102° Rgt. Fanteria della Linea – G. Centanni

 Il glorioso 102 ° Reggimento di fanteria fu creato durante la Monarchia nel 1791, formato per lo più da elementi della Guardia nazionale di Parigi.

Durante la Prima Repubblica a partire dal 1793, in seguito alla riorganizzazione dell'esercito, assunse la denomimazione  di 102^ Demi-Brigade (mezza brigata). Il suo organico venne incrementato fino al 1795 dal 2° battaglione della 51^ Demi-Brigade e dal 3° e 6° battaglione dei volonati del Var.

Un nuovo incremeto lo si ebbe durante il Direttorio, quando nel 1796 si diede luogo ad una nuova incorporazione di alcune unità della 59^ e della 177^ Demi-Brigade.

Con la nascita dell'Impero,  Napoleone iniziò la riorganizzazione dello Stato e delle Leggi  di Francia ed anche l'esercito subì una nuova riforma militare e nel 1803 tutte le unità denominate Demi-Brigade presero il nome di Reggimenti della Fanteria di Linea, ivi compreso il 102°.

Dal 1803 al 1815 il Reggimento fu comandato dai Colonnelli:

Jarlas nel 1803,

Cattaneo nel 1805,

Espert nel 1806,

Maréchal nel 1812,

Susbielle nel 1815.

Nel 1805 questa unità venne incorporata nell'Armata d'Italia, prendendo parte al passaggio dell'Adige, alla Battaglia di Caldiero e ai combattimenti di Gradisca. Dal 1806 al 1808 fu assegnata all'esercito di Napoli, dove si distinse negli scontri di Rocca-Gloriosa, Capestrenno, Terriolo e  Brancaleone, prendendo parte anche all'assedio di Fiume-Freddo e all'invasione di Capri.

Ancora nel 1809 rientrò nei ranghi dell'Armata d'Italia, dove partecipò alle Battaglie di Sacile, di Soave e di Malborghetto, e poi ancora alla Battaglia di Raab e alla grande battaglia di Wagram.

Dal 1810 al 1814 il Reggimento fu inviato in Spagna (1 ° e 2 ° battaglione). Dal 1813 al 1814, il 3 ° ed il 6 ° battaglione rimasero in Italia combattendo contro gli austriaci a Tarvis, Villach e Bassano, mentre il 4 ° battaglione seguì la Grande Armata in Germania prendendo parte alle battaglie di Butzen e Lipsia.  Nel 1815, questo Reggimento fece parte del corpo di osservazione del Giura distinguendosi negli scontri di Dannemarie, Valdieu e Belfort. Una gloriosa storia nella quale sono menzionate solo le battaglie più famose.

Anche uniformi e bandiere nei vari processi di riforma subirono delle variazioni e qui di seguito si riportano alcuni esempi a partire dalle uniformi e drappo del periodo repubblicano per poi continuare con uniformi e drappi durante l'Impero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Medesimo discorso lo si ripropone anche per copricapi. Infatti dapprima era stato adottato il bicorno di panno nero per i fucilieri e volteggiatori ed il berrettone di pelo d'orso (bonnet d'ourson) per i granatieri e zappatori. Con la prima riforma del 1805 la fanteria ricevette la prima versione degli Shako con placca in ottone a losanga che riportava il solo numero del Reggimento  come quello che segue, mentre il berrettone venne mantenuto ma aumentato nelle dimensioni.

Ma Napoleone era sempre alla ricerca di migliormenti che potessro dare lustro al suo esercito e ben presto venne adottata una nuova placca contenente l'Aquila Imperiale che poggia sulle folgori luccicanti di Giove, con al petto la grande N ed in basso il numero reggimentale, montata sui copricati a decorrere dalla primavera del 1810.

Qui la si può vedere montata su uno shako.

Ma la vita della uniformi napoleoniche fu molto travagliata ed un nuovo decreto del 1812 introdusse  una nuova importante riforma, ideata dal Colonnello Etienne-Alexandre Bardin Comandante del Reggimento dei Pupilli della Guardia Imperiale il quale già dal 1811 era stato incaricato di formare una commissione di studio per migliorare la portabilità e l'utilizzo delle uniformi. Anche le placche degli Shako subirono una nuova modifica e l'Aquila Imperiale che prima era contenuta all'interno della losanga, ora era stata ingrandita e posta al di sorpa del numerale del Reggimento.

L'esemplare riportato in alto è una placca da Ufficiale a fusione unica, mentre qui di seguito potete vedere un altro esemplare, molto raro, con i numeri applicati in rilievo, sotto ai quali si possono intravedere altri fori che probabilmente alloggiavano una precedente numerazione, e ciò era molto probabile posto che gli Ufficiali spesso venivano spostati da un Reggimento ad un altro secondo il bisogno oppure in seguito ad una promozione.

Recentemente è stata venduta da un noto venditore di cimeli napoleonici anche una particolarissima placca da giberna dei Cacciatori del 102° Reggimento, probabilmente risalente al primo periodo dell'Impero.

Anche i bottoni subirono numerose variazioni a partire dalle prime versioni con numero centrale e nel contorno la leggenda REPUBLIQUE FRANCAISE  o solo R.F.,  sostituite poi dalla leggenda DEMI-BRIGADE delle quali non ho al momento immagini,  fino ad arrivare alla versione imperiale che riportava solo il numero del Reggimento. Qui di seguito la versione da truppa in lega di bronzo a fusione unica, che era in tre misure, 11/12 mm per il gilet, 16/17 mm per i polsini e tasche e 22/23 mm per la giacca e la versione da Ufficiale con lamierino dorato e fondello in legno o lega con medesime misure.

Concludo con uno spettacolare documento originale risalente al 15 febbraio 1809, epoca in cui il Reggimento si trovava nei ranghi dell'Armata d'Italia.

Gli Ufficiali e Sottufficiali della compagnia richiedono al Consiglio di Amministrazione del Reggimento la valutazione della posizione del Soldato Nicolas Cazeaux  del 102° di Linea, 4° Battaglione, 1^ Compagnia, il quale è stato ferito, con tre colpi di sciabola, da due o tre banditi nei pressi di Forlì mentre svolgeva il suo compito di guardia al magazzino delle polveri da sparo. Le ferite riportate nell'aggressione del 10 gennaio 1809 non gli consentono più di prestare servizio attivo. Molteplici firme, tra le quali un Tenente e due Capitani del Reggimanto.

Grazie per l'attenzione.

Giulio Centanni

 

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