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La vita segreta dell’Alclad II di Matt Swan

LA VITA SEGRETA DELL'ALCLAD II


Autore:Matt Swan



(traduzione di Vittorio De Santis)

1. Dinamica generale delle vernici
Prima di iniziare a vedere come utilizzare l’Alclad discutiamo di quello che le vernici sono e di come si comportano le differenti vernici che si possono trovare nel nostro hobby.

Le vernici sono dei materiali coprenti che contengono un solvente e dei pigmenti o colori. In molti casi le vernici giacciono semplicemente sulla superficie di un materiale sottostante (in questo caso la plastica) o, in alcuni casi, si fondono con il materiale sottostante. Le tre più comuni vernici che si possono ritrovare nel modellismo sono gli acrilici, gli smalti e e le lacche (laquer) a smalto.

Gli acrilici sono spesso definiti ”a base d’acqua” e utilizzano come solvente l’acqua o l’alcool nel quale si trovano dei pigmenti a base di resina. Se guardate con attenzione una boccetta di colore acrilico che è stata lasciata sedimentare potete vedere che circa la metà del contenuto è costituito da un liquido chiaro mentre l’altra metà e composta in gran parte da pigmento. Nel prosieguo dell’articolo questo fatto sarà importante. Queste vernici possono essere diluite con successo con acqua distillata o alcool* (l’alcool si miscela molto bene con l’acqua, chiedetelo a qualsiasi barman). La pulizia di queste vernici è, di solito, ottenuta utilizzando un liquido per pulire i vetri a base di acqua e ammoniaca. Gli acrilici una volta asciutti hanno una certa resistenza ai solventi ma sono quasi sempre delicati e si graffiano o si sollevano dalla plastica molto facilmente. Queste vernici sono quasi sempre non tossiche.

Gli smalti hanno come solvente, per permettere di portare il colore sul soggetto, un derivato dal petrolio. Come per gli acrilici quando date loro tempo di depositarsi potete vedere, dentro alla boccetta, un livello di separazione simile, con una leggera prevalenza del solvente sul pigmento. Per diluire gli smalti si usa un solvente che di solito è rappresentato da diverse sostanze petrolchimiche quali la nafta, l’acqua ragia, il MEK (Metil Etil Chetone) o dalle lacche a smalto. I vapori di queste sostanze possono essere qualcosa di più che solo leggermente tossiche (i vapori del MEK, se inalati, possono attaccare il sistema nervoso centrale), pertanto è richiesta una buona ventilazione ed è raccomandato l’uso di una maschera di protezione specifica per vapori biologici e per particolato R95. Per pulire da queste vernici è richiesto l’utilizzo di prodotti chimici della stessa natura di quelli con i quali si diluiscono. Gli smalti sono molto più resistenti degli acrilici, più difficili da graffiare e tollerano meglio i contaminanti superficiali ma non sono molto resistenti verso i solventi. Tendono ad asciugare lentamente e ci vuole tempo prima di toccarli.

Le lacche a smalto consistono in una elevata quantità di solvente con una piccola quantità di pigmento o colore. Quando li fate depositare, e per queste vernici la sedimentazione avviene velocemente, potete vedere che nella boccetta il 90 per cento del contenuto è composto da diluente e c’è solo una piccolissima parte di pigmento. Anche questo aspetto sarà molto importante in seguito. Di solito non è necessario diluire queste vernici in quanto già all’origine contengono solo una piccola quantità di pigmento. Come per gli smalti ci sono sostanza volatili che sono potenzialmente tossiche per la fisiologia umana, quindi, nuovamente, è necessaria una buona ventilazione ed è indispensabile l’uso della maschera che permetta di filtrare il particolato R95 e i vapori biologici. Per pulire gli strumenti si adopera il diluente specifico. Il Gran Bretagna è chiamato Cellulose ed ha una velocità di evaporazione elevatissima che comporta tempi di asciugatura estremamente rapidi. Questo però non significa che si possa toccare subito il soggetto dipinto ma la vernice va lasciata riposare almeno per un paio d’ore per farla diventare ”a prova di proiettile”. Queste vernici sono molto resistenti nei confronti delle scrostature e del ”sollevamento”.

Ecco in breve quello che sono le vernici, passiamo ora a discutere come queste si fondono con la superficie del modello. Se volete immaginatevi che la vernice sia come uno strato di mattoni che galleggia in un liquido. I mattoni sono disposti in ordine casuale senza alcuna organizzazione. Ora questa miscela di mattoni e liquido viene spruzzata su una superficie e il liquido comincia ad evaporare. Come questo processo ha inizio i mattoni cominciano ad unirsi tra loro in modo simile a quello che si può vedere guardando un muro.

Nella fotografia sottostante l’area in beige chiaro rappresenta la plastica. I mattoni sono i pigmenti e il liquido è il diluente. La ”malta” è costituita da un legame elettromagnetico, tra un lato dei mattoni e la superficie della plastica, che mantiene il tutto in posizione.

Quando si parla di acrilici lo spazio tra i mattoni e la superficie della plastica è piuttosto ampio, da cui risulta una ridotta tensione superficiale. La forza necessaria per togliere i mattoni non è molto elevata e c’è spazio per ogni tipo di contaminazione superficiale (sporcizia) per potersi inserire tra i mattoni.

Ci siete ancora ? Ora negli smalti i mattoni sono tra loro più vicini, forzando in questo modo i contaminanti verso l’esterno e dando origine ad una più forte tensione superficiale. Deve quindi essere applicata una forza maggiore per togliere i mattoni, una volta asciutti, dalla superficie. Pensate alla forza necessaria per togliere i mattoni con il nastro utilizzato per le mascherature quando si realizza una mimetizzazione, inizia ora ad avere più senso ?

Quando trattiamo le lacche a smalto con i mattoni succede qualcosa di inusuale. Le lacche a smalto (e il MEK) sono dei solventi molto potenti e subito iniziano a fondere la plastica (il MEK è spesso usato come colla plastica liquida). Come avviene la fusione della plastica i mattoni che compongono la superficie hanno la possibilità di muoversi e di miscelarsi con i mattoni della vernice. Come il solvente della lacca inizia ad evaporare, e i mattoni iniziano a ridepositarsi, si ottiene una miscela composta da mattoni di plastica e di vernice uniti tra loro. Guardate la terza immagine con il ”muro di mattoni” formato da mattoni rossi e beige miscelati insieme. Ora è praticamente impossibile togliere uno di questi mattoni di vernice dalla base di plastica in quanto ora sono parte della plastica e viceversa.

Ora abbiamo le basi di lavoro di cosa sono le vernici e di come si uniscono al modello. Adesso introduciamo un ulteriore dettaglio in questa miscela una regola generale di lavoro: l’ordine nel quale queste vernici possono essere applicate al modello. Notate che ho detto ”generale”: ci sono ”eccezioni” a tutte le regole. Quando verniciate il vostro modello dovete applicate per primo qualsiasi prodotto a base di lacca smalto, poi gli smalti e dopo di questi, per ultimi, applicate gli acrilici. Questo ordine permette di ridurre al minimo i problemi derivanti dall’interazione tra le vernici e riduce in maniera significativa il rischio di rimuovere la vernice mentre si maschera per applicare lo strato successivo.

2. Lavorare con l’Alclad II
Penso che adesso possiamo iniziare a parlare delle specifiche nell’uso dell’Alcald. Come per ogni altra vernice il punto fondamentale per ottenere una buona finitura è avere una superficie libera da detriti o contaminanti e l’applicazione di un buon primer . Quando impiegate le lacche a smalto questa regola diventa ancora più importante e c’è un perché: prendete il esame l’ammontare del pigmento, che abbiamo già identificato nei diversi tipi di vernice, contro l’ammontare del solvente. Nell’industria delle vernici utilizziamo, per indicare lo spessore di una copertura, il Mils che equivale ad un milionesimo di pollice per ogni passaggio (0,025 mm). Il cellophane che ricopre un pacchetto di sigarette ha una spessore di circa un Mils. Quando applicate gli acrilici o gli smalti sul modello si arriva ad una copertura finale di circa 2 o 3 Mils. Con le lacche a smalto alla fine avrete una copertura di spessore di poco superiore al mezzo Mils, quindi molto molto sottile. Ne risulta che avrete pochissimo materiale per riempire ogni tipo di variazione superficiale come graffi o incollaggi incompleti. Queste cose vi verranno telegrafate in modo evidente attraverso la vostra verniciatura.

Regola n°1 per l’Alclad:

Riempite ogni spazio, poi carteggiate la superficie con della carta abrasiva fine. Quando pensate di avere fatto un lavoro abbastanza buono rifatelo con della carta abrasiva con grana 1200 o più fine.

Parliamo ora del primer. Ci sono diverse scuole di pensiero su quale primer usare per l’Alclad. La ditta produce un proprio primer che in origine è un primer acrilico. Aspettate questo contrasta con la regola generale che riguarda l’ordine di utilizzo delle vernici. Quanto si tenta di fare con questo prodotto è di applicare l’acrilico quale barriera tra la plastica e il solvente dell’Alclad e di realizzare una copertura abbastanza spessa da riempire le piccole imperfezioni della superficie. Questo funziona solo se si applica uno strato sottilissimo di lacca a smalto e la si lascia asciugare prima di ripassare. É molto facile rovinare tutto con il solvente che passa attraverso lo strato di acrilico e si mangia la plastica creando un grosso problema.

Un’altra possibilità, quale potenziale primer per l’Alclad, è il Future Floor Polish (notate che non detto ”Wax”). Se avete abbastanza familiarità con la Future vi potete ricordare che questo prodotto è una copertura acrilica con eccellenti proprietà autolivellanti. Di nuovo una violazione della regola generale dell’ordine di disposizione delle vernici. Qui l’idea di base è la stessa di quella del prime acrilico originale della Alclad: proteggere la plastica dal solvente e livellare eventuali piccole imperfezioni. I rischi nell’utilizzo di questo prodotto sono gli stessi, voi potete applicare facilmente troppa lacca a smalto che filtra attraverso il primer, e questo avviene molto velocemente.

Passiamo ora a parlare del Mr.Surfacer 1200 o dello stucco liquido della Tamiya. Entrambi sono stucchi a base di lacca utilizzati generalmente per rifinire piccole imperfezioni o vuoti. Se voi aggiungete un 50 per cento di diluente a base di lacca a questi prodotti otterrete un delicato primer grigio che potete spruzzare con l’aeropenna. Se usate questo tipo di primer dovete prestare attenzione ad un effetto chiamato ”ragnatela”. Si manifesta sotto forma di sottili strisce che si formano, mentre state aerografando, intorno ai bordi della plastica. La causa è una quantità insufficiente di diluente nella miscela, aggiungete semplicemente altro diluente e questo effetto scomparirà. Adesso stiamo utilizzando un prodotto a base di lacca a smalto che non è in contrasto con la regola generale dell’applicazione delle vernici. Inoltre abbiamo un materiale, con un rapporto molto alto tra pigmento/resina e diluente, capace di riempire ogni minima imperfezione superficiale. Di più possiamo carteggiare questo materiale dopo che si è fissato e rilevare ogni imperfezione più seria che potrebbe comparire attraverso la vernice e applicare una seconda passata. A questo punto potremmo fermarci qui e dire che il primer perfetto per l’Alclad è stato trovato, ma non è questo il caso. Gli stucchi liquidi usati come primer sono buoni per molte vernici Alclad ma se state lavorando per ottenere una finitura finale con un elevato livello di lucentezza, quale cromature o alluminio lucidato, la ricerca deve continuare.

L’opzione successiva della quale voglio parlare, quale primer, è la vernice Krylon, proprio quella che si trova in bombolette spray nei grandi magazzini. Ci sono due tipi differenti di vernici Krylon che potete trovare, entrambe nero lucido. La prima è la vernice standard nero lucido per interni/esterni e la seconda è la Fusion, un nero lucido per la plastica. Ripensate alla mia discussione sui pigmenti come mattoni e come agiscono le vernici a base di lacca a smalto e la vernice di nome Fusion di colpo assume un certo senso. Entrambi queste vernici sono a base di lacca a smalto ma non si possono utilizzare direttamente dalla bomboletta. Molto semplicemente non garantiscono un buon controllo sul modello e pertanto dovete decantare la vernice prima di usarla e questo è quello che faccio.
Decantare significa separare la vernice dal gas propellente compresso all’interno della bomboletta. Per iniziare avete bisogno di una cannuccia da cocktail di grande diametro. Non mi riferisco alle grazio cannucce pieghevoli ma a qualcosa che permetta di aspirare un denso frullato. Una volta trovata tagliate la cannuccia a metà. Adesso trovate qualcosa che potete usare come recipiente di raccolta, come un vecchio portarullino da 35 mm – piuttosto raro ai nostri giorni – o una tazza realizzata in plastica solida. Se usate qualcosa di sottile, come una tazza in plastica monouso, preparatevi ad avere la vernice in ogni posto, perché il solvente della vernice si ”mangerà” la plastica sottile. Pensate in anticipo o quantomeno mettete sotto al recipiente alcuni giornali in modo da poter fronteggiare qualsiasi perdita inaspettata. Ponete la fine della metà della cannuccia sul beccuccio della valvola della bomboletta e tenete l’altra parte all’interno del recipiente di raccolta e premete. Non spruzzate una quantità superiore a quella che utilizzerete perché ci sono alcuni problemi di conservazione con la vernice decantata. La vernice così ottenuta non necessita di essere diluita prima di utilizzarla nell’aeropenna. Applicate un paio di mani leggere sul vostro modello, non troppo pesanti o correrete il rischio di fondere la plastica. La Krylon ha quasi lo stesso rapporto pigmento/diluente dell’Alclad, così voi state per ottenere uno strato che corrisponde a qualcosa meno di un Mils di copertura finale e questo significa che voi non avete nulla con il quale eliminare le piccole imperfezioni della superficie. Questo ci riporta di nuovo ad una preparazione di base adeguata. Il Krylon può essere carteggiato e potete, se necessario, passare una seconda mano. Per la pulizia vanno utilizzati i solventi specifici per le lacche a smalto. La vernice nero lucido della Krylon fornisce una eccellente tonalità con le venici metalliche a base di lacca a smalto, aspetto critico quando si vuole realizzare una qualsiasi finitura cromata.

L’ultima opzione quale primer è costituita dei primer a base di lacca a smalto usati dai carrozzieri. per i nostri scopi considereremo solo quelli che vengono venduti in bombolette e che si possono trovare comunemente in qualsiasi negozio di autoricambi. Questi primer sono disponibili in rosso ruggine e in grigio. Vanno decantati come per il Krylon e applicati nello stesso modo. In origine sono opachi per cui si ottiene una finitura finale leggermente ”spenta”. É pertanto indispensabile carteggiarli con la carta abrasiva per renderli più lucidi prima di applicare l’Alclad. Ciò sembra aumentare il lavoro rispetto a quello che si fa con altri primer ma ci sono alcune situazioni nelle quali si può voler utilizzare questi primer e ne discuterò verso la fine di questo articolo quando si parlerà dei ”pannelli contrastanti”.

Regola n°2:

Stendete uno strato di primer liscio e consistente usandone uno a base di lacca a smalto. Usate un nero lucido per finiture cromate o in metallo lucido

Ripassiamo velocemente, abbiamo chiuso ogni vuoto, carteggiato e lucidato la nostra superficie, applicato il nostro primer e controllato la superficie per ogni imperfezione che abbiamo dimenticato in precedenza. Se è necessaria qualche riparazione, si possono fare e poi applicare una seconda mano di primer. Adesso siamo pronti per stendere un poco di colore.

Possiamo osservare alcune fotografie di differenti modelli con il primer applicato poi verniciate per il vostro intrattenimento iniziando con questo P-51 Mustang in 1/48 sul quale ho utilizzato il Krylon nero lucido e l’Alcald alluminio 101.

Alcune vecchie confezioni di Alclad contengono piccole sfere che aiutano a mescolare la pittura. Nelle confezioni più recenti non ci sono più le sfere. Regolate la vostra aeropenna a circa 1,2 atm (18 psi) e caricate il serbatoio. Iniziate con una leggera copertura per permettere alla pittura di fare presa sul primer poi ripetete dopo circa un minuto o due applicando una seconda copertura di poco più pesante. Questa ha molto solvente al suo interno così è facile creare dei danni. Se create qualche danno fermatevi, lasciate asciugare la vernice, quindi carteggiate delicatamente l’area colpita prima di passare una nuova mano. Applicate una copertura liscia e anche leggermente umida su tutta la superficie del modello tenendo l’ugello della vostra aeropenna a circa 5-7 cm (2-3 in) dalla superficie. Se la tenete troppo lontana la vernice inizierà a seccare prima di raggiungere la superficie del modello creando un effetto visivo ”polveroso”. Se accade carteggiate delicatamente e passate una nuova mano. Mettete il modello in un ambiente libero da polvere (in pratica significa mettere una scatola rovesciata sopra al modello) e lasciate asciugare, non ci vorrà molto. La superficie del modello dovrebbe essere asciutta al tatto quasi subito comunque, se non lasciate tempo sufficiente al primer di consolidarsi, il tempo totale di asciugatura potrebbe protrarsi per un paio di giorni. Preferisco lasciare un tempo di 8 – 12 ore (una notte) tra le diverse passate di colore. Quando la vostra copertura a base di Alclad è solida e non avete nulla che necessiti riparazioni potete mascherare le aree per realizzare dei pannelli con finitura differente o per utilizzare le altre vernici quali smalti o acrilici. Mantenete l’ordine indicato nella regola generale e usate prima gli smalti per poi passare a lavorare con gli acrilici. É veramente sconsolante, dopo aver passato un secondo colore sopra l’Alclad, sperimentare il problema della vernice che viene via assieme al nastro da mascheratura. Fermarsi a questo punto o continuare aggiungendo degli ulteriori effetti dipende da quello che desiderate ottenere con il soggetto.

In questo successivo set di immagini potete vedere alcune distorsioni del primer nero su questo P-47 Thunderbolt. La causa sono delle variazioni all’interno della plastica quando è stato realizzato lo stampo. Qualche volta può rappresentare un problema altre volte non lo è. Sono stato fortunato con questo aereo e la vernice lo ha ricoperto molto bene.

Regola n°3:

Iniziate con una leggera copertura di Alclad, che faccia presa sulla superficie, poi proseguite con una copertura leggermente più pesante per creare una finitura totale resistente e leggermente umida.

3. Pannelli di colore contrastante
Gli aerei di solito sono costruiti in alluminio o in altri metalli leggeri e lavorabili quali il magnesio o il duralluminio. Non solo ognuno di questi metalli presenta delle leggere differenze di tonalità, dovute alla composizione stessa del materiale, ma anche il metodo di lavorazione può causare delle differenze nei toni della superficie del materiale. Osservate, su una linea di volo, un qualsiasi velivolo che abbia una finitura in metallo naturale e probabilmente non vedrete una superficie completamente uniforme come colore; alcuni pannelli possono apparire leggermente più chiari o più scuri di altri. Con questo si intende ”pannelli contrastanti”. Sono abbastanza facili da riprodurre sul modello ed esistono modi differenti per ottenerli. Il primo, e probabilmente il più facile (per la mia esperienza) è quello di mascherare alcuni pannelli con grandi strisce di nastro per mascheratura, scegliere una tonalità di Alclad leggermente più chiara o più scura e passare una piccola quantità di questo colore sul pannello e quindi togliere la mascheratura.

In questa nuova serie di foto a questo P-40Q in resina e in scala 1/48 è stato usato il Mr.Surfacer 1200 come primer, ho quindi mascherato pochi pannelli e li ho dipinti con il primer da carrozziere rosso. Ho dato una passata sull’intero modello con una singola tonalità di Alclad ed ho ottenuto una serie di pannelli contrastanti – pulito no ? Inoltre questo metodo fornisce un contrasto molto leggero.

Una terza possibilità consiste nel carteggiare i pannelli. Usate il primer che preferite quindi mascherate alcuni pannelli. Adesso prendete della carta abrasiva di grana differente e passatela su questi pannelli ”mascherati” con estrema delicatezza. Carteggiatene alcuni da destra a sinistra altri da davanti a dietro. Togliete la mascheratura e passate una singola tonalità di Alclad. Adesso avete un livello medio di contrasto tra i pannelli che appaiono differenti da quelli ottenuti con i metodi precedenti. Volete un contrasto effettivamente variato ? Utilizzate tutti i tre i metodi insieme e vedete cosa succede.

Potrei andare avanti un giorno intero a parlare dei modi differenti per ottenere differenti livelli di contrasto tra i pannelli, a partire dalla trama superficiale, fino ai diversi primer oppure utilizzando i colori oro e ottone della Alclad prima di applicare il colore finale. Questo è un punto nel quale voi, come modellisti, dovete fare un passo verso l’ignoto ed iniziare a sperimentare. Qualcosa andrà male ma altre cose stupiranno voi stessi.

Regola n°4:

Lasciate ad ogni passaggio di colore il tempo di fissarsi prima di aggiungere la successiva mano di colore. Di solito si è sicuri con un tempo compreso tra le 8 e le 12 ore, una notte

4. Accentuare i pannelli
Le linee dei pannelli possono essere evidenziate in modo simile a quello impiegato per le vernici tradizionali. Potete effettuare una ombreggiatura, se non utilizzate il nero lucido Krylon per ombreggiare le linee di pannellatura. Adesso quando passate il colore della superficie dovete stare attenti a non applicare una copertura troppo pesante che ricopra la preombreggiatura. Potete usare anche un tocco in una tonalità ed ho sperimentato che questo metodo è molto efficace. Dopo che avete realizzato i vostri pannelli contrastanti, ma non avete ancora passato un altro colore quale lo smalto antiriflesso, potete scegliere una tonalità di Alclad leggermente più scura, caricatela nell’aeropenna, regolate la pressione a 1,2 atm (18 psi) e delicatamente tracciate le linee dei pannelli. In questo momento non state dando uno strato molto pesante e quindi non è necessario un aumento rilevante di vernice lungo le linee di pannellatura. Nei fatti alcune variazioni sono desiderabili. Se le cose diventano un poco troppo pesanti potete tornare indietro, al colore originale di base, e MIST solo un poco sopra le linee di pannellatura per riportarli allo stato precedente. Adesso mascherate le aree che verranno ricoperte con altri colori, quali i pannelli antiriflesso che potete vedere nell’XP-72 della foto.

Quando il nastro è posizionato preombreggiate le linee dei pannelli quindi passate sopra il colore di base. Quando rimuovete la mascheratura la decolorazione delle linee avrà una sfumatura costante. Se vi piace potete aggiungere un lavaggio di sporco alle linee dei pannelli. Questo lavaggio funzionerà come ogni altro lavaggio di sporco. Le immagini sono state riprese dopo la postombreggiatura delle linee dei pannelli.

5. Finitura trasparente e decals sull’Alcald

A differenza di molte finiture convenzionali, dopo aver usato l’Alclad, prima di applicare le decals non dovete ”saldare” la superficie. In realtà se applicate una finitura finale trasparente sulla superficie voi peggiorate l’aspetto finale del vostro modello. Passate semplicemente ad applicare le decals e non è necessario ”fonderle” successivamente. Non consiglio l’applicazione del Future per favorire l’applicazione delle decals in quanto in questo caso lascia dei segni molto visibili sulla finitura. Comunque, come tutte le regole, anche per questa c’è un eccezione. Se desiderate ottenere un effetto finale veramente splendente potete usare la Future ma dovete aggiungere, insieme a questa, una buona quantità di grasso di gomito. Il concetto è questo: dopo che tutte le decals sono state applicate, fissate il modello con la Future e lasciate passare almeno una notte. Ora lucidate l’intero modello con carta abrasiva molto molto sottile quale la 1800 o la 2000. passate una nuova copertura con la Future e lasciate passare una notte. Lucidate nuovamente il modello e di nuovo applicate la Future. Dovete effettuare questa operazione almeno cinque volte ma alla fine avrete una superficie vetrosa come la finitura che semplicemente splenderà, se decidete di fare questo passaggio preparatevi ad un lungo lavoro.

6. Divertitevi con l’Alclad

La Alclad produce una gamma piuttosto ampia di colori, non solo metallici, ma anche prismatici come lo Scarab e lo Sapphire Blue, il Ruby Red, l’Emerald Green ed altro. potete inoltre prendere delle vernici della Alclad ed aggiungere poche gocce di smalto, di qualsiasi colore, per dargli una colorazione. Tenete presente che gli smalti Alclad tendono ad essere traslucidi, così un colore sottostante può contribuire a dare una tonalità alla superficie finale. Questo Jedi Star Fighter ha l’intera finitura esterna effettuata con variazioni di Alclad che è stato utilizzato anche come colore base.

Voi siete più che modellisti, voi siete artisti, sperimentate, forzate i confini delle convenzioni. Provate cose differenti e vedete quello che succede. A volte questi esperimenti falliranno ma in altri casi vi daranno risultati straordinari – quindi siete dei geni !

Regola n°5:

Pensate fuori dagli schemi. Ok non è una regola per l’Alclad ma è una buona idea !

Fonte: L’articolo originale si trova alla pagina http://www.swannysmodels.com/Alclad.html del sito http://www.swannysmodels.com/index.html . Si ringrazia l’autore per l’autorizzazione alla traduzione

Fonti fotografiche: Le foto sono dell’autore ed utilizzate nell’articolo originale. Si ringrazia per la concessione all’utilizzo

Nota: L’autore usa il termine Rubbing Alchool alla lettera alcool per frizionare.