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H.M.S. Beagle – A. De Lellis

→[b][size=xx-large][color=000099][font=Arial]H.M.S. BEAGLE [/font][/color][/size][/b]

[i][b][size=x-large][color=000099][font=Arial]Autore: A. De Lellis[/font][/color][/size][/b][/i]


Prefazione: Storia di una delle più conosciute navi inglesi, che assieme all'Endevour e al Bounty sono state rese celebri da spedizioni a scopo scientifico, e non da atti bellici. Il nome Beagle, certo non dà lustro a questa nave, che è passata alla storia per aver avuto un'ospite di tutto riguardo, infatti il nome deriva direttamente dalla razza canina ben conosciuta. La messa in cantiere del Beagle, non aveva nessun scopo preciso, ma rientrava nell'ordinario rinnovo della flotta di sua maestà.

L’11 maggio del 1820 i cantieri di Woolwich vararono l’H.M.S. Beagle, un brigantino di 27,5 metri di lunghezza, per 7,5 di larghezza, con un pescaggio di circa 3,8 metri. Originariamente al momento del varo, il Beagle era dotato solo di mezzana e maestro, armato con 10 cannoni, e manovrato da 120 uomini, per un costo totale di 7.803 sterline.
Nel Luglio dello stesso anno, c’erano due eventi importanti, quanto mondani ai quali prese parte il neonato Beagle, il primo era l’incoronazione di re Giorgio IV, e il secondo l’inaugurazione del London Bridge, ed il nostro brigantino, aprì le cerimonie in testa alla parata navale sul Tamigi, ancora fresco di cantiere.
Quello fu l’ultimo atto ufficiale del nostro Beagle, prima di uno stop che durò per ben cinque anni. Infatti l’alto costo di tenere una nave in servizio, costringeva spesso l’Ammiragliato a lasciare delle navi ufficialmente in servizio, cioè in acqua pronte all’utilizzo, ma in realtà erano attraccate senza equipaggio, e abbandonate a se stesse, e alla mercè dei mutamenti climatici, e dell’acqua di mare. Spesso l’equipaggio, veniva “riciclato” su altre navi, che in quel momento erano indispensabili in servizio attivo, e questo fatto di cose, coinvolgeva anche navigli importanti come lo yatch reale.
Molti pensano che il Beagle affrontò un solo viaggio, quello appunto con a bordo Darwin, ma in realtà i suoi viaggi furono ben tre e solo nel secondo, il Beagle ospitò il famoso naturalista.
L’occasione di cimentarsi veramente con il mare, per il Beagle, venne quando fu affidata al comandante di origine australiana Philip Parker King una missione di esplorazione idrografica nel sudamerica tra Patagonia e Terra del fuoco, al comando della nave H.M.S. Adventure ben più grande del Beagle, che doveva avere il compito di scortare l’Adventure e Parker King, sotto il comando del capitano Pringle Stokes. Nel settembre del 1825, il Beagle tornò nei cantieri che l’avevano vista nascere per un’opera di adattamento a questo suo primo viaggio, che la mutarono nella struttura a noi più familiare. Infatti la modifica più importante fù quella dell’armamento velico, che fù portato a tre alberi. Venne aggiunto un albero di mezzana, con randa, per migliorarne la manovrabilità, e l’armamento bellico ridotto drasticamente da dieci a sei cannoni, e l’equipaggio passò da 120 uomini a 65. Quindi Il Beagle, nato come brigantino da guerra, non vide mai espletarsi questa sua funzione, e venne ribattezzato nave da ricognizione per un costo totale di 5.913 sterline da aggiungersi alle 7.803 della sua costruzione.
Nelle vicende storiche del Beagle, una nota dolente riguarda la storia personale e drammatica del suo capitano Stokes. Infatti il Beagle prese il largo per il suo primo viaggio il 22 Maggio del 1825, al seguito dell’Adventure, ed il dramma del capitano Stokes ebbe un epilogo inaspettato il 2 Agosto del 1828, dopo 3 anni e tre mesi di navigazione a largo di Puerto Hambre, nello stretto di Magellano, egli si sparò un colpo alla nuca, dopo essersi rinchiuso nella sua cabina per quattordici giorni, in preda ad una profonda crisi depressiva, probabilmente dovuta alle condizione di isolamento e solitudine del viaggio, e trovò pace dopo altri dodici giorni di delirante agonia.
W.G.Skyring, ufficiale in seconda, fu provvisoriamente messo al comando del Beagle, da Philip Parker King, con il quale la spedizione e il Beagle raggiunsero Rio de Janeiro, dove a bordo dell’H.M.S Ganges c’era ad aspettarli il comandante in capo della stazione sudamericana , l’ammiraglio Sir Robert Otway, che nominò comandante provvisorio del Beagle il suo aiutante, un aristocratico di 23 anni, che entrerà nella storia del Beagle e comanderà la nave nel suo viaggio più importante, dimostrando da subito le sue grandi doti da comandante, il suo nome era Robert Fitzroy.
A differenza dellEndeavour, dove un ruolo importante nella scelta l’aveva giocato il suo comandante Cook, per il Beagle, il passaggio alla notorietà fu dettato dalla sorte. Infatti rientrato a Plymouth il 14 ottobre del 1830 dopo ben 5 anni di mare, l’Ammiragliato aveva già in preparazione un secondo viaggio esplorativo, per il quale era stata scelta la H.M.S. Chanticleer, che versava in pessime condizioni. Per questo motivo, la scelta ricadde di nuovo sul ben più nuovo Beagle e sul suo comandate Robert Fitzroy, al quale vennero affiancati il tenente Clements Wicham e Bartholomew James Sulivan.
Fu lo stesso comandante Fitzroy, durante i lavori di rifacimento, per il nuovo viaggio, a pretendere una modifica ai ponti del Beagle, visto che dopo 5 anni di mare erano da rifare. Infatti come da richiesta del comandante i ponti vennero innalzati di 8 pollici (20 cm) a verso poppa e addirittura di 12 pollici (30 cm) verso prua. Tutto questo era stato voluto e fatto in considerazione del fatto che Fitzroy, aveva notato una difficoltà dei ponti a drenare l’acqua e quindi ad asciugarsi, e questo accorgimento da lui voluto, avrebbe evitato che l’acqua si accumulasse ai lati sottoponendo lo scafo a maggiore rollio con pericolo di ribaltamento e affondamento. Oltre a questo, fu aggiunto un’ulteriore rivestimento allo scafo, in particolar modo lungo la chiglia, che ora risultava fasciata, con tavole disposte similmente allo scafo. Questi accorgimenti aggiungevano oltretutto 7 tonnellate al vecchio dislocamento del Beagle. Una particolarità di notevole importanza, che pochi sanno, è che il Beagle aveva a bordo come ospiti, oltre i luminari della scienza che tutti conosciamo, anche 22 cronometri, ben ancorati alla struttura della nave e conservati al sicuro protetti da un armadio, che servivano per calcolare con quanta più esattezza era possibile, la longitudine, da poter riportare sulla cartografia. Infatti la latitudine, da sempre calcolata con più o meno esattezza attraverso vari strumenti nautici, non aveva mai dato i problemi di calcolo della longitudine, da poco calcolabile appunto attraverso l’invenzione dei cronometri che permettevano di calcolare il tempo passato in navigazione, in relazione alla velocità della nave, e quindi di stabilire la longitudine, cosa che fin’ora non era stata possibile con l’ausilio delle obsolete clessidre.
Come fu il destino a scegliere il Beagle in sostituzione della Chanticleer, fu Il Beagle a scegliere Charles Darwin per questa sua seconda spedizione, nella persona del comandante Fitzroy. Infatti Fitzroy, preoccupato per la solitudine che avrebbe affrontato durante il viaggio, solitudine che aveva portato il capitano Stokes al tragico suicidio, decise di farsi accompagnare da un civile, e la scelta ricadde proprio sul giovane Darwin,di ritorno dal Galles dove aveva fatto dei rilievi stratografici con il grande geologo Adam Sedgwick, ed al quale oltre l’utilità di accompagnare Stokes nel lungo viaggio, veniva data la grande opportunità di fare approfonditi studi in campo naturalistico. Dopo aver rimandato la propria partenza per ben due volte, il Beagle, salpò il 27 Dicembre alle ore 14:00 da Plymouth, per quella che sarebbe diventata una delle spedizioni scientifiche più rivoluzionarie della storia dell’umanità, che durò per ben 5 anni.
Dopo questo memorabile viaggio, il Beagle ne compì un terzo, agli ordini del comandante Clements Wickham, che nell’esplorazione australiana, diede il nome al golfo di Beagle e alla città di Darwin.
Nel 1845, come purtroppo spesso accade, il Beagle fu assegnato a scopi di minore importanza, infatti riadattata come guardia coste, per controllare il contrabbando sulle coste dell’Essex, fino a che dopo un periodo di totale abbandono non venne venduta ad un commerciante di rottami per la demolizione nel 1870. Del Beagle ormai non rimane più niente, se non la sua fantastica storia, che spetta a noi modellisti far rivivere attraverso il nostro contributo.