M4A1 Sherman – Stefano De Paolis

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M4A1 Sherman – Stefano De Paolis

M4A1 SHERMAN EARLY DRY STOWAGE
760 th BATTALION CO. B
Formia, may 1944


Spesso mi capita, dopo aver terminato un mezzo militare, di non riuscire a decidere tra le decine di kit che attendono nell’armadio di essere costruiti, quale sarà il prossimo progetto a cui dedicarmi.
Prendo quindi la mia documentazione alla ricerca dell’ispirazione oppure a navigare in internet ..... e proprio leggendo in un sito inglese la recensione entusiastica relativa ad un nuovo kit in resina di una ditta americana a me completamente sconosciuta, mi sono deciso ad ordinarlo e nell’attesa della consegna, ho acquistato alcuni libri per potermi documentare.

MONTAGGIO

Il kit è della Formations ed è una conversione in resina del famoso M4A1 con torretta low bustle da 75 mm. Aperta la scatola mi sono trovato davanti un modello di elevata qualità che riproduce fedelmente il carro armato simbolo degli eserciti alleati durante la seconda guerra mondiale avendo combattuto dal 1942 su tutti i fronti e sotto varie bandiere da quella americana a quella russa, inglese, polacca, canadese ecc…..
Gli elementi in resina permettono la costruzione pressoché da scatola con delle piccole migliorie di semplice realizzazione e con l’aiuto di pochissime fotoincisioni di varia provenienza; l’unione delle parti richiede solo piccole quantità di stucco e solo una certa attenzione poiché, utilizzando il cianoacrilato, non sono permessi errori nel montaggio! Altro consiglio riguarda l’accortezza nel rimuovere i piccoli particolari dallo sprue essendo gli stessi in alcuni casi molto fragili.
La parte inferiore dello scafo consigliata per questo set di conversione è quella dell’Italeri (kit n. 225) con la sostituzione del treno di rotolamento in plastica con quello in resina presente nel kit Formations; per quanto riguarda invece la parte superiore e la torretta, sono semplicemente da montare seguendo il foglio istruzioni e le uniche migliorie riguardano le fotoincisioni (Verlinden) per la protezione dei fari e l’aggiunta di catenelle (Royal Model) ai tappi presenti sulla parte posteriore dello scafo.
Avendo deciso di realizzare uno Sherman durante i combattimenti per la liberazione di Formia avvenuta nel maggio del 1944, ho dovuto utilizzare una mitragliatrice da 50 mm. Versione early che viene venduta separatamente dalla stessa Formations; nella parte posteriore, in base alle foto presenti sul libro di Steve Zaloga “The Sherman at War 2 “ che ritraggono questo specifico tank, ho accatastato equipaggiamenti vari che rappresentano un elemento distintivo dei carri americani durante la seconda guerra mondiale e sono stati realizzati con l’impiego di parti in resina della Legend, Royal Model, Verlinden e stucco bicomponente per adattarli allo scafo.
In ultimo sono stati utilizzati i cingoli in vinile della Tamiya (kit 35190) che, una volta dipinti e invecchiati, ben si adattano al modello stesso.

COLORAZIONE

La colorazione ha inizio come mio solito con una pre-ombreggiatura delle parti, appunto, in ombra con il Nato Black Tamiya, quindi con un primo passaggio di Olive Drab su tutto il modello. Dopo aver atteso la completa essiccazione, ho utilizzato una mescola di Olive Drab e Desert Yellow per schiarire il colore base nei punti in luce e creare quindi un effetto di usura del colore stesso; la parte inferiore dello scafo ha invece ricevuto un passaggio ad aerografo di Dark Earth e Khaki per creare l’accumulo di terra e polvere con il trascorrere del tempo.
Una volta applicate le decals dell’Archer Transfers ha inizio il processo di invecchiamento del mezzo con l’aiuto, dell’ormai conosciuto in tutto il mondo, metodo dei filtri (95% di diluente-5% di colore) che permette di dare una maggiore ricchezza cromatica e spezzare la monotonia del colore unico; in questo caso ho utilizzato i colori a smalto Molak giallo, celeste, rosa e sabbia in vari passaggi successivi e attendendo con pazienza la completa asciugatura di ogni filtro. Si passa quindi alla profilatura con nero e marrone a smalto Humbrol con una forte diluizione (90%-10%) poiché per la vera profilatura di ogni elemento del carro è stata effettuata con i pastelli acquerellabili della Koh-i-Noor e stese a pennello triplo zero.
Come ultimo passaggio ho utilizzato la tecnica della puntinatura ad olio
da me soprannominato “dei macchiaioli” (antiche reminescenze di Storia dell’Arte) con colori di vario tipo giallo, rosa, verde, blu e poi stesi con un pellello piatto imbevuto di diluente Humbrol in senso verticale lungo lo scafo e la torretta.
Le scrostature non sono molto accentuate poiché, in base a quanto letto e visionando le varie foto,la vernice usata dall’Esercito Americano era di ottima fattura e grande aderenza: per questo ho utilizzato in colore acrilico Vallejo Camo Pardo solo nei punti di maggior calpestio ed attrito come sulla torretta e sulle parti laterali dello scafo ed inoltre con i colori acrilici dell’Andrea Uni.Ingles e uni.Aleman ho realizzato segni di scalfitture superficiali della vernice in vari punti del carro stesso. La conclusione del procedimento di invecchiamento è data dall’utilizzo dei pigmenti della Mig Productions Europe Dust e Beach Sand passati soprattutto sulla parte bassa dello scafo e su tutto il treno di rotolamento sia a secco sia con l’utilizzo del diluente acrilico Tamiya e ricreando in alcuni recessi dello scafo un accumulo di polvere e terra solo con l’utilizzo dei pigmenti a secco.

A completamento del mezzo militare sono stati utilizzati dei figurini di carristi americani della Royal Model che non necessitano di commenti essendo tra le migliori realizzazioni di questa ditta Italiana e sono stati dipinti completamente ad acrilico con l’utilizzo di colori Andrea e Vallejo seguendo il metodo degli artisti Spagnoli abbondantemente trattato in varie riviste del settore come EuroModelismo e Figuren.

AMBIENTAZIONE

Per dare una collocazione precisa al modello, mi sono ispirato alle foto presenti nel libro di Steve Zaloga “Sherman at war 2” che ritrae uno Sherman del 760 th Tank Battalion nelle vie della città di Formia liberata dagli alleati il 15 maggio del 1944.
Su una base in legno ho quindi ricreato con il polyfoam e il das le principali forme dell’ambientazione completate poi con l’aiuto di sabbia, terriccio e macerie in gesso;la colorazione è stata effettuata ad aerografo privilegiando i colori terrosi per dare l’impressione di una patina di terriccio e polvere posatasi lungo la strada dopo i cruenti scontri dei giorni precedenti.

A conclusione dell’articolo non posso che confermare quanto possa essere soddisfatto del kit della Formations e invito tutti coloro che amano lo Sherman a costruirlo…non rimarrete delusi!