LA BERLINA DELL’IMPERATORE – DIORAMA – Sezione Storica Napoleonica – G. Centanni

Nell'ormai lontano 1995 il Club Alfamodel presentava un grande lavoro corale, storico, uniformologico e modellistico, ideato e realizzato dalla Sezione Storica Napoleonica su proposta dell'allora Coordinatore Paolo Casali. Si  rappresentava un famoso episodio accaduto durante la campagna napoleonica di Russia del 1812 riprodotto anche in un suggestivo acquarello dal pittore ed uniformologo francese Eugene Liliepvre.

 

La disfatta di Russia è ormai definitiva e la più totale. Napoleone deve intraprendere il suo viaggio di ritorno verso la Francia. Dal castello di Oginski, nella città di Bienica pianifica il rientro. La partenza dal villaggio di Ochmjana, mantenuta nel più totale segreto, è prevista per le 10 della sera del giorno 5 dicembre 1812, ma il villaggio viene però attaccato dai russi e la scorta di Napoleone che vi stazionava, colta di sorpresa dai colpi di artiglieria, viene decimata. Restano solo 15 Cacciatori e 36 Lancieri. L'attacco viene respinto e dopo ore di perlustrazioni ed ulteriori schermaglie, finalmente la Berlina dell'Empereur alle due del mattino parte. La scorta viene sostituita dai reparti della Brigata di Cavalleria Leggera della Guardia del Regno di Napoli di Gioacchino Murat e precisamente da due squadroni di Veliti a cavallo e da tre squadroni di Guardie d'Onore.  I soldati sono onorati dell'incarico conferito loro e rispondono viaggiando in alta uniforme, con le pelisse indossata in spalla. Alla partenza l'andatura è spedita e si procede al trotto ma ben presto iniziano le difficoltà. Una fitta nevicata rallenta l'andatura, in alcuni tratti si procede a piedi. La temperatura scende fino a 20 gradi sotto zero, tanto che lo stesso Napoleone più volte invita il Colonnello Principe Campana a dare ordine di far coprire i soldati con le pelisse ed i cappotti.  L'ordine viene ignorato per non mostrare debolezza. Le prime vittime sono i cavalli, sfiancati dallo sforzo e dal freddo ed i loro cavalieri appiedati vengono lasciati indietro e abbandonati al loro destino. L'imperatore non può aspettare.  Il viaggio si conclude il mattino seguente alle ore 10. Otto ore di inferno per percorrere appena 40 Km.

Alla partenza la Brigata contava circa 350 uomini dei quali 43 morirono durante il viaggio, 162 Guardie d'Onore  e 101 Veliti a cavallo vennero fatti prigionieri dai russi. I pochi che riuscirono a sopravvivere e a portare in salvo Napoleone persero l'uso degli arti per il semi congelamento ed alcuni addirittura le dita di mani e piedi. Tra costoro anche i due Colonnelli, il Principe Campana  ed il Conte Caracciolo di Rocca Romana.



Conte Lucio Caracciolo di Rocca Romana, Colonnello Comandante dei Veliti della Guardia Reale Napoletana (pezzo realizzato da Mauro Beniamini).

Napoleone proseguì ovviamente il suo viaggio verso Parigi e nei 2240 Km percorsi fu in seguito scortato anche, nelle varie tappe, dalle Guardie d'Onore Toscane e dai Dragoni della Guardia Reale Italiana.

Il lavoro di preparazione comportò, per gli studiosi di storia ed uniformologia della Sezione, la consultazione di numerosi testi, alcuni anche molto antichi, per cercare di ricostruire con precisione i luoghi, i particolari, i personaggi e soprattutto i dettagli delle uniformi e delle bardature dei cavalli. La mano passò poi al prezioso Mario Citarelli il quale si fece carico di realizzare dei disegni originali ad acquarello per le tavole uniformologiche da poter sottoporre poi ai modellisti che si presero cura della scultura e successiva pittura dei pezzi.




Questo lavoro è dedicato a tutti i soldati, italiani e napoletani, che seguirono Napoleone nella sfortunata campagna di Russia del 1812, non più integrati nell'armata francese ma inquadrati in unità interamente nazionali con uniformi e bandiere proprie.




L'intero lavoro, dopo alcune esposizioni in concorsi e manifestazioni modellistiche, venne donato al Museo Napoleonico di Roma, ma questa è un'altra storia!!!


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