Bottoni e placche delle uniformi del Regno Italico 1805-1814 – G. Centanni

Ultimo aggiornamento del  01 luglio 2017.

Il Regno d'Italia nasce il giorno 18 maggio 1805 quando una deputazione della Repubblica Italiana, recatasi appositamente a Parigi, offre a Napoleone I° Imperatore dei Francesi la Corona di Re d'Italia.
Napoleone accetta ed il 26 maggio 1805 si cinge la testa della Corona Ferrea.
Il regno si sciolse il giorno 11 aprile 1814 in seguito alla sua prima abdicazione a Fontainebleu.
Durante questo periodo tutte le uniformi italiane vennero dotate di appositi bottoni, modulo piccolo da 16/17 mm e modulo grande da 22/23 mm e placche romboidali dette a losanga per quasi tutti i reggimenti della linea. La Guardia Reale adottava placche molto simili alla Guardia Imperiale francese.
Per semplicità dividerò la trattazione in base all'organizzazione più o meno definitiva che l'esercito ebbe successivamente al 1808-1809 e fino alla fine del Regno.

TRUPPE DI LINEA

FANTERIA DELLA LINEA
I sette reggimenti della fanteria di linea indossavano bottoni che rappresentavano il numero del Rgt di appartenenza sormontato dalla corona ferrea e vennero prodotti in due varianti, a 5 o a 7 punte. I bottoni erano contornati da una collana di perline.

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Anche sulle placche da shako era indicato il numero del reggimento sormontato dalla corona. Seguono le solo immagini note.
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Placca del 3° Rgt Fanteria della LineaL'appartenenza all'esercito per i soldati era motivo di grande privilegio, soprattutto per gli ufficiali, i quali di loro iniziativa, si facevano personalizzare alcuni oggetti della vita quotidiana dagli incisori più abili. E' il caso dell'anello in argento del 2° Rgt. fanteria di linea e delle placchette di guarnizione dei calci delle pistole sempre del 2° e anche del 3° Rgt,  presumibilmente appartenuti tutti a degli ufficiali.

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Piece de Pouch 2° linea

Piece de Pouce 2

Esistono poi esemplari di placca, noti quelli del 1° e del 2° Rgt fanteria della linea che vennero adottati a partire dal 1812 non più a losanga ma con aquila con la testa rivolta a destra, come tutte le aquile italiche, mentre l'aquila francese è sempre rappresentata con testa rivolta a sinistra. Al centro dell'aquila si nota poi la tipica corona ferrea del regno italico. In basso, nel campo, è indicato il numero del Rgt

Placca 1° Rgt Fanteria di Linea 1812 Museo Zaragoza

 

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I bottoni della truppa erano fabbricati con fusione unica in varie leghe di stagno, mentre i bottoni degli ufficiali erano composti da due parti, il fondello realizzato in metallo duro ma a volte anche in legno e la placca superiore in metallo pregiato (lega di argento).

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Segue un bellissimo esemplare di gorgera da Ufficiale del Granatieri reggimentali del 3° Rgt. di Linea. La catalogazione dell'oggetto è stata molto dibattuta nel mondo collezionistico. Secondo alcune fonti, compresa la casa d'aste che l'ha venduta, si tratterebbe di gorgera da Ufficiale dei Granatieri della Guardia Reale, ma a parere dello scrivente, e di altre autorevoli fonti, non può riferirsi alla Guardia Reale in quanto nel proprio organico la Guardia annoverava un solo Rgt. di Granatieri. La gorgera da Ufficiale dei Granatieri della Guardia è invece riportata in appresso.

Gorgera Ufficiale Granatieri reggimentali del 3° di linea -800+ Hermann H.

La medesima considerazione si può fare sulla placca seguente che era montata sul berrettone di pelo d'orso e che non può essere riferita alla Guardia Reale per la presenza del n° 3 ma certamente alla compagnia dei Granatieri reggimentali sempre del 3° Rgt. di Linea oppure agli zappatori reggimentali del medesimo Rgt. in quanto, in entrambi i casi, anch'essi adottavano il berrettone di pelo d'orso.

Placca degli Zappatori Reggimentali del 3° Rgt di Linea

Nessun dubbio, invece, sulla seguente granata, certamente riferibile ad una delle  baudrieres del sabre-briquet o della cartuccera  dell'uniforme degli zappatori del 3° Rgt di Linea, unico esemplare noto.

Granata con corona 3° Rgt

Sul bottone seguente anch'esso venduto all'asta quale bottone dei Granatieri della Guardia Italiana, si manifesta qualche perplessità in merito anche alla sua appartenenza al periodo in questione.

Fanteria di Linea Zappatori reggimentali del 3° di Linea

FANTERIA LEGGERA
I 4 reggimenti della fanteria leggera adottarono bottoni e placche con la cornetta tipica dei cacciatori con all'interno indicato il numero del Rgt. a smalto nero. Non è ben noto se la cornetta fosse, sulle placche, sormontata dalla corona ferrea. Alcune fonti riportano la cornetta senza corona per la fanteria leggera e con la corona per i cacciatori a cavallo. Altre fonti sembrerebbero indicare le due specialità con medesima placca. Al momento sono note solo alcune placche con corona.

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Ultimamente è stata rinvenuta in Russia questa placca presumibilmente appartenuta ad un Carabiniere del 3° Rgt della Fanteria Leggera. Da notare la granata tipica dei carabinieri posta in basso, subordinata alla cornetta e al numero reggimentale.

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Il medesimo dubbio riguarda anche i bottoni dei quali esiste una unica immagine poco chiara del bottone del 2° Rgt che riporta la corona. Nella realtà tali bottoni dovrebbero essere stati prodotti senza la corona quindi del tutto simili al modello francese. Molti esemplari senza corona sono stati ritrovati sui campi di battaglia sui quali hanno combattuto i Rgt. Italiani e non vi presero parte i corrispondenti Rgt. francesi. Il riconoscimento si basa anche sul tipo di carattere particolare dei numeri che in alcuni casi risultano molto diversi da quelli francesi;  il più caratteristico è certamente il numero 3.

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Il 5° Rgt della fanteria leggera era denominato Reggimento Reale Dalmata in quanto tutti i soldati erano reclutati nella regione Dalmazia. Di esso sono noti sia la placca, in due varianti, che i bottoni, anch'essi in due varianti, una in uso nel primo periodo del Regno con l'iscrizione "Legione Dalmata" e una successiva con l'iscrizione "Reg. Real. Dalmata". Esistono poi alcune tavole coeve che riportano addirittura la placca con l'indicazione della sigla BRD "Battaglione Reale Dalmata", in uso, sembrerebbe, nel periodo che va dalla costituzione dell'unità fino alla sua trasformazione in Rgt, ma in tal guisa non esistono reperti.

img53a7e33dbfdffPlacca Reale Rgt. Dalmata 3
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Agli albori del Regno era stato costituito anche un Battaglione di Cacciatori d'Istria, disciolto poi nel 1811 ed incorporato nel 3° Rgt. leggero. Si presume che avessero la placca a losanga con corno da caccia sormontato da corona e bottoni con cornetta con iscrizione Battaglione d'Istria. Nessun esemplare noto.
Conclude la trattanzione della Fanteria leggera il Rgt. Coloniale derivato dal Battaglione Coloniale costituito dai renitenti alla leva e disertori. Il Rgt. venne relegato sull'Isola d'Elba. Non sono noti bottoni e placche.

ALTRI CORPI DI FANTERIA
Rgt Gendarmeria Reale
Rgt Guardia di Venezia del quale è noto che avesse sullo shako la placca a losanga con corona e le lettere G.D.V. Non si conoscono esemplari.
Btg Guardia di Milano
Rgt Veterani ed Invalidi che aveno sulla placca e sui bottoni la descrizione della specialità (noto solo il bottone del Rgt dei Veterani di Mantova).

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Btg Bersaglieri volontari comunemente detto dei Bersaglieri Bresciani (dal luogo di costituzione).
1° Rgt. Volontari che adottava placca romboidale con le lettere R.V. sormontate dalla corona ferrea ed indicato in basso il numero 1.
2° Rgt. Volontari che adottava la medesima placca del 1° Rgt ma con il numero 2.
Cmp di Riserva Dipartimentali.
Alcuni di questi reggimenti indossavano berretti in panno di lana con coccarda e chevron a V senza placche. Per gli altri non sono noti al momento ne bottoni ne placche. Le compagnie di riserva dipartimentali, che erano 22, secondo alcuni autori adottarono la placca a losanga con numero di compagnia in rilievo a smalto nero. Non esiste però alcun documento dal quale si evinca l'abbinamento di ciascun dipartimento ad un numero specifico. Le medesime fonti ritengono che molto probabilmente sul bottone era indicato il numero del reggimento ed il nome del dipartimento di provenienza.

Alcune autorevoli fonti, alle quali anche il sottoscritto si allinea, riportano invece, per tali compagnie, sia la placca che i bottoni contenenti la grande lettera R sormontata dalla corona ferrea ed in basso il nome del dipartimento. Si sa per certo che ne esistano degli esemplari in alcune collezioni private dei quali però al momento non si conoscono immagini.

CAVALLERIA
I 4 reggimenti di cacciatori a cavallo furono dotati di placche con cornetta tipica dei cacciatori all'interno della quale era indicato a rilievo, ed in nero, il numero del reggimento. Sormontava la cornetta la consueta corona . Si riportano le placche dello shako note mentre i bottoni erano quelli classici da Pelisse e Dolman a pallina liscia in metallo dorato.
1° Rgt cacciatori a cavallo Real Italiano (ex 1° Ussari);
3° Rgt cacciatori a cavallo.
Non è nota l'esistenza di placche relative al 2° Rgt cacciatori a cavallo Principe Reale e 4° Rgt cacciatori a cavallo.
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Negli ultimi anni si sono viste nelle aste e nei siti specializzati diversi esemplari di placche da cintura e da giberna del solo 3° Rgt dei cacciatori, mentre mai nessun esemplare degli altri reggimenti è apparso. Inoltre fino a pochi anni fa era noto una solo esemplare di bandoliera con giberna da Ufficiale (peraltro con fregio in metallo bianco) conservato in un museo tedesco. Quindi coloro che volessero avventurarsi nella collezione di tali reperti sono avvisati: attenzione alle copie ed ai falsi.

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Esemplare da scavo proveniente da una collezione privata.

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La Cavalleria annoverava anche due reggimenti di Dragoni, Dragoni Regina e Dragoni Napoleone, che indossavano l'elmo con fascia di pelle di pantera nera per la truppa ed in pelle di leopardo per gli ufficiali ed il monogramma N sormontato dalla corona. Nel decreto del 20 giugno 1805 in cui veniva istituito l'uso e descritta la rappresentazione dei bottoni dei corpi italiani, relativamente a tale specialità, si leggeva che i Dragoni Regina dovessero essere dotati di proprio bottone con il monogramma DR sormontato da corona ferrea come il seguente.
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La medesima simbologia era riportata anche su alcuni attributi delle armi come il  piece de pouch che segue (piccola borchia inserita sull'impugnatura delle pistole) ed anche su altri accessori.
img5613da2d68f3bIl fregio che segue, la cui classificazione rimane ancora un dilemma, è certamente riferibile al Rgt dei Dragoni Regina, ma essendo alto 9 cm è troppo grande per essere un fregio da giberna o da baudriere e troppo piccolo per essere ad esempio da portacappotto o da gualdrappa (normalmente poi sulla gualdrappa dei cavalli vi erano fregi in tessuto e non metallici). Non si esclude che qualche ufficiale lo abbia adottato pur non essendo regolamentare.

Fregio Dragoni Regina

Sul medesimo decreto anche i Dragoni Napoleone avrebbero dovuto avere il proprio bottone con il monogramma DN sormontato da corona ferrea. Nella realtà esistono rarissimi esemplari noti,  se ne conoscono solo quattro o cinque, tutti facenti parte di collezioni private.img54b8c698256d9

Dragoni Napoleone.
Mentre è ormai pacifico che tutti i Dragoni Italiani, sia della linea che della guardia, utilizzassero, almeno nei primi anni del Regno, bottoni con il solo monogramma N sormontato da corona e certamente i Dragoni Napoleone li utilizzarono anche negli anni successivi.
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Anomala è invece la fibbia qui riportata sia per la presenza della corona ferrea, a differenza degli altri fregi noti e sicuramente autentici che riportano invece la corona lombarda e per avere il monogramma N una forma un pò bizzarra. Mi astengo ad ogni modo e nella maniera più assoluta da esprimere giudizi sulla originalità non avendo alcun riferimento uniformologico ne a favore ne contrario.

Fibbia Fanteria Napoletana

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ARTIGLIERIA DELLA LINEA
Era composta da un Rgt dell'artiglieria a piedi ed un Rgt dell'artiglieria a cavallo. Ogni reggimento di fanteria aveva poi la propria compagnia di artiglieria reggimentale ed infine il Treno.
Gli artiglieri a piedi indossavano lo shako con placca a losanga con cannoni incrociati in metallo bianco.

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Gli artiglieri a cavallo indossavano la czapska di foggia polacca con cannoni incrociati e corona in metallo giallo. Indicata anche la probabile foggia dei bottoni.

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img53e0a6269c110Segue una probabile parziale ricostruzione del fregio sulla base di una parte originale con tipica corona ferrea così come riportato dai testi Brandani-Crociani.

Fregio Artiglieria a cavallo della Linea 1808

A dare supporto a questa versione di fregio è recentemente apparsa la seguente foto, segnalata da un amico russo,  di un probabile bottone del treno di artiglieria, la cui originalità però non è certa.  Artiglieria Treno della Linea

In realtà su gran parte delle tavole esistenti, comprese le coeve, la corona sui fregi dell'artiglieria, è rappresentata come corona "classica" come la seguente

Fregio del Treno di artiglieria della Linea 1808
Ultimamente è apparso su un noto sito di vendite on line questo fregio che potrebbe essere attribuibile al treno di artiglieria della linea in quanto presenta la tipica catasta di palle però unite alle canne differentemente da quanto rappresentato in genere per i fregi di artiglieria.

Fregio artiglieria

Gli artiglieri reggimentali avevano lo stesso equipaggiamento della truppa (Placca e bottoni con numero del rgt con corona), mentre gli addetti al treno avevano lo stesso shako degli artiglieri a piedi ma con fregio con cannoni incrociati in metallo bianco.  Segue l'unico e raro esemplare noto di placca da shako presumibilmente di un ufficiale del treno di artigliera.

Placca Ufficiale del Treno di Artiglieria

GENIO
Zappatori, minatori ed il treno trasporti indossavano lo shako con placca a losanga con asce incrociate sormontate da corona. Non è nota l'esistenza di reperti. I bottoni riportavano l'indicazione "zappatori italiani" per i primi due reparti e "treno del genio" per i trasporti. Nel complesso erano molto simili a quelli francesi.

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img544e251e2aa3bMenzione speciale merita la fibbia di cinturone di un Ufficiale Geografo del Genio, i cui appartenenti al tempo erano denominati "Geograti"

Fibbia Cinturone Ingegnere Geografo - Hermann H.
TRASPORTI MILITARI
Componevano questo reparto due battaglioni di trasporti militari dei quali sono noti placca e bottone che riportavano il monogramma TM sormontato da corona.

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Si ritrova il medesimo logo anche su altri oggetti ritrovati nei luoghi della campagna di russia.

Fibbia da bandoliera Trasporti Militari
MARINA
La marina annoverava un cospicuo numero di unità.
Un Battaglione di Fanteria di marina del quale al momento è nota la sola placca dello shako.


Un Battaglione di Cannonieri Marinai del quale pure si conosce la rara placca dello shako conservata nel museo del Risorgimento di Milano.

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Molti bottoni dei cannonieri sono stati rinvenuti all'interno del relitto del brigantino italo-francese Mercurio, facente parte della flotta del Regno Italico, affondato il 22 febbraio 1812 durante i combattimenti della battaglia di Grado e rinvenuto nel 2001.

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Seguono poi un Battaglione di Cannonieri Veneziani, uno di Invalidi dell'Estuario, uno di Veterani, uno della Flottiglia, uno di Battellanti della laguna ed ancora, le Compagnie Guardaciurme di Venezia ed Ancona, quelle dei Trombieri dell'Arsenale ed infine quelle dell'Ospedale di marina di Venezia.
Nessuna informazione su placche e bottoni di questi reparti.

GUARDIA REALE

Per semplicità si introduce un piccolo schema riassuntivo tratto dalla pubblicazione Quaderni di Storia e di Uniformologia, Milites n° 2 sulla fanteria della Guardia Reale Italiana di Napoleone Bonaparte (1805-1814).

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FANTERIA
La fanteria della Guardia Reale era così organizzata:
Rgt Fanteria Reale di linea divenuto nel 1812 Rgt Granatieri e Rgt Carabinieri
Rgt Coscritti divenuto nel 1813 Rgt Cacciatori
Rgt Veliti
Le uniformi avevano i bottoni, sempre con le medesime dimensioni previste per la linea, rappresentanti l'aquila imperiale con la corona ferrea inserita nello scudo centrale. Anche in tal caso si potevano avere due varianti. La grande N sotto la corona, oppure una stella. Fanteria Reale e poi Granatieri, Coscritti e poi Cacciatori utilizzarono bottoni in metallo bianco.

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img53a2b66be77d0Solamente il Rgt. Veliti adottò il bottone a fusione unica e tutti gli attributi dell'uniforme in metallo giallo.

Guardia Reale 16 mm

Segue una rarissima gorgiera  da Ufficiale

Gorgera da Ufficiale dei Veliti Reali

Il bottone della truppa si distingueva però da quello degli ufficiali superiori per i quali era decretata la versione a lamina dorata e fondello.

img53a8539136178Altra variante di bottone della Guardia Reale non esattamente attribuita

Guardia Reale - Veliti

I Granatieri della Guardia adottarono la placca in metallo bianco sul berrettone di pelo d'orso del tutto simile a quella francese, aquila imperiale con testa rivolta a dx con granate ai lati e corona ferrea nel corpo.

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Lo stesso motivo lo si ritrova anche sulle fibbie del cinturone degli ufficiali.

img561e5d5f26aa1La gorgiera da Uffciale dei Granatieri in metallo bianco riportava invece la granata in metallo dorato, colori opposti alle corrispondenti gorgiere francesi.

Gorgera Ufficiale dei Granatieri Guardia Reale - 800+ Hermann H.

Dal seguente esemplare, appartenente ad una collezione privata, si vede come le placche fossero presumibilmente di provenienza francese e poi adattate per l'esercito italico aggiungendo l'argentatura, che in tale esemplare, di certa autenticità, risulta consumata ed evanescente.

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I veliti avevano lo stesso berrettone dei cacciatori ma con placca in metallo dorato recante l'aquila imperiale e ghirlande di alloro e quercia.

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Anche in questo caso il medesimo motivo lo si ritrova sulla fibbia del cinturone da ufficiale.

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CAVALLERIA
Era composta da tre reggimenti:
Rgt Dragoni
Rgt Gendarmeria scelta
Rgt Guardie d'onore (un Decreto del 20 giugno 1805 istituì la 1^ Compagnia di Milano, la 2^ Compagnia di Bologna, la 3^ Compagnia di Brescia, la 4^ Compagnia di Romagna, mentre la 5^ Compagnia di Venezia venne istituita successivamente con Decreto del 2 agoto 1806).
Dragoni e Guardie indossavano caschi senza insegne come pure senza insegne era il berrettone di pelo d'orso della Gendarmeria. Per quest'ultima specialità il disegno del bottone riportato da Louis Fallou è risultato corretto.

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I Dragoni della Guardia indossavano anch'essi il bottone già analizzato per i Dragoni della Linea ossia la grande N sormontata da corona classica. Molto bella anche la fibbia dei reparti locali della Gendarmeria. L'esemplare allegato si riferisce al dipartimento del Piave.

Fibbia Gendarmeria Reale del Piave.

 

ARTIGLIERIA
L'artiglieria della guardia indossava il colback di pelo d'orso senza insegne e bottoni a pallina nel dolman e nella pelisse.

MARINA
Si hanno notizie dell'esistenza di una sola compagnia della marina della guardia. Recentemente sono apparsi da collezioni private due bottoni da Ufficiale.

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SERVIZI RIUNITI
Era una compagnia di sostegno alla fanteria della guardia. Partecipò anche alla campagna di Russia del 1812. Noto solo il bottone.

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Inserisco anche due elementi, una fibbia ed un terminale di bandoliera, che per la presenza della stella e della corona contemporaneamente sono certamente attribuibili alle uniformi della guardia ma che di essi non vi è al momento alcun riferimento bibliografico.

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Altro finale di bandoliera ed altri accessori recentemente apparsi in un sito d'asta.

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Concludo la trattazione della Guardia con una eccezionale placca di grandi dimensioni conservata nel Salon de l'Emperie in Provenza, un vero gioiello.

Placca Guardia Reale Italiana Salon de l'Emperie

 

GUARDIA DI FINANZA

Il Decreto del 2 Marzo 1808 del Vicerè Eugenio istituiva il corpo della Guardia di Finanza del Regno d'Italia. Per i finanzieri era previsto l'uso di cappello bicorno alla francese, quindi senza placche. Bottoni in metallo bianco per Ispettori e Sottoispettori ed in metallo giallo per Capi di prima, seconda e terza classe, Sottocapi, Appointes e truppa con iscrizione "Regno d'Italia - Finanza". Medesima iscrizione si ritrova sulle fibbie della bandoliera. Non si conoscono al momento esemplari autentici.

GUARDIA NAZIONALE

Sull'esperienza della guardia nazionale francese istituita nel 1791 allo scopo di garantire l'ordine pubblico, anche in Italia nacquero delle compagnie di guardia nazionale ad iniziare dalla città di Bologna nel 1796. Molte altre città seguirono tra cui Venezia, Padova, Ancona, Milano ed anche cittadine minori e furono anche istituite delle compagnie di cannonieri guardacoste nelle città di Murano, Comacchio, Civitanova, Senigallia ecc.
La Guardia Nazionale aveva il suo bottone con l'iscrizione Guardia Nazionale. Ne esistono anche alcune varianti rarissime con indicato il nome della città di provenienza (noto il bottone guardia nazionale di Budrio, quello dell'Istria ed il disegno di quello di Reggio Emilia).
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Concludo l'esposizione dei bottoni militari con il bottone delle uniformi dei battaglioni di guardia agli ospedali militari che non sono riuscito a ben collocare nelle varie specialità. Molto probabilmente erano parte del reggimento veterani ed invalidi ai quali era attribuita la funzione di presidio.
img53a853ade6be6Troppo belli dall'essere esclusi da questa trattazione sono i bottoni civili da livrea della Casa Reale Italica, cioè i bottoni di ornamento delle uniformi di tutto il personale di servizio addetto alla persona del Re d'Italia, Napoleone Bonaparte.

Livrea Casa Reale 2

Questo articolo nasce da una accurata e prolungata ricerca ma non è certo esaustivo dell'argomento non trovandosi riferimenti bibliografici precisi ed organici ed essendo i reperti pervenuti in quantità molto limitata. Sono pertanto preziose e ben accette correzioni ed integrazioni. Consiglio quindi agli amici lettori di tornare spesso su questo articolo che sarà costantemente aggiornato ed integrato.

Giulio Centanni

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