sale e di minerali nella zona inferiore. Lo stesso avviene per la zona dello scafo nella quale le onde prodotte dal moto corrono lungo la linea di galleggiamento della nave.

Questo effetto sarà meno pronunciato mano a mano che voi salite verso le zone superiori. I ponti hanno zone dove la vernice, a causa del continuo sfregamento delle scarpe delle persone dell’equipaggio, è tenuta ad uno stato simile a quella di quando è stata dipinta. Nelle zone dove non c’è questo transito continuo presentano una ossidazione maggiore e sono più chiare. Le colature dai ponti superiori macchiano i ponti inferiori. Dopo avere sfumato il colore vado avanti e passo una mano di trasparente lucido in modo da sigillare questa fase in preparazione del passo successivo … la ruggine. Mi piace usare i colori ad acqua. Ho un set di colori per bambini che uso da sempre. Dovete solo miscelare nero, vari marroni, bianco, arancione e giallo in diverse quantità usando l’interno del coperchio del set come tavolozza. Usate poca acqua, solo la quantità che serve per evitare che il colore formi degli ammassi quando viene steso. Ricordatevi che non tutto è arrugginito. Ci sono anche olio per macchine, vernice ossidata lavata via e il vecchio solito sporco. Guardate una vecchia auto o un camion per ispirarvi nel lavoro nel caso non possiate recarvi ad una marina o un porto a vedere le navi o le barche da lavoro reali. La ruggine è sempre ruggine. Potete applicare il colore in maniera pesante fintanto che la tonalità e la tinta sono simili a quelli che stavate cercando. Stendete il colore con un pennello grande o un cotton fioc. Applicatela in maniera poco più pesante dove l’acqua è facile che coli o dove è facile che le cose possano sfregare tra di loro, come per esempio le cubie. Dopo che il colore si è asciugato passo un panno inumidito, con acqua o con un prodotto per la pulizia dei vetri, e tolgo una grande quantità di colore ad acqua. In questa fase potete anche tornare indietro per renderla più leggera. Potete toglierla in maniera pesante da alcune zone in modo da riprodurre le zone nelle quali si forma la ruggine, più una velatura che delle macchie, oppure potete eliminarla completamente dalle zone nelle quali avete cambiato idea. La finitura trasparente lucida protegge la vernice di base. Adesso effettuo un ulteriore passaggio con il pennello secco utilizzando sia il colore originale che la sua versione schiarita. In questo modo riporto alla luce le lumeggiature. Infine passo leggermente con l’aerografo il colore di base e la sua versione schiarita intorno alle lumeggiature per far risaltare ancora di più la ruggine. Per come la vedo io la ruggine non è uguale dappertutto ed ha leggi differenti in zone differenti. C’è anche un differenza tra le aree nelle quali ruggine e sporco si sono mischiati e quelle nelle quali è stata l’acqua ad infiltrarsi sotto la vernice e che sono percorse dalla ruggine. Andando avanti ed indietro tra colore di base e ruggine si crea l’impressione che la ruggine si sia formata nel tempo.

Fate attenzione a non effettuare un invecchiamento pesante e a non arrugginire le parti superiori. L’equipaggio del ponte ha di solito il compito di eliminare le zone rovinate e di tenerle il più possibile in perfetto stato, a seconda delle condizioni di servizio, anche in missione. Non ci sono eccezioni, naturalmente, specie nelle zone settentrionale dell’Atlantico o del Pacifico. La pittura scolorita è comune ma la ruggine di solito viene affrontata subito. Lo scafo non può essere trattato finché la nave non si ancora e si può mettere fuori bordo l’attrezzatura.

Se state costruendo una nave a scafo intero non dimenticate i cirripedi e che la vernice scolorisce anche nella parte inferiore dello scafo. Ho perso i riferimento ad una foto di un cacciatorpediniere classe Spruance che era stato speronato e che forniva una eccellente documentazione sull’invecchiamento dello scafo. Miscelate quindi poco colore che sia di un verde scuro (vicino al nero), usate una pressione bassa, aprite l’ugello e sparate sopra lo scafo i cirripedi. Li applico in maniera un poco più pesante lungo la linea di galleggiamento e nelle cavità, in modo da creare una maggiore profondità. Ricordatevi di mascherare la parte superiore dello scafo, dove viene normalmente raggiunto dall’acqua.

Usando i colori ad acqua come questi lavoro anche le colature di olio e le perdite di carburante attorno ai tappi dei serbatoi dei velivoli. Ovviamente questi consigli funzionano meglio nelle scale maggiori. La cosa importante è tenere l’invecchiamento leggero o sovrasterà tutti gli altri sforzi che avete fatto per realizzare il vostro modello. L’esperienza trattiene. Meno invecchiamento è meglio che troppo.

Fonte: Testo e foto sono proprietà dell’autore che, pur tentando a mezzo mail, non è stato possibile contattare. L’articolo originale si trova alla pagina http://steelnavy.com/Weathering.htm del sito http://steelnavy.com/index.htm