Dipingere lo Shooting Star: come lavorare con l’Alclad su un F-80 dell’Airfix in 1/72 di Mike Grant

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Dipingere lo Shooting Star: come lavorare con l’Alclad su un F-80 dell’Airfix in 1/72 di Mike Grant

Dipingere lo Shooting Star: come lavorare con l'Alclad su un F-80 dell'Airfix in 1/72 di Mike Grant Traduzione di Vittorio De Santis

Molti dei kit che ho costruito nell’adolescenza erano prodotti dall’Airfix o dalla Matchbox, ma in una occasione decisi di acquistare qualcosa di più esotico: un P-38 in scala 1/48 realizzato dalla Nichimo, un produttore giapponese poco conosciuto. Come molti miei acquisti d’impulso dell’epoca, fui attirato dalla box art che mostrava un caccia di lucente metallo che volava a bassa quota. Non mi ricordo nulla della sua costruzione, tranne che per il fatto che non fui per niente soddisfatto dalla finitura finale del mio modello. Come per tutti gli altri kit, era dipinto a pennello, quasi sicuramente con uno smalto argento. Mi ricordo che la finitura sembrava fosse fatta di fettine e non assomigliava per nulla al metallo riflettente mostrato sulla box art.

Dalla lettura delle riviste di modellismo degli anni ’70 e degli anni ’80, era subito chiaro che non ero l’unico che lottava per riuscire ad avere una finitura in metallo naturale (FMN d’ora in poi) soddisfacente. Sembrava che questo tipo di finitura fosse l’elusivo santo Graal del modellismo statico in plastica. Oggi, con la disponibilità di aerografi a basso costo e di numerose vernici metalliche, non sembra più esistere lo stigma della FMN.

Durante gli anni ho provato molti differenti gamme di vernici metalliche esistenti, sono però tornato all’Alclad. Non è più difficile da applicare delle altre vernici (anche se deve essere applicato ad aerografo), è estremamente resistente e viene realizzato in molte differenti sfumature. Ha anche un odore molto potente e quindi è necessaria una ventilazione adeguata mentre l’utilizzo di una maschera per verniciatura è fortemente raccomandato.

Preparazione

Più che con altre finiture la FNM richiede una superficie libera da danni, in quanto ogni piccola imperfezione verrà amplificata. Anche la più minuta scrostatura, che è appena visibile, con la finitura ad Alclad verrà evidenziata come fosse una trincea. Usare la supercolla al posto dello stucco assicura che ogni area verrà carteggiata e lucidata con una finitura simile a quella della plastica del kit. Inoltre non sarà porosa, a differenza di molti stucchi in tubetto. Una volta finito il lavoro di carteggiatura e di incisione dei pannelli della fusoliera dell’F-80, sulla superficie viene passata una lucidatura finale utilizzando un panno della Micromesh.

Primer

Una mano di primer è un prerequisito per l’applicazione dell’Alclad. Sul modello dello Shooting Star ho usato il Tamiya Fine Surface Primer (grigio), applicandolo direttamente dalla bomboletta. Nonostante sembri all’inizio di averne applicato uno strato troppo spesso, dopo pochi minuti si stende in modo magnifico ed asciuga fino ad ottenere una finitura satinata e resistente. Sfortunatamente la bomboletta non ha la precisione di un aerografo e alcune zone non vengono coperte, in particolare quelle vicine alle prese d’aria e le cavità dei vani dei carelli. Una piccola quantità di primer viene quindi fatta decantare e aerografata su queste zone, fino ad ottenere una solida copertura totale.

Una volta che è asciutto e si è ottenuta una finitura molto liscia, il primer viene lucidato con il panno della Micromesh. Infine sul modello viene applicata una generosa quantità di Polly S Plastic Prep, un prodotto per la pulizia antistatico che evapora velocemente con il quale si rimuove ogni traccia di grasso.

Passiamo l’Alclad

Una volta mescolato, l’Alclad può essere aerografato su ogni vernice, realizzando una finitura sottile fino a che si ottiene una solida copertura. Il prodotto è già diluito e pronto per essere utilizzato direttamente dal barattolino. A causa delle pesanti particelle metalliche disciolte nel diluente, che si depositano sul fondo, l’Alclad nel serbatoio dell’aerografo deve essere mescolato spesso, mentre viene spruzzato e in particolare se utilizzate un aerografo alimentato a gravità.

Uno dei grandi vantaggi dell’Alclad è costituito dal fatto che asciuga quasi immediatamente, con una finitura molto resistente. Cinque minuti dopo averlo spruzzato vi ho applicato del nastro per mascherature e non ho mai avuto nessun problema di sfaldamento o di scrostature della vernice quando poi lo toglievo.

Sull’F-80 ho usato due sfumature di Alclad: Aluminium come vernice base e White Aluminium per lumeggiare, a caso, alcuni pannelli. La differenza tra loro è minima (sicuramente troppo leggera per essere notata nelle fotografie), così ho aggiunto al White Aluminium due gocce di lacca bianca, creando un contrasto maggiore.

Finitura

A differenza di altre finiture metalliche, con l’Alclad non è necessaria una mano di sigillante. Come detto è molto resistente e non si graffia, se toccato con le mani o quando vi applicate le mascherature. Comunque l’applicazione della decals crea un problema perché nonostante il modello ha di per sé una finitura lucida, il film delle decals si evidenzia in modo deciso se posizionato direttamente sull’Alclad. L’unico modo per evitarlo è quello di eliminare l’eccesso del film, prima di applicare le decals direttamente sulla finitura metallica. Però questo si può fare solo sui simboli più grandi ma non si può fare, per esempio, sui gruppi di numeri stencil. Applicare sopra una finitura lucida ridurrà, di poco, la natura metallica della verniciatura ma, personalmente, preferisco sacrificarla per un maggiore realismo dei simboli, che sembreranno dipinti direttamente sopra il metallo.

Con le decals in posizione si potrà applicare una copertura finale di trasparente. Foto di F-80 della guerra di Corea mostrano che molti aerei non venivano lucidati fino ad ottenere una finitura molto riflettente, ma non erano certamente opachi o senza alcuna lucentezza, poche gocce di finitura opaca, aggiunte a quella lucida, ne abbasseranno il livello di lucentezza.

Come applicare l’Alclad

Sebbene la prima mano di primer sia stata applicata direttamente dalla bomboletta, è necessario farne decantare un poco per poterlo poi passare con l’aerografo. Un pezzo di una cannuccia è stato montato con del nastro adesivo sulla capsula.
Il barattolino è stato coperto con il nastro. Nel centro della copertura è stato ricavato un piccolo foro. Questo coperchio temporaneo evita che, una volta azionata la capsula, fuoriescano nuvole di vernice e di vapore.
Una volta che avete raccolto abbastanza vernice nel barattolino si passa a togliere il gas. Agitare delicatamente il barattolino fa sì che si formino bollicine di gas propellente, che salgono verso la superficie disperdendosi. Eliminare del tutto il propellente può richiedere diverse ore.
Una combinazione di bomboletta e aerografo fa si che si crei una copertura resistente. Il Tamiya Fine Surface Primer è disponibile anche in bianco.
Il panno per la pulizia della Micromesh è disponibile in sei gradazioni e possono essere usate progressivamente dalla più grossolana alla più fine. Il risultato sarà una superficie perfettamente liscia.
La ”Plastic Prep” viene applicata con un pennello piatto e lasciata asciugare all’aria, cosa che richiede 10 minuti.
L’Alclad Aluminuim viene usato come colore di base. E’ disponibile anche una tonalità di Polished Aluminuim, ma io cercavo di ricreare la finitura meno riflettente dei jet che erano in servizio in Corea.
Le differenti sfumature delle ali e della fusoliera sono difficili da distinguere nella fotografia, ma forniscono un leggero contrasto nella tonalità e nel colore del modello.

Fonte: L’articolo originale si trova alla pagina http://www.ipmscp.org.za/home/modeling-tips e sul sito dell’autore: Mike Grand Decals – http://www.mikegrantdecals.com