FOTO DEL MESE
15 Novembre 2019
Show all

Ordine della Legion d’Onore – G.Centanni

Ordre national de la Légion d’honneur è la denominazione originale con cui Napoleone Bonaparte, Primo Console, ricostituì con Decreto del 19 maggio 1802 il primo ordine della Repubblica Francese dopo che la rivoluzione aveva abolito tutti gli antichi ordini cavallereschi religiosi come quelli di San Michele, di San Luigi (da cui la Legion d’onore riprese il nastro rosso), di San Lazzaro, di Santo Spirito e del Monte Carmelo. Nel decreto era sancito che la riconoscenza dovesse essere conferita a donne e uomini, sia cittadini francesi sia cittadini stranieri, per meriti straordinari nella vita militare e civile. Differiva dal conferimento degli antichi ordini cavallereschi proprio per la sua assoluta mancanza di limitazioni di ordine religioso e di classe sociale. Tutti i meritevoli potevano ricevere il riconoscimento, non solo i militari, ma anche gli imprenditori, gli uomini politici, gli scienziati e i prelati che si fossero particolarmente distinti per il proprio valore e merito personale.

La volontà di Napoleone fu quella di creare una struttura diversa da quelle tanto odiate ed abolite dalla rivoluzione alle quali accedevano solo i nobili e gli alti prelati. Decretò quindi che la Legiòn d’Onore fosse costituita come una corporazione di persone e non come un ordine cavalleresco, affinché non si potesse dar luogo alla generazione di nuove schiere di nobili. Fu quindi organizzata inizialmente in quattro classi sul modello della Legione Romana, con legionari, ufficiali, comandanti, coorti regionali e un gran consiglio a capo (dopo la caduta di Napoleone Bonaparte il Gran Consiglio venne sostituito dal Gran Maestro, carica che attualmente è ricoperta dal Presidente della Repubblica Francese in carica). Ogni insignito riceveva la corrispondente nomina e lo stipendio come di seguito indicato:

  • 5.000 franchi per un grand’officier (grande Ufficiale)
  • 2.000 franchi per un commandant (Commendatore)
  • 1.000 franchi per un officier (Ufficiale)
  • 250 franchi per un légionnaire (Cavaliere)

Con il decreto pubblicato il 30 gennaio 1805, venne istituita la quinta classe della Legion d’onore, la Grand Decoration. Questa decorazione, consisteva nell’insegna da cavaliere applicata su una grande fascia e completata da una placca da petto in argento e fu largamente conosciuta col nome di Grand Aigle, ma sul finire dell’anno 1814 ottenne il nome di Grand Cordon. Con la proclamazione dell’Impero francese nel 1805 ed il successivo ripristino della nobiltà nel 1808, il conferimento della Legion d’onore diede anche diritto a portare il titolo di “Cavaliere dell’Impero” (Chevalier de l’Empire), titolo che diveniva ereditario se l’insignito poteva vantare una rendita di almeno 3.000 franchi.

Cordone della Grande Aigle appartenuta al Maresciallo Ney
Placca da petto della Grande Aigle appartenuta al Generale Mortiér

La volontà di Napoleone di dissociarsi dal passato la si ritrova anche nel disegno dell’insegna stessa nella quale non doveva essere rappresentata la croce cristiana come per tutti gli antichi ordini. Tra i vari disegni presentati a Napoleone egli scelse la stella a cinque braccia con la forma ripresa dalla croce di Malta.

Insegna del 1° Tipo
Insegna del 2° Tipo
Insegna del 3° Tipo
Insegna del 4° tipo

Diede poi incarico di produrre per se stesso, per gli uomini di sua fiducia e per gli alti ministri dell’Impero, un preziosissimo collare in oro. Risulta dagli archivi storici che solo 15 collari vennero attribuiti fino al 1815 anno in cui questa insegna venne abolita.

Collare appartenuto a Napoleone conservato al Musée de l’Armée

Moltissime autorevoli persone ricevettero l’onorificenza e sempre dagli archivi si è potuto stabilire che almeno tre donne che combatterono con le armate di Napoleone ricevettero la Legion d’onore, e che ritengo doveroso in questo breve scritto ricordare : Virginie Ghesquière, soprannominata “Joli Sergent”, Marie-Jeanne Schellinck, insignita dell’ordine nel giugno 1808 da Napoleone in persona, e la monaca suor Marthe Biget che per l’aiuto reso ai feriti di ogni nazione ricevette altresì riconoscenze anche dai sovrani di Russia, Prussia e Austria.

Giulio Centanni