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Autocostruire in scala 1/76 di Andy Lang – Parte 3 di 4

Parte 3 – Realizzare le sospensioni

1. L’autocostruzione delle sospensioni di un modello è un microcosmo che mette in evidenza le sfide ed i premi che si incontrano in questo aspetto di questo hobby. L’attività di costruzione può essere senza alcun dubbio una attività noiosa e che fa consumare molto tempo ma il risultato finito può dare una grande soddisfazione.

Le più semplici possono essere le sospensioni che possiamo chiamare ”grandi ruote” (come i carri che adoperano il sistema Christie come il britannico A13 o i carri russi della serie BT) ed i veicoli con sospensioni con le barre di torsione. Questi veicoli hanno sospensioni nascoste all’interno dello scafo con solo le ruote a vista. All’altra estremità della scala ci sono i modelli più complessi, quelli le cui sospensioni comprendono un grande numero di piccole ruote sostenute da molle e bracci delle sospensioni – come i derivati del Vickers 6 ton, i carri italiani della serie M13/40 o i veicoli come il Matilda.

2. La tecnica usata per le sospensioni dei modelli non è differente da quelle che richieste per gli altri elementi del veicolo che dovranno essere riprodotti. Vanno però sottolineati alcuni punti. L’accuratezza dimensionale è particolarmente importante. Se, per esempio, le vostre ruote sono anche di poco più grandi l’effetto sarà, nel migliore dei casi, molto evidente. Nel peggiore non sarà possibile inserirle nello scafo.

Il Crusader dell’Airfix è un buon esempio – le ruote sono ben stampate ma hanno un diametro di 3/4 mm più grande. Il progettista del kit ha cercato di aggirare questo problema creando uno scafo più lungo di 4 mm, se autocostruite uno scafo di un Covenanter o un A13 la dimensione è corretta, ma le ruote non si inseriscono nel modo giusto.

3. Una caratteristica ovvia delle sospensioni dei veicoli è che hanno un numero di componenti uguali. Provate ad assicurarvi che queste siano identiche anche sul vostro modello. Se mi sono necessari quattro bracci delle sospensioni li ottengo in questo modo: da un foglio di plasticard da 20 thou, segno tutti e quattro i bracci insieme con una sola linea centrale comune ed uso un divisorio per assicurarmi che sia le dimensioni che la lunghezza siano le stesse. Non tagliatene mai uno alla volta disegnando poi il contorno nella speranza di riprodurre esattamente la forma. In breve quando costruite le sospensioni utilizzate diligentemente le caratteristiche di cura, pazienza e accuratezza di chi si dedica all’autocostruzione al più alto livello.

Ruote

4. Il punto di partenza più logico nella costruzione delle sospensioni è la realizzazione delle ruote. Ogni volta che è possibile utilizzate o modificate le ruote di un kit commerciale, così vi risparmierete parecchio lavoro. La disponibilità di ruote adatte dipende da una serie di fattori. Il vostro prototipo quando viene costruito può avere le stesse componenti come se fosse un veicolo disponibile in kit. Alcuni carri russi BT hanno le stesse ruote dei successivi T34 e si possono usare quelle del kit della Airfix.

Anche se questo non è il nostro caso le ruote adatte possono essere sempre disponibili. Le ruote per il picolo T60 possono essere prese senza modifiche dal kit del Pzkpfw 2 o da quello del Wespe della Matchbox, con la ruota dentata ed i cingoli del Pzkfw I della Fujimi.

5. L’ispirazione a selezionare le ruote di un kit particolare (”la lampadina che si accende nel cervello”) è una qualità che si sviluppa con l’esperienza della autocostruzione e con la conoscenza dei kit disponibili sul mercato.

Alcuni kits sono particolarmente utili sotto questo aspetto – per esempio il Matilda II della Fujimi, l’Esci Pzkfw 35(t) sono delle buoni fonti di piccole ruote mentre le ruote e i cingoli del Pzkfw 1 della Fujimi possono essere usati su ogni modello di veicolo con sospensioni tipo Carden-Llyod.

6. Non disperate se ruote adatte non sembrano disponibili in quanto sarà probabilmente possibile modificare o convertire dei componenti di kit. In pratica l’unico requisito per trovare una fonte di ruote è data dal giusto diametro. Lo spessore, il cerchio e i dettagli, se necessari, possono essere sempre cambiati (dirò di più dopo).

Le ruote a raggi sono un problema perché si trovano solo in pochi kit in scala 1/76. Una fonte di ruote a sei raggi comunque sono le fotoincisioni (rif. MF 12) realizzate dalla Scalelink. Questo foglio contiene un assortimento di ruote a raggi tra i 2 ed i 6 mm di diametro. Essendo in ottone fotoinciso mancano della profondità e del dettaglio superficiale ma, se necessario, possono essere aggiunti in seguito.

7. Un punto da ricordare quando si realizzano le ruote (anche le sospensioni come insieme) è che sono tridimensionali – per esempio non scordate di verificare che tutti i componenti abbiano il corretto spessore. Questo è un punto di cui è facile dimenticarsi in quanto i carrelli sono di solito nascosti o si trovano sullo stesso piano dei cingoli e dei parafanghi. Curate questo aspetto evitando errori quali ruote e cingoli che sporgono oltre i parafanghi (tranne che sul carro russo KV-1 dove si suppone che lo siano)

Anche lo spessore del plasticard va deciso in precedenza. Lo spessore degli elementi delle sospensioni può essere calcolato sapendo che 20 thou corrispondono a 0,5 mm – 40 thou a 1 mm.

8. Ricordatevi che le ruote in alcuni kit non hanno sempre una elevata qualità e che potranno sempre essere modificate, anche se la loro configurazione è esatta. Per esempio i dettagli delle ruote del kit del T34 dell’Airfix sono eccellenti ma lo spessore di ogni singola parte della ruota è piuttosto variabile. Questi componenti possono essere assottigliati alla profondità corretta ed esatta mettendoli a faccia sotto in un ”pozzo” realizzato con due lamine di plasticard nel quale la parte superiore è della giusta profondità della ruota finita. La parte posteriore viene quindi carteggiata fino a quando è a livello con la faccia anteriore del ”pozzo”.

9. Come ultima risorsa è possibile autocostruire le ruote da dischi di plasticard. Devo ancora provare ma se decidete di farlo assicuratevi che i vostri dischi incisi abbiano tutti lo stesso diametro.

Un modo per farli rotondi è quello di usare una punzonatrice per i pellami o il set ”pounch-and-die” disponibile dai rivenditori Historex. In alternativa si può realizzare una ruota master e copiarla con la resina.

Ruota dentata & ruota di rimando

10. La ruota dentata e la ruota di rimando possono essere costruite usando una tecnica simile a quelle descritte sopra. Spesso fanno parte di configurazioni più complesse ma ne sono richieste solo due di ogni tipo. Di solito è utile rimuovere i denti dalla ruota dentata che si trovano vicino a quelle parti della circonferenza dove si agganciano i cingoli e per rendere il lavoro successivo un poco più facile.

Le ruote con i raggi in fotoincisione come detto sopra sono particolarmente utili in quanto un discreto numero di carri aveva o ha una ruota dentata a sei raggi, senza dubbio con lo scopo di risparmiare del peso. Ruote dentate piene concave possono essere realizzate con questi componenti di ottone mettendole sopra ad un ”pozzo” come descritto nel paragrafo 8 e spingendo in basso con forza sul centro della ruota, in questo modo si riesce a realizzare una profondità di circa 1 mm.

11. Per realizzare una ruota traente si può modificare una ruota piana di piccola sezione aggiungendo, se necessario, i denti. Realizzate una striscia di plasticard che abbia una sezione trasversale della forma esatta dei denti richiesti. Tagliate delicatamente questa striscia in ”fette” dello spessore di 15 – 20 thuo, come fossero fette di salame, non vi preoccupate se le ”fette” non hanno tutte lo stesso spessore.

Se vengono incollati attorno al bordo della ruota la giunzione che ne risulterà sarà piuttosto debole e un certo numero di denti potrà saltare via. L’intera ruota potrà essere irrobustita in maniera decisa incollando una piccola ”fetta” di plasticard sul lato della ruota opposto in modo tale che si formi un ”gradino” contro il quale si potranno incollare i denti della ruota. Una volta asciugata la parte frontale della ruota dentata l’eccesso di plasticard potrà essere delicatamente carteggiato fino a portalo a livello della ruota in modo che i denti abbiano la stessa profondità. Si potranno poi aggiungere i dettagli superficiali. Questa procedura è piuttosto noiosa all’inizio ma non è così lunga come potreste immaginare.

Elementi delle sospensioni

12. La tecnica sopra descritta potrà essere utilizzata per costruire un semplice modello di unità delle sospensioni. Tipologie di sospensioni più complesse sono quelle composte da una coppia o da quattro piccole ruote, sostenute dal braccio della sospensione e dalle balestre.

Di solito comincio disegnando lo schema della costruzione che mi da una idea di cosa verrà montato e cosa verrà sovrapposto. Questo inoltre aiuta a valutare quale sia lo spessore richiesto dai diversi componenti. Quando pianificate la costruzione provate a tenere in considerazione la solidità dei componenti finiti.

Come esempio considerate di realizzare le sospensioni di un carro medio italiano M13/40

13. Le sospensioni del carro M13/40 hanno una doppia coppia di ruote ed ogni coppia è unita da un supporto triangolare.

I supporti triangolari di ogni sospensione sono essi stessi collegati all’unità centrale (il supporto delle balestre, ecc.) dal braccio curvo delle sospensioni.

Per l’accuratezza della scala e per l’aspetto è desiderabile che il braccio della sospensione anteriore ed i supporti triangolari, che sono più vicini a chi guarda il modello, siano tagliati separatamente dal plasticard ed incollati insieme al giusto stadio della costruzione.

Comunque il braccio posteriore ed i supporti sono ampiamente nascosti dalle ruote e dalle balestre così non c’è ragione perché non possano essere tagliati come un singolo (sebbene complicato) pezzo di plasticard. Questo vi fornirà una base semplice per il successivo assemblaggio delle unità delle sospensioni e un loro forte ancoraggio allo scafo quando completate.

14. Per realizzare le balestre è meglio realizzare delle lamine dello spessore da 5 thou su una base dello spessore di 10 thou. Piuttosto che realizzare una serie di lamina una per una, è più facile e più accurato fare un singolo blocco di lamine della corretta sezione trasversale e poi tagliarlo a ”fette” per realizzare le singole molle.

Comunque assicuratevi che le lamine siano incollate con molta colla e che siano lasciate asciugare abbastanza a lungo perché altrimenti avranno la tendenza a de-laminarsi quando verranno tagliate in fette singole sotto la pressione della lama del tagliabalsa.

15. Una sfida nella produzione delle sospensioni a ruote multiple è quella di assicurarsi che lo spazio sia corretto ed uniforme.

Questo si può fare facilmente costruendo un piccolo sostegno che tenga ferme le ruote mentre vengano incollate ai supporti o ai bracci delle sospensioni. Questo sostegno può essere realizzato con una coppia di lamine di plasticard da 30 thou. Lo spazio della scanalatura è lo spazio richiesto tra le ruote e ricavato dal progetto.

Una volta asciugato le ruote verranno sistemate a faccia sotto nella scanalatura del sostegno che può essere tenuto in posizione, se necessario, con un piccolo pezzetto di Blu-Tack [nota:prodotto simile al Patafix].

Il supporto o il braccio della sospensione viene incolato sulla faccia posteriore delle ruote, state attenti a non incollare le ruote al telaio. Una volta secco il supporto e le ruote vanno rimosse prima di ripetere il processo. Normalmente uso questa tecnica per assicurarvi la ruota al supporto posteriore o al braccio (vedi sopra) quindi posizionate il pezzo anteriore ad occhio.

Montaggio dei componenti delle sospensioni

16. Il modo esatto nel quale i componenti delle sospensioni sono montati sullo scafo del veicolo dipenderà dal modello che state costruendo.

Comunque il primo passo sarà comune a tutti i modelli e comprende la costruzione di un altro sostegno (!!) per posizionare correttamente lo scafo sopra il terreno.

Per realizzare il sostegno utilizzo una combinazione di balsa e di plasticard. Le strisce di balsa sono usate per sistemare lo scafo alla giusta altezza mentre la base di plasticard e le piccole strisce fungono da superficie piatta e fungono da guida rispettivamente per le ruote mentre la colla si sta asciugando.

Lo scafo veicolo è temporaneamente fermato alla balsa usando delle piccole strisce di nastro biadesivo. Il vantaggio di questa sistemazione è che le ruote può essere sistemato a squadra e correttamente in piano, evitando l’aspetto ”ruote nello spazio” …

17. Le ruote grandi possono essere incollate sui lati dello scafo usando degli ”assi” fatti con plasticard – usate questo metodo dove possibile finché è facile realizzare lo spazio laterale corretto e solido. Comunque l’uso di questi dischi in congiunzione con le ruote piccole a volte presenta dei problemi. La sezione dei dischi piccoli imposta dal diametro di queste ruote (se queste ultime restano invisibili) significa che l’area della giunzione incollata è di per se piccola e relativamente debole. Comunque può essere rinforzata considerevolmente forando il disco e le ruote ed inserendo un piccolo asse realizzato con del plasticrod.

Forate i lati dello scafo prima di incollare l’insieme asse/disco in posizione. Se è necessario segnare la posizione dell’asse delicatamente sui lati dello scafo (evitando l’effetto ” ruote nello spazio”) ma il foro può essere leggermente sovradimensionato permettendo un poco di gioco nel posizionare le ruote.

18. Ci sono alcuni punti da tenere presenti per quanto riguarda le sospensioni a barre di torsione.

Per prima cosa ricordatevi che la configurazione delle sospensioni a barre di torsione inserite nello scafo implica che la posizione delle ruote, a destra e a sinistra dello scafo, non è speculare tra i due lati e che è una convenzione dei progetti mostrare di solito un solo lato del mezzo. Questo non dovrebbe rappresentare un problema in quanto la differenza nella posizione delle ruote sarà di solito evidente nelle fotografie.

In secondo luogo spesso l’asse delle ruote delle sospensioni con barre di torsione si trova esattamente in corrispondenza della base dello scafo e questo rende difficile forare i punti corrispondenti. Anche questo problema può essere facilmente superato montando in posizione eccentrica la combinazione di dischi di plastica/assi nella faccia interna delle ruote.

Segue …

THOU MM
5 0,12
10 0,25
15 0,37
20 0,50
30 0,75

Fonte

L’articolo originale è stato pubblicato sulla rivista Tankette edita dal MAFVA (http://www.mafva.net/). L’articolo tradotto è presente sul sito http://www.landships.freeservers.com/ alla pagina http://www.landships.freeservers.com/lang_on_scratchbuilding.htm. Si ringrazia l’autore e il presidente del MAFVA per l’autorizzazione alla traduzione.