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L’Arado Ar 196 di Vittorio De Santis

L'ARADO Ar 196

Autore: V. De Santis


La progettazione dell'Arado Ar 196 si deve ad una richiesta emessa nell'autunno del 1936 dall' RLM che intendeva acquisire un nuovo velivolo con il quale sostituire l'Heinkel He 60 che allora veniva usato sulle navi della Marina quale ricognitore e per l'osservazione del tiro dell'artiglieria.

La specifica permetteva di realizzare sia un idrovolante con galleggiante singolo che un velivolo dotato di due galleggianti. L’equipaggio doveva essere composto da due persone e il motore doveva avere una potenza compresa tra gli 800 e i 900 hp. Tra i diversi progetti proposti vennero selezionati quello presentato dall’Arado, l’Ar 196, e quello presentato dalla Focke Wulf, Fw 62. Il progetto di quest’ultima ditta riguardava un velivolo biplano mentre l’Arado aveva presentato un monoplano.

L’Arado Ar 196 era stato progettato sotto la supervisione del Dipl-Ing Walter Blume. La sua struttura era interamente metallica. La fusoliera aveva una sezione ovale ed era realizzata utilizzando una struttura secondaria in lega leggera, dotata di correnti, che davano una forma ovale ad una struttura principale in realtà dalla forma rettangolare e realizzata in tubi di acciaio. La parte anteriore della fusoliera era dotata di un rivestimento realizzato con pannelli di lega leggera mentre la sezione posteriore aveva un rivestimento in tela. Il motore era posizionato davanti all’abitacolo a sua volta posto nella parte centrale della fusoliera, proprio sopra il centro di gravità del velivolo. L’abitacolo era dotato di un tettuccio che lo ricopriva interamente e che aveva due sezioni scorrevoli per l’accesso. I piani di coda erano realizzati nel tipico stile della ditta. Avevano un rivestimento in tela per le superfici di controllo e i piani orizzontali posizionati in una posizione leggermente avanzata rispetto al timone verticale. L’ala, montata in posizione bassa, era anch’essa di costruzione completamente metallica. Sul bordo di uscita trovavano posto gli alettoni, posti verso le estremità, e i flaps posizionati vicino alla fusoliera. L’ala era stata progettata per potersi ripiegare verso la parte posteriore del velivolo in modo da ridurre lo spazio necessario per stivare l’aereo sul ponte delle navi. I galleggianti erano in metallo a singolo gradino ed erano posti, per mezzo di una struttura abbastanza complessa, nella parte interna delle ali.

L’Arado costruì cinque prototipi e il primo, Ar 196 V1, volò per la prima volta nell’estate del 1937. Era dotato di un motore stellare BMW 123Dc che forniva 880 hp. L’elica era metallica a due pale con passo variabile. Il secondo prototipo, Ar 196 V2, era in pratica identico al V1. Questi due esemplari furono considerati i prototipi per il modello di produzione della versione A. L’Arado Ar 196 V4 e il V5 erano dotati di un unico grande galleggiante posto sotto la fusoliera e di due piccoli galleggianti stabilizzatori fissati sotto le ali. Questi due prototipi furono considerati i precursori di una futura, ma mai prodotta, versione B del velivolo. Il V4 fu anche il primo Ar 196 ad essere dotato dell’ armamento che sarebbe poi stato montato sui velivoli di produzione. Il V5, ultimo prototipo costruito, montava il motore BMW 132 K che sarebbe poi stato montato su tutti i velivoli di produzione. La potenza di questo motore era di 950 hp (960 cv) ed era accoppiato ad un’elica tripala in metallo a passo variabile.

La valutazione dei prototipi della Arado e della Focke Wulf rese evidente la completa superiorità del velivolo realizzato dalla Arado. La valutazione quindi continuò tra la i prototipi dotati di due galleggianti, versione A, e quelli con galleggiante centrale, versione B. Alla fine venne deciso di mettere in produzione la versione A dell’idrovolante in quanto l’altra versione non offriva particolari vantaggi rispetto alla prima.

La produzione iniziale fu di 10 Ar 196 A-0. La versione B non entrò mai in produzione e quindi la sola versione ad essere effettivamente impiegata fu la A che venne prodotta in diverse sottoversioni. Della versione B erano stati realizzati due prototipi ma solo uno di questi venne provato in volo.

La A-1 fu la prima versione di produzione. Venne realizzata in 20, secondo altre fonti in 26, esemplari che furono consegnati nel 1939. Era armata con una mitragliatrice MG17 da 7,62 mm montata nella parte posteriore dell’abitacolo e che poteva sparare solo a protezione della zona posteriore del velivolo. Poteva anche caricare due bombe da 50 kg. Venne utilizzata sugli incrociatori Scharnorst e Gneisenau e sulle corazzate tascabili Admiral Graf Spee e Deutschland. Fu impiegata anche sugli incrociatori pesanti Admiral Sheer, Admiral Hipper, Prinz Eugen e in alcune basi poste sulla costa.

La A-2 era la versione da pattugliamento costiero della A-1. Oltre alla mitragliatrice era dotata di due cannoni MG FF da 20 mm che sparavano verso la parte anteriore. Il peso a vuoto era ora salito a 2.075 kg e quello massimo al decollo a 3.175.

La A-3 era in pratica la A-2 dotata però di una struttura rinforzata. Era stato migliorato anche l’equipaggiamento radio e venne dotata di elica tripala a passo variabile. Questa versione entrò in servizio nella primavera del 1941.

La A-4, costruita in 20 esemplari, era la versione per i lanci con la catapulta della A-3.

L’ultima versione prodotta fu la A-5 che differiva dalla A-3 per l’equipaggiamento radio e per l’armamento difensivo modificato montando una mitragliatrice MG81z a due canne nella parte posteriore dell’abitacolo. In Francia ne verranno prodotti 13 esemplari nel periodo 1942-1943 mentre nei Paesi Bassi saranno costruiti 69 esemplari, realizzati dalla Fokker, tra l’aprile e il settembre 1943.

La produzione dell’idrovolante verrà interrotta nell’agosto del 1944 dopo che ne erano stati prodotti tra i 583 ed i 593 esemplari.

Le consegne del velivolo, nei diversi anni, saranno le seguenti:

1939 26
1940 104
1941 94
1942 107
1943 194
1944 58

Il velivolo verrà utilizzato, in piccoli numeri, da una squadriglia della Bulgaria e da due della Romania. Entrambe le nazioni lo utilizzeranno sul Mar Nero.

I velivoli tedeschi invece verranno impiegati sull’Atlantico, Mar Nero, Canale della Manica e Mediterraneo orientale, compreso l’Adriatico e il mare Egeo, fino alla fine del conflitto. Il 5 maggio del 1940 l’Ar 196 del tenente Mehrens catturò nel Kattegat l’unico sommergibile britannico, il Seal, che si sia arreso durante la seconda guerra mondiale. Il sommergibile, precedentemente danneggiato dall’esplosione di una mina e pertanto impossibilitato ad immergersi, fu attaccato con tutte le armi a disposizione del velivolo finché l’equipaggio non fu costretto alla resa. Dopo essere atterrato a fianco del sommergibile venne fatto salire il comandante che venne poi trasportato ad Alborg.

Fonti fotografiche
Per gentile concessione del sito http://www.luftwaffephotos.com alla pagina w.luftwaffephotos.com/lar1961.htm e alla pagina http://www.luftwaffephotos.com/lar1962.htm . Altre foto da http://commons.wikimedia.org/wiki/Main_Page

Bibliografia:

AA.VV., 1995, CD-ROM: From Midway to Hiroshima, Maris Multimedia, Discovery Communication Inc.
Batchelor, J., Lowe, M.V., (2004), The Complete Encyclopedia of Flight, 1939 – 1945, Cartwell Books Inc.: Edison
Chant, C., Taylor, M.H.J., (2004), Storia degli aerei, Rusconi: Rimini
Gunston, B., 1990, The Illustrated Encyclopedia of Combat Aircraft of WWII, Tiger Books International: London