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Shuttle Imperiale Tydirium – α-Team Model Productions

-[b][size=xx-large][color=000099][font=Arial]Shuttle Imperiale Tydirium[/font][/color][/size][/b]

[i][b][size=x-large][color=000099][font=Arial]Autore: α-Team Model Productions[/font][/color][/size][/b][/i]


Ispirati dalla famosissima serie di film di Gorge Lucas, noi del’Alfa Team, un simpatico gruppo di modellisti appartenenti all’Alfa Model Club di Roma, decidemmo di realizzare questa astronave, diventata uno dei veicoli più famosi dalla famosa saga di Star Wars.

Lo shuttle, durante il volo, presenta una bizzarra forma triangolare, grazie all’ala centrale, che rimane fissa in posizione verticale, mentre le due ali laterali ruotano al di sotto del corpo principale.
In fase di atterraggio le due ali si riportano in posizione verticale, dando all’astronave un’aria particolarmente aggressiva, grazie anche al suo numeroso armamento difensivo, costituito da 10 cannoni laser distribuiti sia anteriormente che posteriormente.


[i][b]α-Team Model Productions [/b][/i]

Lo shuttle imperiale veniva impiegato come mezzo di trasporto dell’imperatore Palpatine e del suo braccio destro, Darth Vader.
Nel VI° episodio di Guerre Stellari: “Il ritorno dello Jedi”, era stato utilizzato dai ribelli per infiltrarsi sulla luna boscosa di Endor, dove erano stati costruiti i generatori degli scudi protettivi della seconda Morte Nera.
Per la realizzare questo modello è stato necessario superare molte difficoltà sia progettuali che costruttive, dovute al fatto che si è voluto riprodurre, in grandi dimensioni (110x100x220 cm), tutti i movimenti che effettua il Tydirium, durante le scene del film.
La prima fase della creazione del modello ha visto un’accurata progettazione della struttura principale e lo studio dei materiali da impiegare per la costruzione; successivamente si è passati alla progettazione dei sistemi meccanici ed elettronici, per rendere possibili i vari movimenti effettuati dall’astronave.
Terminata questa parte preliminare, è iniziata la costruzione vera e propria della struttura portante del corpo centrale e del muso, eseguita utilizzando un sistema di ordinate in legno, lo stesso metodo utilizzato per la costruzione dei modelli navali, in grado di sopportare le notevoli sollecitazioni a cui sarebbe stata sottoposta la struttura in seguito, dovuto anche dal considerevole peso del modello ultimato.

Le ali sono state realizzate con una struttura reticolare il listelli di ramino, interposta tra due fogli di compensato da 4mm, in modo da risultare robusta ed elastica; inoltre, la giunzione tra i due tronconi di ala, quello corto e quello terminale più lungo, che formano un angolo di 140°, è stata rinforzata con due staffe di ferro, per ogni ala, opportunamente sagomate.
Altre tre staffe sono state inserite alla base di ogni ala per consentire il fissaggio delle stesse sul cilindro di nylon da 40mm di diametro usato come perno di rotazione.
L’ala centrale, realizzata con lo stesso metodo di quelle laterali, è stata fissata alla base del corpo dell’astronave con due staffe di metallo.
Dopo aver realizzato la struttura principale del modello, è iniziata la parte più impegnativa della realizzazione, ovvero la costrizione dei sistemi meccanici ed elettronici.
Per ottenere i movimenti e gli effetti voluti, sono stati utilizzati quasi solamente motorini e parti meccaniche prese da elettrodomestici rotti; all’interno del corpo dell’astronave, un motore di un’alza cristalli elettrico permette l’avvolgimento ed il rilascio dei tiranti collegati alle ali che, scorrendo all’interno della pinna centrale, ne consentono il movimento.

Sempre nel corpo centrale è stata inserita un’ordinata per il meccanismo che aziona la discesa dei carrelli e la contemporanea apertura dei portelli, mentre il motorino che aziona la passerella, situata sotto il muso, per la salita dei passeggeri, è stato posto all’interno del muso stesso.
Tutti i movimenti meccanici sono stati equilibrati e resi autobloccanti attraverso l’utilizzo di microinterruttori posti in corrispondenza del fondo corsa dei vari accessori mobili.
Inoltre, sono state inserite alcune luci guida sulla passerella e delle luci di posizione, impiegando dei led, mentre per simulare la luce dei motori è stato inserito un mini neon, posto dietro ad una mascherina di plexiglas resa opaca e poi dipinta in azzurro.
Terminata la realizzazione della struttura portante e di tutti i meccanismi elettronici, è iniziata la costruzione del rivestimento esterno, interamente riprodotto con fogli di plasticard (styrene) da 0,5 ed 1 mm (in totale quasi 12m²), ritagliati e pennellati con l’ausilio di un tiralinee ed incollati sullo scheletro di legno con colla bicomponente epossidica e cianoacrilica.
Per dettagliare ulteriormente lo shuttle, sono stati incollati sulla superficie dei componenti elettronici ed alcuni particolari più complessi, stampati in resina su dei modelli originali scolpiti con la plastilina per artisti.

L’astronave è stata poi dipinta con una mano di fondo bianco, poi rifinita con l’applicazione di diverse tonalità di grigio acrilico ad aerografo, stese sulle pennellature e le parti più nascoste.
Infine con i colori ad olio e il carboncino, sono state riprodotte macchie, scrostature, ossidazione, colature ed altri effetti di usura.
Alla fine, l’astronave è giunta a pesare ben 35Kg e per realizzare il modello sono stati impiegati circa tre mesi, con ben 2400 ore di lavoro complessive.

Gli autori dell’impresa: [[i][b]α-Team Model Productions (Daniele De Paola, Paolo Martinelli, Stefano De Porcellinis & Luca Milazzo)[/b][/i]

[i]Articolo uscito su “Tutto Modellismo”[/i]

Per vedere tutte le foto: http://www.alfamodel.it/modules/xg2.1/index.php?g2_itemId=11670