Il CAC Wirraway di Vittorio De Santis
21 Luglio 2011
Autocostruire in scala 1/76 di Andy Lang – Parte 2 di 4
4 Agosto 2011
Show all

Gli alianti A-7 e Ku-8 di Vittorio De Santis

Gli alianti A-7 e Ku-8 di Vittorio De Santis

L’Antonov A-7

Conosciuto anche come RF-8 questo aliante dalla linea elegante venne progettato da Oleg K. Antonov nel 1940. Era in pratica il modello più grande della sua gamma di alianti da competizione RF. Nel 1940 venne scelto per essere messo in produzione come aliante da assalto in quanto poteva essere trainato da un velivolo Tupolev SB-2.

L’aliante aveva una struttura realizzata interamente in legno che aveva un rivestimento in compensato, tranne che sulle superfici di controllo e sulla parte delle ali posta dietro al longherone principale. Il progetto aveva delle linee molto pulite. L’aliante aveva una configurazione con la fusoliera che si allungava verso la coda. La fusoliera aveva una sezione rettangolare con la parte superiore arrotondata che, con una soluzione molto elegante, conteneva l’abitacolo mentre la parte inferiore aveva una forma a ”V”. L’ala era in posizione alta e non aveva montanti di rinforzo ed era costituita da tre sezioni, una centrale e due pannelli esterni dotati di angolo di diedro. Sull’ala erano stati montati due alettoni in due sezioni. La superficie di coda era sistemata di poco avanti alle due derive verticali mentre i controlli degli impennaggi erano composti da due elevoni e da un timone di grande superficie bilanciato aerodinamicamente. Per l’atterraggio erano stati realizzati due pattini di coda fissi che potevano anche venire retratti all’interno di vano appositamente realizzati nella parte inferiore della fusoliera. La carreggiata dei pattini era molto stretta. Per accedere alla fusoliera erano stati realizzati due portelloni dotati di una doppia porta. Una era stata realizzata nella parte anteriore sul lato destro mentre era posizionata sul lato sinistro in posizione più arretrata. La capacità di carico era di un pilota e nove soldati.

La produzione iniziò nel 1940 e furono 400 gli esemplari realizzati. Il velivolo fu però usato per un periodo di tempo molto limitato per diventare un efficace aliante d’assalto ma si dimostrò fondamentale per il supporto alle unità partigiane che operavano dietro alle linee tedesche. Con questi alianti era possibile inviare personale, rifornimenti ed evacuare i feriti.

  1. Apertura alare: 19,00 m
  2. Lunghezza: 11,50 m
  3. Altezza: 2,51 m
  4. Velocità massima di traino: 200 km/h
  5. Peso massimo al decollo: 1.100 kg

Il Kokusai Ku-8

Il Ku-8, ”Gender” per gli Alleati, fu l’unico aliante utilizzato in azione dal Giappone durante la seconda guerra mondiale. Il suo progetto risaliva al 1941 quando si pensò di adattare la struttura del velivolo da trasporto leggero Kokusai Ki-59 per farlo diventare il prototipo dell’aliante Ku-8.

Furono rimossi i motori e sostituito il carrello di atterraggio con dei pattini fissi montati sotto la fusoliera. I voli di prova dimostarono che questo adattamento era realizzabile ma che non era la soluzione ideale. Il velivolo venne quindi sottoposto ad estese modifiche che riguardarono la parte anteriore della fusoliera che ora poteva ruotare completamente su un lato fornendo un accesso alla fusoliera per mezzo di una rampa interna. In questa forma il velivolo venne accettato come ”Aliante da trasporto per l’esercito Tipo 14” e ne venne ordinata la produzione con la designazione di Ku-8-II. Il velivolo poteva trasportare, oltre a pilota e copilota seduti affiancati, fino a 20 soldati o un pezzo di artiglieria leggera con i serventi.

Questo aliante venne impiegato per inviare rinforzi alla guarnigione giapponese stanziata nelle Filippine dopo lo sbarco effettuato dalle forze statunitensi dell’ottobre 1944. Il Ku-8 rimase in produzione fino al marzo del 1945 ma non si conosce il numero esatto degli esemplari costruiti.

  1. Apertura alare: 23,20 m
  2. Lunghezza: 13,31 m
  3. Velocità massima di traino: 224 km/h
  4. Peso a vuoto: 1.700 kg

Bibliografia

AAVV, (1995), CD-Rom From Midway to Hiroshima

Fonte fotografiche

Le foto provengono da http://commons.wikimedia.org/wiki/Main_Page