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Riprodurre l’acqua – Un metodo semplice

RIPRODURRE L'ACQUA - UN METODO SEMPLICE

Autore:Bert McDowell - fotografie di John Heck


(traduzione di Vittorio De Santis)

Utilizzando materiali comuni quali: compensato, stucco* e una spatola Bert McDowell ha realizzato questa convincente base per la sua pluripremiata USS Bogue (CVE-9)

State sicuri che se è facile per me dovrebbe esserlo anche per voi. Vedrete. prima di tutto questo è un metodo che va pianificato in anticipo, pertanto non dipingete il modello o l’idrovolante finché non avrete la vostra base pronta. Una nave o un idrovolante già dipinto potrebbero introdurre un invecchiamento errato rispetto all’intero procedimento. Se avete solo modelli già dipinti con questo metodo avrete la scusa per comprarne un altro nuovo. Fortunati. Il modello deve essere costruito fino al livello di poterlo montare sulla base. Un esempio potrebbe essere costituito dallo scafo ”waterline” finito con il solo ponte principale montato oppure dallo scafo liberato della waterline. Un idrovolante è una cosa differente e richiede che almeno sia completato lo scafo/fusoliera e le ali (alle quali vanno attaccati i galleggianti stabilizzatori giusto ?)

Primo: prendete un pezzo di legno di grandezza adeguata. Normalmente utilizzo del compensato da 1,6 cm (5/8 di pollice) di spessore. Funziona efficacemente con la modanatura che utilizzo quale cornice della base e non si flette. Sul lato sul quale verrà rappresentata l’acqua va data una forte passata con una carta vetrata grossolana per aiutare lo stucco ad aderire con più efficacia. Su tutti i lati o i bordi va poi passata una mano, quale vernice o smalto, di un prodotto che impedisca al legno di assorbire l’umidità. Lasciate asciugare per un giorno in più di quanto usualmente richiesto per la sua asciugatura. Proseguite prendendo gli strumenti e i materiali. Questi ultimi sono: stucco vinilico (premiscelato come il DAP** o ogni altra marca di vostra preferenza), una coppia di pennelli economici in nylon di misura da 1 cm e 2 cm, anche fino a 4 se necessario, una spatola o un coltello a lama piatta o qualsiasi cosa possa fungere da paletta (io ne uso una di grandezza di 10 per 23 cm) che permette di rendere lisce grandi aree. Per ultima una vecchia bottiglia dotata di spruzzatore come quelle utilizzate per i prodotti per la pulizia della casa. Adesso siete pronti per fare una ”gettata”.

Questa base non finita mostra gli elementi durante la sua costruzione. I fori centrali aiutano nel rimuovere il modello dallo stucco ed in seguito, con dei perni a mantenerlo al suo posto. La cornice può essere separata dalla base per poter essere impiegata con altri modelli

Mettete il modello sulla base nel modo nel quale lo vorrete esporre ed evidenziate la linea dello scafo. Quindi cercate dei piccoli fori approssimativamente nel centro della linea che avete evidenziato. Questi vi permetteranno di rimuovere il modello quando in seguito sarete alle prese con lo stucco. Una digressione: successivamente utilizzo questi fori riempiti con tubi di plastica per mantenere in posizione il modello, evitando che possa urtare, mentre viene trasportato ai vari meeting o alle gare.

Qualcosa come una punta da 3 o da 1,5 mm è quello che impiego per fare questa operazione. I vostri modelli potrebbero però richiedere punte differenti. Appoggio ora lo scafo o il modello in parte completato alla base, lo giro e foro, utilizzando i fori precedenti, la parte inferiore del modello. Dopo di ciò, ogni volta che posiziono il modello sulla base questo viene mantenuto in posizione dai perni. Per le installazioni permanenti incollo il modello ed i perni alla base.

Ora pianificate in anticipo. Il vostro modello sarà all’ancora oppure in movimento nell’acqua ? Questa decisione influenzerà il modo nel quale stenderete lo stucco. Per esempio se si muove a forte velocità si formerà un onda davanti e una scia a poppa. pertanto dovrete spalmare più stucco davanti alla prua e spingere il modello nello stucco per creare l’onda.

Il modello di Bert non è attaccato alla base finita. Questo può essere utile se voi avete due o più modelli della stessa classe, in quanto vi permette di usare la stessa base per differenti modelli. Il nastro da mascheratura è usato per aiutare a rimuovere la base dalla cornice

Spargete su tutta la base, tranne che all’interno dell’area dello scafo del modello, uno stato di stucco di circa 3 mm sempre tenendo presente il fattore ”movimento” sopra descritto. Mettete il modello nella ”sua” zona e pressatevelo, quindi riempite e lisciate ogni spazio attorno al modello. Prendete uno dei vostri pennelli, il più largo, e iniziate a realizzare corte e leggere pennellate per fare le onde. Tenete presente che molti velivoli (e questo vale anche per le portaerei) decollano controvento così le vostre pennellate per creare le onde devono formarsi con direzione da davanti a dietro. Picchiettate in basso e alzate verso all’indietro e, come potete, rompete il contatto con lo stucco, immergete di nuovo il pennello e continuate con la prossima onda. Continuate finché non avete l’intera base coperta dalle onde.

Se lo lasciate riposare per qualche minuto lo stucco tenderà a diventare liscio per cui se smettete troppo presto aspettatevi che la ”cosa” assuma l’aspetto di un giorno di mare calmo nella baia. Se invece continuate troppo, e lo stucco inizia a seccare, vi ritroverete con un mare piuttosto ”mosso”. L’aspetto divertente di tutto ciò è che voi potete ottenere l’effetto desiderato solo controllando il tempo di lavorazione dello stucco. Adesso rilassatevi perché se l’aspetto ottenuto è troppo calmo o ”mosso” per i vostri gusti, spruzzateci sopra un poco di acqua e stendete un nuovo, sottile, strato di stucco e ricominciate a lavorarlo. Lo stucco aderirà da solo. Ricordatevi anche che c’è la scia dietro il modello. Io prendo il pennello e lo passo semplicemente in linea retta con un movimento in avanti e all’indietro nella zona posteriore del modello mentre lo stucco è ancora morbido. Nell’allontanarsi dalla poppa del modello si deve utilizzare meno forza in quanto l’acqua della scia tende a stabilizzarsi. Questo passo va ripetuto finché non avrete delle onde ben definite.

Un giorno o due dopo potete provare a rimuovere il modello. Per farlo mettete poca acqua sulla prua/parte frontale del modello e mentre tenete la parte anteriore della base alzata lasciate che l’acqua scorra all’interno lungo i lati del modello. In questo modo state rendendo più morbido lo stucco in modo da facilitare un poco togliere il modello. Provate a spingere o a sollevare dal basso (probabilmente attraverso i fori della base e mantenete il getto dell’acqua finché il modello inizia a muoversi). Alcuni tipi di stucco restano incollati al modello così mantenete la base ferma con una lama piatta mentre spingete il modello. Quando il modello è stato rimosso ripulitelo da ogni eccesso di stucco e lasciate asciugare per un giorno.

Rimettete quindi il modello al suo posto e rifinite tutti i ”danni” che si sono creati tra i lati del modello e l’ ”acqua”, lasciate quindi nuovamente asciugare. In seguito provate ad estrarre il modello come fatto in precedenza utilizzando nuovamente l’acqua. Prima o poi riuscirete ad estrarre il modello senza rovinare l’ ”acqua”. Quando siete giunti a questo punto lasciate asciugare la base per molto tempo in modo che lo stucco asciughi veramente. Se dipingete l’ ”acqua” troppo presto la mistura potrebbe filtrare attraverso la vernice causando un effetto ”pelle di coccodrillo”. utilizzate questo periodo per completare il modello, verniciarlo e tutto il resto. Adesso ho due basi che saranno pronte per la fine del mese. Quando i modelli saranno terminati solo allora colorerò le basi.

Il prodotto finito. La nave giapponese di Bert ha un aspetto molto convincente sulla sua base d’ ”acqua”

Adesso viene la parte dove tutti voi diventate artisti: dipingere il colore dell’acqua. Io utilizzo esclusivamente colori lucidi e, dopo che sono stati applicati i colori, una leggera finitura finale con il trasparente lucido. Di quale colore però è l’acqua ? Blu ? La mia risposta è ”un tipo di …”, una sorta di …”, ”qualche volta” o qualcosa di molto ambiguo. Per fare un esempio ho chiesto a mio figlio e a pochi suoi compagni di corso quale colore avevano visto sull’oceano quando erano in navigazione. Quattro persone mi hanno dato quattro risposte diverse. La crociera atlantica ha fatto emergere queste risposte ”un tipo di blu acciaio”, ”un grigio-blu”, ”un verde-grigio blu”, ”solo giallo,verde e beige” (l’ultimo aveva sofferto di mal di mare). Per il Pacifico le risposte sono più colorate: ”blu reale”, ”blu cadillac scuro”, un ”profondo blu azzurro con un tocco di verde”, non ho dubbi che l’ultimo sia un vero artista in piena attività. Il Mar Cinese Meridionale è stato definito come ”verde-giallastro” e ”blu sporco” e la discussione potrebbe andare avanti per sempre. Io quindi faccio così: vedo delle foto a colori della nave nell’area che viene mostrata. Osservate le brochures di viaggio o semplicemente un buon film (a colori) che sia ambientato nella zona nella quale il vostro modello si dovrebbe trovare, se il film è stato effettivamente girato nei luoghi nei quali si svolge la storia. Guardate realmente l’acqua: sarete sorpresi da quanto vedrete.

Se non siete sicuri su come applicare il colore spruzzate semplicemente in una direzione, per esempio partendo da davanti, in blu scuro e poi nella direzione opposta con una leggera passata di verde scuro. La cresta delle onde potrebbe ricevere una quantità di verde leggermente elevata. Questo è corretto in quanto le acque poco profonde non sono, a volte, molto ”blu”. Ho usato ogni tipo di vernice, da quelle vendute nei negozi di hobbystica ai colori per modellismo, sia spray che in boccetta. Evitate i colori troppo brillanti quali il ”royal blu”, ”verde felce” o simili: utilizzate i colori scuri, in particolare con le scale più piccole.

Quando il colore è asciutto, vi serviranno da tre a sei leggeri passaggi di trasparente lucido per ottenere una buona copertura, molto dipende dalla scala con la quale lavorate. Per le scale più grandi servono più passaggi. Ad ogni passaggio lasciate il tempo per far si che asciughi completamente. Se il modello è in ”movimento” vi servirà una scia o un ”sentiero di schiuma” in quanto l’acqua salata è molto ”morbida”, a meno che voi non dobbiate atterrarvi sopra naturalmente. Nella parte attiva della scia, diritto davanti alla prua e alla poppa e sulla cresta delle onde utilizzo il colore bianco opaco. Consiglio di impiegare una aeropenna per effettuare questo lavoro in modo da rendere più leggera e meno definita l’applicazione del colore. Nuovamente prendete come riferimento le foto di una nave o di mezzo anfibio in navigazione e capirete cosa intendo dire. Le navi hanno un modo unico di creare le onde laterali e della scia, così di nuovo verificate con delle fotografie.

Bert impiega vernici lucide, in una grande varietà di colori ed anche in una ampia gamma di produttori, per ottenere la sua acqua realistica. Questa piccola base mostra un Catalina in scala 1/700

All’inizio ho citato la cornice della base. Di solito la realizzo con un tagliangoli per usi domestici in quanto dispone di molte e diverse forme tra le quali scegliere. Spero che abbiate accesso ad una sega con la quale tagliare e mettere a posto la cornice.

Una nota finale: molti mi chiedono perché io uso questo metodo. Naturalmente perché è poco costoso. Posso usare la stessa base nuovamente se realizzo un’altra nave della stessa classe, cosa che faccio spesso. In altre parole lo mantengo finché mi è utile. Anche io dipingo i modelli e le basi già uniti ma mascherare uno dei due è più complicato di quanto preferisco. Con questo metodo posso fare una cosa alla volta e questo per me funziona.

Nota biografica dell’autore:

Bert McDowell ha realizzato modelli a partire dagli anni’30 ed è membro dell’SVSM dal 1977. L’interesse principale di Bert è diretto verso le navi ”Waterline” e le costruisce dal periodo della seconda guerra mondiale. Ha costruito, occasionalmente, anche degli aeroplani ma solo per i suoi modelli di portaerei.

Fonte:
L’articolo originale è alla pagina http://www.svsm.org/articles/water/water.html del sito http://www.svsm.org. Si ringrazia per l’autorizzazione alla traduzione.

Fonti fotografiche:

Le foto utilizzate nell’articolo sono state realizzate da John Heck ed utilizzate nell’articolo originale. Si ringrazia per la concessione all’utilizzo.

Note:

* L’autore utilizza il termine Spackle, che è il nome registrato di uno stucco prodotto dalla Muralo Company. Per quanto ho potuto leggere su Wikipedia però il termine è utilizzato anche come sinonimo di stucco.

** Altra marca di stucco.