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Pittura base delle miniature

Non sono un fanatico della pittura ma devo ammettere che è più divertente giocare con miniature ”reali” piuttosto che utilizzarle così come sono (con il solo primer o direttamente in metallo).

Dipingere miniature militari è una gioia e una sfida. Ho molto rispetto per lo sforzo compiuto da chiunque nel provare a schierare un ”esercito” completamente dipinto e la pittura (per me) rappresenta la metà del divertimento del gioco.

Quanto segue sono solo pochi trucchi che possono aiutare qualcuno che è ”nuovo” nella pittura delle miniature da wargames … nulla di nuovo sulla terra, solo gli elementi di base. In futuro metterò qualche illustrazione ed altri piccoli scritti con dettagli e tecniche ma per ora illustrerò solo le basi.

Con un poco di pazienza e di perseveranza, con il tempo potrai riempire una vetrina come questa con centinaia di miniature finemente dipinte

Prima di tutto mi considero un discreto, sono fortunato, pittore di miniature. Ho un qualche talento e dipingo da molto molto tempo. I giocatori non devono confrontare i loro primi lavori con quelli dei professionisti della GWF/Foundry Studio o con i vincitori del ”Golden Demon”. All’inizio devono provare ad ottenere una armata completa per poter giocare un wargame. Questo significa che i figurini sono stati dipinti con l’incarnato riprodotto con il ”flesh”, il bronzo con il colore ”bronzo”. Le basette sono state dipinte e unite. Prestate un poco di attenzione, durante il gioco, ai vostri movimenti e agli spostamenti che fate fare alle miniature … mentre alcuni trovano scortese giocare contro persone che non hanno dipinto le proprie miniature, trovo più frustante giocare contro qualcuno che non ha dato alle sue ”armate” una qualche forma di organizzazione e che ogni volta che muove una unità fa cadere le sue (e le mie) miniature tutto intorno. Pochi e veloci movimenti fatti con le miniature sistemate su una base ampia rendono il gioco più rapido e questo è sempre un fatto positivo.

Molti amici si lamentano che non riescono a fare miniature che abbiano un bell’aspetto, per quanto ci si impegnino. In passato ho preso miniature di amici, che loro avevano iniziato e che avevano abbandonato dichiarando che qualsiasi ulteriore sforzo sarebbe stato vano, e le ho migliorate solo con i pochi ”trucchi” che descriverò in seguito.

Il maggiore errore che qualcuno commette quando inizia a dipingere è chiedere circa le tecniche di pittura complesse quali lavori con il pennello secco o i lavaggi. Queste sono tecniche complesse da utilizzare all’inizio. Nulla scoraggia un pittore principiante quanto la frustrazione di vedere rovinate le sue figure tentando di saltare a questo livello superiore direttamente partendo da zero. Ricordatevi: un passo alla volta. L’aspetto divertente delle figure dipinte a livello standard è che puoi sempre tornare indietro e aggiungere in seguito lavaggi, pennello secco e lumeggiature, così prendete le vostre figure e fermatevi al primo passo: ombreggiature e dettagli.

Piuttosto che ripetere l’ormai spesso discusso processo di preparazione e di ”quante figure dipingere in una seduta” (cosa che diventa un discutere l’ovvio in sé stessa) preferisco immergermi direttamente e descrivere ”la pittura di base”, il modo nel quale mettere, velocemente, il vostro esercito sul tavolo.

Dopo che le figure sono state pulite e dipinte con il primer (che possiamo supporre essere un gradevole bianco spray commerciale, negli Stati Uniti io uso il Krylon) di solito le incollo ad una striscia di balsa con qualcosa come mastice (funziona benché troppo ”profumato”) o con una goccia di colla bianca. Di solito ne metto 2 – 4 per ogni striscia di balsa in modo da poterle maneggiare facilmente. Attualmente utilizzo basi magnetiche e queste si incollano bene ad una striscia di metallo. In questa fase aggiungo le basi alle figure.

Una delle cose peggiori che potete aggiungere alla vostra pittura, specie se riceveranno una copertura con la vernice opaca anche spray, è il grasso delle dita. Non maneggiate troppo le vostre miniature già spruzzate con il primer o vi ritroverete con la pittura che forma delle bolle o si sfoglia (sono testimone di giocatori che adoperano le stesse figure, pitturate con il primer, sessione dopo sessione, finché le bianche figure sono ormai scheggiate e dall’aspetto giallognolo … purtroppo cercare di dipingere queste iperutilizzate figure è tempo perso … preferisco togliere tutta la vernice e ripartire di nuovo da zero che tentare di ”salvare” queste ormai ingrassate miniature).

1. Pianificate

Parto dal presupposto che voi avete appunti o documentazione ed avete una qualche forma di piano per le vostre miniature … non avete un progetto ? … MALE. Potete ancora andare avanti se ”barcollate” ma dovete essere coerenti su alcuni punti. (i pantaloni saranno rossi o verdi ? …. verdi … no rossi ok verdi e rossi … questo è un progetto !). Ci sono molte fonti che forniscono una documentazione accurata su molti soggetti dai Sumeri ai Saraceni ed oltre. Un buon lavoro di documentazione renderà più veloce la vostra pittura, in quanto, mentre procedete, non dovrete essere costantemente impegnati a pensare allo schema di colori.

2. Base (Blocking-in)

E’ questa la fase nella quale coprite ogni parte del modello con i diversi colori. Con grandi masse di soldati da dipingere questa è la parte che richiede più tempo (rispetto alle altre fasi che consumano il tempo). Di solito è molto meglio non montare gli scudi, ma questa è una questione di preferenze personali … Io semplicemente odio passare il pennello all’interno di queste aree scure o irraggiungibili. Può sembrare ovvio ma è sempre molto importante iniziare con il ”flesh”, cioè con le parti ”in carne” della miniatura. Quindi passate tutto il flesh. Trucco tecnico: non usate troppa vernice. Gli acrilici sono ”autolivellanti” ma troppa vernice potrebbe intasare i dettagli della miniatura. Con le parti in flesh finite iniziate ora a vestire la vostra figura. Come negli strati di vestiti io inizio dallo strato interno per poi passare a realizzare quelli più esterni (per esempio prima pitturo la tunica poi la giacca).

Questa figura di membro della falange della Old Glory in 25 mm mostra una figura in versione ”base” a sinistra e finita a destra. La figura a sinistra ha alcune bande e armature finite con la picca bianca e lo scudo aggiunti e pronti ad essere dipinti

Mantenete il vostro carico di lavoro in limiti sostenibili … troppe figure nello stesso momento e vi sentirete sopraffatti … personalmente preferisco dare la ”base” di un colore alla volta ad un intero reggimento di 24 – 32 figure, così quando è tempo di dettagliare ed ombreggiare ho un massimo di 8 figure per volta, che è circa quello che io posso realizzare senza fondere il cervello. Per le parti in ferro/acciaio uso come base il nero mentre uso il marrone scuro per le parti in bronzo. Adesso avete 24 belle miniature a livello base … la cosa affascinante è che sono dotate di basetta e sono quasi pronte per poterci giocare … mente voi siete piuttosto vicino a raggiungere il livello ”wargame standard” (e posso aggiungere che sono infinitamente meglio che con il solo primer o in metallo).

3. Rifinitura

Invariabilmente mentre ondeggiavate la testa seguendo la musica del CD dei Genesis e realizzavate la base avete passato il rosso della tunica su un braccio o su una parte in metallo, etc. Effettuare la rifinitura significa semplicemente ”ripulire” con i colori precedenti dove ci sono delle sbavature e ridipingere gli errori. Potete farlo anche mentre realizzate la base ma in questo modo si rallenta tutto il processo … tenete a mente che questa è la pittura base da dare alla vostra armata che schiererete sul tavolo in modo da impressionare i vostri amici e conquistare il cuore delle ragazze (bene possiamo sognare). ”Rifinitura” è solo un termine di fantasia per indicare la pulitura dei bordi, chiamata anche fissaggio, ma agli artisti piace dare nomi ”creativi” per impressionare le persone che non ne sanno molto.

4. ombreggiatura

La cosa più difficile da realizzare per un principiante è l’ombreggiatura ed è anche la più frustrante. In questa fase entrano in campo le varie ed attraenti tecniche quali i lavaggi, pennello secco … per il momento ignoratele. Quanto segue è riferito all’ombreggiatura di base non alle cose ”eccentriche”.

4.1 Definizione

Uno dei modi più efficaci per rendere le vostre figure più attraenti è usare una sottile linea nera. In pratica si tratta di realizzare con un pennello sottile una striscia di colore nero o scuro evidenziando ogni particolare: fasce, risvolti, foderi delle spade, cinghie che ”emergeranno” immediatamente appena definite con questa sottile striscia di nero. Se evidenziate efficacemente le miniature hanno ora l’aspetto di un ”toy soldier” ed appaiono fantastiche sul tavolo da gioco. Con le vecchie miniature che avevano pochi dettagli era utilizzato per pura mania ma con le miniature moderne, veri capolavori, questa tecnica funziona molto bene

 

Queste miniature della Minifig di 25 anni fa, Frombolieri di Rodi, mostrano come questa fase possa far emergere i dettagli delle figure

4.2 Livelli

Questa tecnica è un processo più complicato. Si tratta di passare un leggero strato di colore sulle parti in rilievo della miniatura definita con il nero per aggiungere la lumeggiatura. Si effettua con un leggero strato di colore base che va passato solo sulle parti in rilevo, si deve passare pochissimo colore di una tonalità vicina a quella del colore utilizzato come base e questo passaggio aumenta il livello di qualità della pittura del vostro reggimento molto velocemente. In ogni caso non dovete lumeggiare ogni piega … ricordatevi che la luce proviene dall’alto, così spalle, braccia e pieghe della tunica a livello del tronco sono colpite dalla luce. Con una leggera lumeggiatura si aggiunge profondità alla figura. Se ombreggiate le parti più scure, non raggiunte dalla luce, si può aggiungere ulteriore dimensionalità alla miniatura ma bisogna essere molto cauti con questo sistema, in quanto troppa ombreggiatura può rendere l’aspetto delle figure troppo spoglio. Creare i livelli di lumeggiatura è molto bello ma richiede di miscelare diversi colori, qualche bianco o ”buff”/giallo per renderle più chiare. per questa fase possedere una buona fonte come i libri della Osprey può aiutarvi … provate ad eguagliare il tono delle lumeggiature delle tavole. Se alla fine la vostra figura ha la gamma di colori di Angus McBride sono sicuro che vincerà un premio.

Questa miniatura da 25 mm della Foundry di un Persiano mostra i livelli. La base è un’ombreggiatura di viola scuro poi i livelli medi sono applicati alle pieghe seguono poi delle lumeggiature molto leggere. Lo stesso viene fatto per il copricapo in giallo. Oh … ci sono anche i dettagli

Una cosa alla quale dovete prestare attenzione è il fatto che molte vernici acriliche quando seccano diventano un poco più scure di quando sono liquide. Se è necessario ottenere la stessa lumeggiatura per più giorni potete scegliere di realizzarne una quantità sufficiente e metterla in un tubetto di plastica a chiusura ermetica. In questo modo non sarete costretti a ricercare continuamente di riprodurre quel particolare colore. Ma questo conta fino ad un certo punto, in quanto piccolissime differenze di lumeggiatura possono migliorare l’aspetto di un esercito.

Adesso vi potete fermare, mettere la basetta e mettere le figure sulla base … sono pronte per il gioco … La sezione seguente riguarda l’aggiunta di dettagli … Se siete molto attenti e non maneggiate troppo le vostre figure potete giocare qualche partita con queste miniature. Io tendo a ricercare il migliore effetto possibile nelle partite aggiungendo dei dettagli extra e aggiornandole con scudi eleganti, araldiche alternate. Alcune di queste cose possono essere fatte in seguito per ricompensare le vostre forze di elite per qualche eroica ultima difesa o per ”punirle” (Ricordo un giocatore che, qualche molto tempo fa, tagliò i cimieri della sua legione romana repubblicana dopo che questa defezionò).

5. Dettagli

Ora che le unità hanno ricevuto la base e i livelli potete effettuare un lavoro graduale di dettaglio. E’ questo il momento nel quale decidere di uscire di testa definendo i bordi della tunica, dipingere le armature, realizzare gli occhi, etc. Ovviamente questo è tempo speso per migliorare la vostra miniatura ”wargame base” e portarla ad un livello da ”miniatura da esposizione”. Bisogna perciò sapere in anticipo che questa fase è quella che richiede una grande attenzione per realizzare tutti i dettagli e ancora più tempo se desiderate ottenere uno scudo spettacolare. Oggi ci sono numerose ditte che producono dei trasferibili molto belli quali la ”Veni Vidi Vici” in Inghilterra, la ”Wargame Foundry” e, mia favorita, la ”Dark Age Design”. Per quanto mi riguarda quando trovo qualche difetto realizzo ancora a mano gli scudi ma questi nuovi trasferibili possono essere utilissimi quando ho la necessità di realizzare velocemente un reggimento.

Realizzare i volti è una impresa difficile e sulle miniature da 25 mm più datate può essere evitata ma con le nuove miniature da 28 mm i volti sono abbastanza dettagliati e si possono riconoscere gli occhi. Il mio modo di agire è quello di lavorare in ”scala”, sia per quanto riguarda i colori che i dettagli. Per il colore significa realizzare una miniatura che abbia dei colori di poco più chiari che nella realtà … più grigio che nero per esempio … nulla rende più simile la vostra miniatura ad un ”toy soldier” che un forte contrasto di colori. Un grigio pastello equivale al nero e rende l’aspetto del vostro esercito più coerente. Lo stesso principio lo applico ai volti. Se il volto è coperto da un elmo a punta, in molti casi in piena luce, gli occhi sono in ombra, così è una buona idea non enfatizzarli troppo. Inoltre, come le persone non notano da lontano il bianco degli occhi degli altri, è inutile realizzarli in un bianco ”sparato”.

Un’altra buona cosa è tenere a mente che non tutte le miniature sono scolpite nello stesso modo ! Alcune figure possono avere dei dettagli facciali ”particolari” o degli occhi asimmetrici … in questo caso è una buona cosa abbassare il tono non dettagliandole troppo.

Queste miniature necessitano che i loro occhi vengano dettagliati. In entrambi i casi il mio obiettivo è quello di rendere gli occhi il più sottile possibile ma sempre ”visibili”. I Persiani mi hanno causato qualche problema come io insistevo nel fatto che lo avessero degli occhi grigio acciaio

Alcune volte è praticamente impossibile dipingere una figura da 28 mm con gli stemmi mostrati nella nostra documentazione. In questi casi semplifico un poco, rendendolo in scala. Lo schema ”a diamante” è il più difficile da dipingere. Tempo fa dovevo realizzare la mia Guardia Persiana con i loro pantaloni a ”diamante” rosso e giallo (avrei facilmente finito il lavoro con i capelli bianchi). Più semplicemente sono stati completati con una serie di punti … non volevo diventare più lunatico di quello che sono già.

Dopo avere finito le miniature le spruzzo con uno spray opaco di buona qualità. Di solito uso il Testor Dullcoat, perché ha una consistenza opaca che mi piace ed ha protetto le mie miniature ad alto contenuto di piombo per più di trenta anni. Ma prima di utilizzarlo provatelo. Alcuni cosiddetti spray opachi lasciano una finitura semi-lucida. Sebbene sia una questione di gusti li preferisco opachi. Non lo spruzzate però sopra le parti metalliche e le armature, finiranno per ”congelare” perdendo tutta la loro lucentezza. Queste parti le dipingo per ultime, dopo avere passato la copertura opaca. Le vernici metalliche sembrano lavorare meglio ed è più facile ritoccare un eventuale errore. Infatti è più facile togliere del colore argento che provare a ricreare di nuovo il colore del lino della tunica.

Alla fine dipingerò un poco le armature, lasciatele asciugare una notte e poi unite le miniature tra loro sulla base o aggiungete dei dettagli alla basetta … Voilà ! Un nuovo reggimento WAB è pronto a combattere.

6. Fonte originale

La versione originale dell’articolo è alla pagina http://www.ancientbattles.com/Painting/WABPainting101.htm del sito www.ancientbattles.com. Si ringrazia per l’autorizzazione alla traduzione.

7. Fonti fotografiche

Le foto sono opera dell’autore che si ringrazia per la possibilità dell’uso.